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‘Italia contadina’, l’utopia del ritorno alla campagna nel libro del docente Unimol Pazzagli

Si è svolta ieri pomeriggio (20 marzo), nella sala Freda del Comune di Larino, la presentazione del libro del professore Unimol Rossano Pazzagli e della professoressa Gabriella Bonini dal titolo “Italia contadina” – dall’esodo rurale al ritorno alla campagna di Aracne Editrice, volume realizzato con il contributo della Confederazione Italiana Agricoltori.

Un convegno ricco di spunti di riflessione molto importanti, fortemente voluto dal BioMolise – Distretto Frentano, di cui fanno parte 14 Comuni molisani, e dal Sindaco di Larino, che ricopre la carica di Presidente del BioMolise. Il sindaco Puchetti ha salutato i presenti ricordando che il BioMolise, che si avvale della preziosa collaborazione di un illustre Comitato Tecnico Scientifico, presieduto da Pasquale Di Lena che ha coordinato l’incontro, ha lo scopo di valorizzare l’economia locale e i prodotti biologici che si coniugano indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità, per raggiungere un pieno sviluppo delle potenzialità economiche, sociali e culturali.

L’intervento del professor Pazzagli è stato preceduto da un’attenta analisi della professoressa Ilaria Zilli, docente di Storia Economica dell’Università degli Studi del Molise, che ha parlato del libro come di una lettura particolarmente interessante sulla storia dell’Italia nel secondo dopoguerra e delle difficoltà che si sono susseguite circa la scelta della strategia più giusta per lo sviluppo del nostro Paese. Nel volume si fa riferimento ad “un’utopia concreta” con la quale gli autori chiedono all’agricoltura di svolgere un ruolo multifunzionale, che non si limiti solo a nutrire l’umanità, ma che assicuri ad essa energia pulita, salvaguardia dell’ambiente, miglioramento della qualità della vita, integrazione dei sistemi economici e sociali, valorizzazione e miglioramento del paesaggio.

Presente all’incontro anche Donato Campolieti, Direttore CIA Molise, che ha sostenuto la tesi secondo cui l’agricoltura non può essere solo nozionistica, ma deve fondarsi anche sulla cultura, la passione, la storia del passato e dei valori, applicando alla professionalità  la consapevolezza che l’agricoltura in Molise non può competere con grandi numeri e produzioni, ma può svolgere un ruolo da protagonista con produzioni tipiche.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’autore Pazzagli che col suo libro ha voluto  raccontare la storia di un’Italia che deve molto ai contadini e all’agricoltura per la qualità dell’alimentazione, la bellezza del paesaggio, per un diffuso patrimonio territoriale che ha generato valori economici e culturali.

Una storia che dalla metà del ’900 è stata caratterizzata dall’esodo rurale e i cambiamenti del paesaggio sono stati i segni più eloquenti di una grande trasformazione che ha privilegiato l’industria e la città, spezzando i legami con il territorio e marginalizzando il mondo rurale. A causa del boom economico, le aree interne, il lavoro e le imprese contadine hanno pagato un prezzo altissimo.

Oggi, secondo gli autori, nell’orizzonte della crisi strutturale del modello di sviluppo, è venuto il tempo di riannodare i fili con la storia rurale del Paese, di riprendere la strada della campagna. È l’invito ad un nuovo protagonismo e ad una ritrovata dignità dell’Italia contadina perché, come ha concluso Pazzagli, “l’unica storia possibile è la storia utile”.

Valore aggiunto della serata un interessante dibattito che ha visto protagonisti alcuni componenti del Comitato Tecnico Scientifico, Antonio De Cristofaro, Paolo Di Luzio e Michele Tanno, il presidente onorario del BioMolise, On. Giovanni Di Stasi, Caterina Franceschini e Pardo Di Paolo.