Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Il rapinatore dell’Md resta in carcere, il Gip nega pure i domiciliari col braccialetto

Il sostituto procuratore Elisa Sabusco ha chiesto e ottenuto l'ordinanza di carcerazione dopo l'arresto in quasi flagranza operato dalla squadra mobile giovedì scorso. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato tutti gli atti e respinto la richiesta di una misura alternativa avanzata dal difensore Giovanni Messere

Più informazioni su

Custodia cautelare in carcere. Dopo la convalida dell’arresto eseguito in quasi flagranza dalla squadra mobile e di Campobasso, il sostituto procuratore Elisa Sabusco ha chiesto la custodia in cella e il Gip Teresina Pepe l’ha accolta.

In sostanza ha quindi convalidato tutti gli atti e nelle scorse ore ha respinto la richiesta dei domiciliari che l’avvocato Giovanni Messere aveva avanzato durante l’interrogatorio di garanzia.

rapinatore via puglia

Sergio Copalucci, 31 anni, origini bielorusse, naturalizzato molisano ne avrà ancora per un po’. Deve rispondere di rapina aggravata ed è reo-confesso. Subito dopo il colpo perpetrato giovedì 14 marzo all’Md di via Puglia ha inviato infatti un messaggio vocale via WhatsApp ad un amico al quale ha raccontato della rapina, dell’adrenalina che aveva avvertito nel compierla, “peggio di una botta di coca”.

Ecco perché lo stesso difensore ammette che rispetto “ai fatti che gli sono contestati c’è poco da discutere, certo però sulla scelta delle misure vedrò il da farsi”.

Valuterà infatti un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame.

Copalucci non è incensurato però. Sulle sue spalle pendono diversi reati tra cui anche due aggressione: una ai carabinieri, l’altra ad un cittadino straniero. Fatti accaduti a Milano quando aveva scelto il capoluogo lombardo per trovare lavoro e rifarsi una vita.

Invece a rovinargliela ci ha pensato anche l’uso delle sostanze stupefacenti. Lo stesso coltello usato per la rapina, con la tipica punta annerita, è infatti la prova del consumo che fa di droga. Come lo è quel messaggio choc: “La rapina? Una giocata. Peggio di una botta di cocaina”.

Più informazioni su