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Il mondo sta morendo ed è colpa nostra: studenti in piazza contro il cambiamento climatico fotogallery

Cos’hanno in comune New York, Londra, Parigi e Termoli? La marcia globale contro il cambiamento climatico. Seguendo l’insegnamento della giovane Greta Thunberg, sono migliaia le persone che hanno deciso di unirsi al movimento per tentare di salvare un mondo che ci ha dato tanto e che, in cambio, abbiamo ridotto all’osso.

I nostri figli potrebbero non conoscere né vedere mai una margherita che, con il suo profumo, inonda un prato fiorito, una farfalla che colora un albero o un mare cristallino in cui tuffarsi e la colpa, purtroppo, è la nostra anche se ci piace dire che il mondo lo hanno rovinato le generazioni precedenti: con il nostro consumismo senza freni, l’indifferenza nei confronti di una persona o un animale sofferente, il gettare incontrollato di scarti nella natura con la scusa ‘tanto è solo un fazzoletto in più, altri hanno fatto di peggio’, stiamo avvelenando il Mondo e, ben presto, non avremo più un posto dove vivere.

Manifestazione clima

A dispetto della Nasa che ci offre panorami mozzafiato di pianeti in teoria vivibili, ma in pratica lontani anni luce e forse inospitali alla vita umana, abbiamo gettato in pasto alla distruzione l’unica Terra che ci ha fornito cibo, riparo e vita. E questo Greta Thunberg lo ha capito, molto prima di tutti noi.

Greta ha 16 anni e vive in Svezia: un venerdì qualunque decide di alzarsi e non andare a scuola. Non per evitare una verifica per la quale non era preparata, né per andare al centro commerciale con le amiche, ma per dire basta al cambiamento climatico. Con il suo zaino in spalla, ed un cartello creato da casa, Greta si reca dinanzi al Parlamento svedese, si siede e mostra a tutti un manifesto con su scritto ‘Sciopero scolastico per il clima’.

Per tutti i venerdì a seguire, da un paio di anni a questa parte, Greta si siede lì, dinanzi a quel fatiscente palazzo dove i ‘potenti’ detengono il destino di migliaia di persone e protesta pacificamente, senza parlare. Con gli occhi pieni di speranza, le sue treccine lunghe e l’abbigliamento sportivo, passa i suoi venerdì lì, pensando di essere solo una piccola goccia in un mare di menefreghismo.

Non avrebbe mai immaginato che la sua ribellione avrebbe dato l’avvio ad un movimento molto più grande di lei che avrebbe coinvolto milioni di cittadini, stanchi di veder morire l’ecosistema. Da una sola, piccola, ragazzina del Nord Europa è nata la rivoluzione che oggi, venerdì 15 marzo, è stata celebrata a livello mondiale.

A Termoli sono stati diversi gli eventi, dalla pulizia di un tratto di spiaggia, passando per lo sciopero generale degli studenti che ha coinvolto tutto il centro cittadino. Un fiume di ragazzi, di età variabile, è sceso in piazza a protestare per sensibilizzare l’opinione pubblica al tema del cambiamento climatico.

Decine di cartelli hanno riempito le strade centrali e l’ampia piazza sul mare a Sant’Antonio. Scritte come ‘Il problema oggi non è l’energia nucleare ma il cuore dell’uomo’ e ‘Non esiste un pianeta B’ sono stati innalzati al cielo da bambini, adolescenti ed universitari per lanciare un messaggio chiaro di solidarietà a Greta e passeranno alla storia nella giornata dello sciopero salva-pianeta. Un evento record che ha registrato più di un milione di presenze in tutta Italia.

Ultimo appuntamento, solo in ordine di tempo, l’evento ospitato nell’aula magna del Liceo Artistico ‘Benito Jacovitti’ con la proiezione del film-documentario ‘Before the flood – Punto di non ritorno’ di Leonardo Di Caprio ed il dibattito con il naturalista Stefano Taglioli ed il medico e naturalista Donato Di Pietropaolo.

orso polare

Fin troppo spesso non ci rendiamo conto dei danni che provochiamo: pensiamo che quei poveri orsi bianchi, ridotti a cibarsi di immondizia perché non hanno più un habitat naturale, costretti ad uccidere e mangiare i propri figli per cibarsi, siano lontani da noi e che, girando la testa dall’altro lato, il problema non sia più nostro. Del resto è la legge della natura, dove solo il più forte sopravvive. Peccato, però, che a farla franca sia solo il più stupido, l’uomo.

Forse non comprendiamo che l’estinzione è più vicina di quanto pensiamo: “Fino ad una decina di anni fa – ha commentato Taglioli – Era impossibile andare in autostrada ed uscirne con l’auto perfettamente pulita, a causa degli insetti che si spiaccicavano sui vetri ed imbrattavano la carrozzeria. Oggi il problema non c’è più e, per quanto qualcuno possa gioirne, vi assicuro che questi sono segnali di un cambiamento che sta colpendo tutti, anche noi”.

E se oggi centinaia di specie sono sparite dal Mondo ed altre migliaia sono in via di estinzione, gli esseri umani non se la passano meglio. I cambiamenti climatici che vengono fuori da un sovra utilizzo delle risorse naturali che riducono la natura alla stregua e da cattive abitudini che non ci curiamo di eliminare, incidono sulla nostra salute: “Pensiamo alla malattia Dengue, veicolata da una zanzara che punge anche di giorno. Si presenta con sintomi quali la febbre, che porta ad emorragia ed ha un’alta incidenza di mortalità. Fino a qualche anno fa questa zanzara non era un pericolo per noi, perché non aveva mai trovato terreno fertile nel nostri climi. Oggi, invece, siamo minacciati dalle prime epidemie che si verificano nei climi mediterranei e sub tropicali”.

cambiamenti climatici

La strage dei capodogli del 12 settembre 2014 a Punta Penna, nel vicinissimo Abruzzo, o l’aumento delle temperature degli ultimi anni, che rispecchia perfettamente il detto ‘Non esistono più le mezze stagioni’, dovrebbero farci aprire gli occhi ed insegnarci che è arrivato il momento di un drastico cambio di rotta.

Per tentare, perché si tratta di un tentativo visto che la catastrofe è già iniziata, di salvaguardare il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti, bisogna ripartire da piccoli gesti come gettare una cicca di sigaretta nel contenitore apposito, differenziare i rifiuti, preferire una salutare camminata o pedalata all’automobile, non usare prodotti chimici e non gettare l’olio o gli scarti giù per lo scarico di lavandini o water potrebbe fare tanto e scatenerebbe effetti che migliorerebbero la qualità della vita.

Non prendere la vettura, ad esempio, consentirebbe anche un risparmio, in termini meramente monetari, dal momento che non dovremmo spendere euro per la benzina perché il carburante saremmo noi, con le nostre gamba. E se proprio questo non fosse possibile, basterebbe preferire mezzi con minore impatto ambientale.

A livello mondiale, invece, è necessario creare aree naturalistiche protette in cui gli animali possano vivere, prolificare e trovare il cibo necessario alla loro sopravvivenza, lontano dai bracconieri e dagli uomini che mettono in serio pericolo la loro esistenza. Perché, come insegna Greta, la vera forza siamo noi. E se tutto questo non bastasse chiediamoci: se fossimo noi quell’orso bianco e dovessimo uccidere nostro figlio per sopravvivere?