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Il Molise nel progetto “Life skills” destinato alle donne migranti vulnerabili

L’ufficio della Consigliera di parità Giuditta Lembo è partner del progetto Life skills per l’inclusione – Buone pratiche creative per la partecipazione socio-economica delle donne migranti vulnerabili, approvato dal Ministero degli Interni e finanziato con il Fondo Asilo Migrazione e  Integrazione

“La principale azione del progetto – spiega la consigliera di parità – è quella di promuovere percorsi di life skills education; ovvero percorsi volti a valorizzare quel bagaglio di risorse e potenzialità che consente anche ai migranti coinvolti in processi di migrazione forzata di volgere in positivo le esperienze apprese, trasformandole in competenze trasferibili in altri contesti e spendibili in opportunità occupazionali, di istruzione e formazione. Attraverso un percorso articolato in visite di studio, ricerca, mappatura di buone pratiche, formazione, sperimentazione e disseminazione, il progetto persegue l’accrescimento delle capacità di intervento di operatori pubblici, privati e del terzo settore di diverse regioni italiane a sostegno dell’inclusione socio-occupazionale delle donne migranti vulnerabili”.

Al termine del progetto è previsto che in ciascuna delle tre città interessate (Palermo, Roma, Campobasso) sia adottata almeno una delle prassi vincenti identificate in altri paesi Ue.

Il progetto è volto a mettere in rete i diversi attori che, operano nei diversi ambiti dell’inclusione attiva dei cittadini dei paesi terzi, favorendo lo scambio di buone pratiche a livello territoriale, nazionale ed europeo.

Il progetto – prosegue Giuditta Lembo – focalizza l’attenzione sui percorsi alternativi di inclusione socio-economica di carattere innovativo, promossi dal basso, capaci di consentire il superamento degli ostacoli per l’integrazione in particolare per le donne migranti in condizioni di particolare vulnerabilità, vittime di violenza, abuso, sfruttamento, emarginazione o discriminazione. Il percorso di scambio ha come oggetto la condivisione di conoscenze, esperienze, procedure e pratiche, al fine di capitalizzare le prassi di intervento virtuose che, in altri Stati Membri, hanno consentito a soggetti pubblici, privati e del terzo settore di favorire sostenere l’integrazione socio-economica delle donne migranti”.