Il lavoro cala, gli infortuni no: +3,7%. E i cantieri delle opere pubbliche sono senza regole

Secondo i dati forniti da Inail e rilanciati Cgil Abruzzo Molise nel 2018 ci sono stati nella nostra regione 2124 infortuni e di questi 1911 sono avvenuti durante un'attività lavorativa

Si leggono spesso dati che indicano un calo dell’occupazione, il crollo della produzione industriale, la crisi del settore edilizio. Ma a fronte di questi dati drammatici ce n’è un altro che invece di calare, aumenta. Ed è quello degli infortuni sul lavoro. Secondo le cifre fornite dall’Inail in Molise nel 2018 c’è stato un +3,7 per cento. E la sensazione, dettata dall’esperienza, è che nemmeno nei cantieri pubblici, di opere per conto dei Comuni o della Regione per non dire dello Stato, la sicurezza venga rispettata.
“Quello degli infortuni sul lavoro era e resta un problema drammatico, uno dei temi che puntualmente si ripresenta in ogni statistica fornita dall’Inail, l’istituto pubblico nazionale cui sono assegnate le maggiori competenze su questo tema”. A parlare così è Franco Spina, segretario regionale della Cgil Abruzzo Molise, che parte dal bilancio che l’Inail ha reso pubblico sull’anno da poco finito, il 2018.
In Molise e in molte regioni gli infortuni sono aumentati: quelli dichiarati nel 2018 sono stati infatti 2.124 a fronte dei 2.045 dell’anno precedente, con una crescita del 3,72% . Nello specifico gli infortuni avvenuti durante un’attività lavorativa sono passati da 1.844 a 1.911, mentre quelli in itinere – capitati durante gli spostamenti per il luogo di lavoro – sono aumentati da 201 a 213.
“Numeri di per sé negativi – sottolinea Spina – che però non vengono da soli, perché l’altro aspetto da sottolineare che riguarda il Molise sta nel fatto che l’aumento degli infortuni coinvolge tutti i settori economici e non risparmia nessun comparto della vita lavorativa: industria, artigianato, terziario e altre attività“.
Difficile non capire il perché: le norme sulla sicurezza esistono ma sono spesso violate, vuoi per ignoranza in materia, vuoi per risparmiare tempo e spesso denaro. Quindi zero imbracature, zero caschetti, attrezzature non idonee per i lavoratori, che talvolta vengono messi in cantiere o in azienda senza la necessaria formazione. E sono proprio i cantieri pubblici quelli dove spesso si ignorano le più elementari regole per la sicurezza, con aree non delimitate e operai che ‘camminano’ sui tetti o si ‘arrampicano’ sui muri. La colpa è dei datori di lavoro, ma anche dei responsabili per la sicurezza, quindi di chi dovrebbe vigilare e non lo fa.
“Sono dati che non possono non allarmare – rincara la dose il segretario regionale Cgil -. Per noi il tema della prevenzione degli infortuni resta una priorità nell’azione sindacale. Lo è perché sono ancora migliaia i lavoratori molisani che ogni giorno subiscono danni o perdono la vita. Spesso sono lavoratori precari, carenti di formazione, o lavoratori che quotidianamente operano in ambienti e condizioni difficili, in appalto o subappalto. Fatto è che l’indebolimento costante portato avanti nei confronti delle istituzioni preposte a vigilare sul rispetto delle regole e dei cantieri ha ulteriormente minato il sistema di prevenzione e repressione nei confronti di chi non rispetta le leggi. Servono politiche serie anche regionali – conclude Spina – bisogna potenziare i controlli e operare massicciamente sul versante della formazione e dell’informazione.
Manca ancora una vera cultura della prevenzione, la sicurezza nei luoghi di lavoro viene spesso considerata solo un costo. Per invertire la rotta serve ben altro, ad esempio pretendere il rispetto delle norme che pur ci sono e costruire un sistema che premi quelle aziende che investono in sicurezza e prevenzione, evitando in tal modo una concorrenza sleale troppo spesso giocata sulla pelle dei lavoratori”.