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Il centrodestra pensa di ‘copiare’ gli avversari: spunta una forte richiesta di primarie

Neanche l’ultimo incontro fra gli esponenti locali del centrodestra ha fatto emergere un nome rispetto agli altri, sebbene Antonio Di Brino sembrerebbe in pole. Tuttavia molte formazioni, sia di partito che civiche, chiedono che si dia voce alla gente scegliendo il candidato sindaco alle primarie

Tavoli e riunioni, cene e conviviali, ma il nome del candidato sindaco per il centrodestra non c’è ancora. Nonostante incontri ormai a un ritmo incessante, la coalizione che guida la Regione non riesce a trovare la quadratura del cerchio e allora sta emergendo sempre con più forza la possibilità che venga ‘copiato’ il modello tanto caro al centrosinistra, quello delle Primarie. Che per il centrodestra molisano sarebbero una novità assoluta, ma che a qualche chilometro di distanza, vedi Foggia, è realtà proprio in questi giorni.

È vero, mancano ancora sette settimane, un’intera Quaresima oltre alla Pasqua, prima della presentazione delle liste elettorali per le comunali del 26 maggio. Quindi di tempo ce n’è ancora tanto, ma non così tanto. Nel senso che decidere il candidato sindaco l’ultima settimana di consultazioni sarebbe un grosso handicap. No, la campagna elettorale va fatta partire per tempo, cucita addosso al candidato sindaco e, buon senso vorrebbe, con un programma elettorale chiaro.

E allora il centrodestra non può attendere ancora molto nel decidere quale nome offrire agli elettori per sfidare gli avversari. I quali da questo punto di vista paiono avvantaggiati. Si prospetta infatti un remake delle comunali 2014 in fatto di candidato a sindaco. Se nel Movimento Cinque Stelle pare scontata la conferma di Nick Di Michele e fra le formazioni civiche al 99% ci sarà la candidatura a primo cittadino di Remo Di Giandomenico, nel centrosinistra tutto fa credere che sarà il sindaco uscente Angelo Sbrocca a guidare la coalizione. Se poi qualcuno del Pd deciderà di andare per conto proprio o allearsi con formazioni civiche di sinistra, questo è un altro paio di maniche.

E per completare la riedizione delle precedenti amministrative, in attesa di sapere cosa vuol fare Paolo Marinucci con la sua Liberatermoli, c’è un altro personaggio che spinge per riprovarci. È Antonio Di Brino, già fascia tricolore fra il 2010 e il 2014. Ad oggi il nome più forte per la candidatura di un centrodestra compatto è il suo.

Tuttavia non convince tutti, proprio perché molti lo ritengono una minestra riscaldata. Così mentre non tramontano le ipotesi Tony Spezzano, Michele Marone, Francesco Roberti, Antonio Del Torto e Antonio Chieffo. Chiaramente la decisione andrà presa a breve, dato che anche l’ultima riunione convocata giovedì scorso, dopo la cena a base di pizza di mercoledì, non ha portato decisioni nette, ma altri rinvii e riflessioni.

Però da più parti si chiede che per una volta si passi dalle parole ai fatti e si dia davvero la parola alla gente. In che modo? Chiamando il popolo del centrodestra a decidere il candidato sindaco del centrodestra, in una competizione che potrebbe essere frizzante anche perché aperta a nomi nuovi, al momento ancora ‘nascosti’. Restano le perplessità di chi sostiene che le primarie siano troppo facili da inquinare. In sostanza se ai gazebo andassero elettori simpatizzanti di altri partiti potrebbero comportare una scelta distorta. Un rischio che finora il centrodestra non ha mai voluto correre.