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Droga nella struttura per migranti, “non era convenzionata con la Prefettura”

Dopo il blitz dei Carabinieri, le precisazioni della Prefettura di Isernia: "Convenzione risolta per inadempimento della ditta che lo gestiva"

In merito all’ultimo blitz dei Carabinieri in una struttura per migranti, dove sono stati trovati circa 250 grammi di marijuana e denunciati due stranieri, la Prefettura di Isernia ha fornito alcune precisazioni: “La struttura non è convenzionata con la Prefettura di Isernia e, dunque, non è corretto qualificarla come “centro di accoglienza”. Come ricordato proprio dalla stampa, nelle vicinanze della struttura si è verificata, il 28 marzo 2017, una violenta rissa tra migranti.  La Prefettura, a seguito di apposito controllo sul centro, ha risolto per inadempimento la convenzione con la ditta che lo gestiva. Per effetto della risoluzione, la Prefettura ha disposto, altresì, il trasferimento degli immigrati, che non avevano preso parte alla rissa, presso altre strutture idonee, convenzionate.

Molti dei migranti, tuttavia, non hanno ottemperato al trasferimento e nei confronti degli stessi, al termine di una laboriosa procedura, che ha tenuto conto degli esiti di innumerevoli ricorsi giurisdizionali proposti dai migranti avverso il trasferimento, la Prefettura ha decretato la revoca delle misure di accoglienza.

Sia le revoche dell’accoglienza, sia la risoluzione della convenzione con il gestore sono state impugnate, dagli interessati, rispettivamente innanzi al Tar Molise ed al Tribunale civile di Campobasso.

Le opposizioni giudiziarie sono, al momento, pendenti, in attesa delle decisioni di merito; ma i provvedimenti prefettizi, non essendo state accolte da parte delle autorità giudiziarie le istanze cautelari di sospensione,  sono efficaci e vigenti.

Pertanto, si ribadisce che la struttura dove è stato effettuato l’accertamento non è convenzionata con la Prefettura; i migranti ivi dimoranti non usufruiscono dei servizi di accoglienza e nessun rapporto giuridico e/o convenzione risulta esservi in atto  con l’operatore economico che ha la disponibilità dello stabile”.

(foto archivio)