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Dieci anni senza Carlo Cappella, l’omaggio al pittore e poeta dialettale termolese fotogallery

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Ricorre oggi 31 marzo il decimo anniversario della morte di Carlo Cappella. Così lo ricorda il presidente dell’Archeoclub di Termoli, nonché suo grande amico ed estimatore, Oscar De Lena.

“Carlo nacque a Termoli il 23 giugno 1926. Primo di tre figli, a lui seguirono Costanzo e Filomena. Nel 1960 a Loreto, convola a nozze con Daniela Sciarretta. Appartenente a una famiglia di pittori e intagliatori, apprese le prime nozioni di pittura dal padre Enrico anche lui valente pittore e poeta. Capostazione Superiore delle Ferrovie dello Stato e membro della Biblioteca “G. Perrotta” di Termoli, nelle ore libere dipingeva e scriveva fin dalla sua più tenera giovinezza. Partecipò a molte mostre collettive di pittura e a due mostre personali a Termoli (1950) e a Campobasso (1964).

Nel 1980 a Quarrata (Pistoia) partecipò ad una Mostra di Grafica Contemporanea con altri ottanta pittori italiani tra i quali i più famosi erano Annigoni, Cantatore, Greco, Guttuso e Morandi. Carlo vince il secondo premio. Ha pubblicato numerosi libri e articoli su riviste e giornali. Tra tutti i suoi libri ricordiamo: “Termoli dalle origini”, “La Cattedrale di Termoli”, “Contromemoriale sulla storia di San Basso”, “I modi di dire termolesi – I tavitte”, “La Chiesa di Maria SS. della Vittoria in Valentino” (Madonn’a ‘llungo),”Calendario storico termolese 1988″, “Le voci quotidiane”, “ A spasso per Termoli ieri ed oggi”, “ C’era una volta…a Termoli”. A dicembre del 2007 con l’amico Oscar De Lena esce il libro: “Termoli dal periodo arcaico ai giorni nostri”.

Il suo nome figura nell’Antologia dei poeti dialettali molisani, Editore Arte della Stampa, Pescara; nel 1° volume “Dialetti d’Italia” e nel volume “Convegni di Poesia del Molise 1984”. Vincitore del terzo premio di poesia dialettale (Premio CIMA di Agnone) e 20° premio di poesia “La Nazione” di Firenze. Altre sue poesie sono state riportate sui giornali: Roma, Il Quotidiano, La Gazzetta del Mezzogiorno, L’Osservatore della Domenica e su tante altre riviste della nostra Regione.

Ha scritto oltre 1000 sonetti in vernacolo termolese e ha dipinto centinaia di quadri molti dei quali ritraggono scorci di vedute del Borgo Vecchio di Termoli al quale Carlo era particolarmente affezionato e di cui conosceva vie, vicoli, piazze, persone e fatti lì avvenuti.

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Per anni ha gestito l’Archivio Storico Termolese da lui fondato nell’antica torretta normanna posta all’ingresso del Borgo Vecchio e dove il padre Enrico, prima che fosse realizzato l’attuale belvedere che guarda il porto, gestiva un bar nel vecchio locale dove una volta c’era il carcere di Termoli abbattuto nel lontano 1927. Tutta la documentazione riguardante la storia della nostra città e le tante  foto antiche di Termoli raccolte da Carlo in tutta la sua vita, dopo la sua morte sono state donate alla Curia Vescovile.

Carlo muore il 31 marzo 2009 a quasi 83 anni dopo aver dedicato tutta la sua vita all’amore per la nostra Termoli. Grazie Carlo per avermi regalato la tua amicizia che ci ha visto uniti giornalmente negli ultimi 10 anni della tua vita”.

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