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Di Maio apre alle civiche. M5S diviso in Molise, De Chirico: “Perdiamo la nostra identità”

Il consigliere regionale si fa portavoce del dissenso: "Non bisogna assolutamente perdere gli elementi identificativi che ci distinguono nettamente dagli altri". Forse una punzecchiatura agli esponenti di M5S al Comune di Campobasso più favorevoli a tale ipotesi

Sì all’alleanza con le liste civiche e via il vincolo del doppio mandato”. Ecco l’importante novità preannunciata dal vice premier Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, dopo la seconda batosta elettorale, quella alle Regionali in Sardegna, che ha fatto seguito alla sconfitta in Abruzzo.

L’importante novità, sostanzialmente dirompente per i pentastellati, ha avuto l’effetto di un uragano. C’è chi è favore e vede di buon occhio l’apertura annunciata da Di Maio, soprattutto in ottica Amministrative. Senza alleanze, del resto, M5S rischia di perdere ancora contro l’armata che il centrodestra sta preparando per scendere in campo a maggio. Sarà pure per questo che la possibilità di aprirsi al civismo è vista favorevolmente soprattutto tra i consiglieri comunali uscenti del Movimento 5 Stelle, pur con i dovuti distinguo sulle persone e sui temi.

Tuttavia, c’è pure chi non è per nulla d’accordo con questa opzione. E dopo qualche giorno di silenzio e di riflessione ha manifestato il proprio dissenso, come ha fatto Fabio De Chirico, consigliere regionale di M5S eletto alle scorse Regionali. Rompe gli indugi con un post su Facebook: “Sarebbe un autogol perdere l’elemento identitario della lista unica. Manifestiamo debolezza solo nel mostrarci aperti a questa possibilità. Perché ciò che alle elezioni è più importante della mera somma di numeri è sicuramente essere diversi dagli altri concorrenti, senza confondere. Uniti nell’essere riconoscibili e distinguibili dall’elettore nel marasma delle liste di facce e persone”.

Nel suo messaggio, che ha raccolto una trentina di ‘like’ e provocato una serie di reazioni, probabilmente De Chirico si rivolge proprio a quei colleghi favorevoli all’alleanza: “Finché vedremo la lista unica come un limite e non come un valore aggiunto noi sembreremo ancor di più simili agli altri e non sarà più possibile votare i sinceri rappresentanti, quali siamo, del no alle ammucchiate, no agli interessi oscuri da soddisfare, no ai programmi farlocchi”.

Per il consigliere regionale, insomma, non è questa la strada da seguire. Indica un altro percorso: “Bisogna migliorare in qualità e maturità, non in numeri di liste, lo dobbiamo al Paese non certo ai nostri detrattori che ci attaccano coi consueti luoghi comuni, ma non bisogna assolutamente perdere gli elementi identificativi che ci distinguono nettamente dagli altri. Sono le nostre esclusività che ci hanno portato a spaccare il sistema della partitocrazia.
Lavoriamo per manifestare al meglio i nostri temi, la nostra trasparenza e la nostra concretezza nonostante l’assillante fumo negli occhi di chi ci vuole solo male. E vedremo tempi migliori”.

Ricorda poi gli elementi cardine del Movimento 5 Stelle, come se gli altri esponenti lo avessero dimenticato: “Piena trasparenza e piena libertà di scelta senza interferenze esterne, nel rispetto delle regole e delle leggi; lotta agli sprechi e ai costi della politica. Rinuncia dimostrativa di parte dello stipendio, totale dei rimborsi elettorali; nuova strategia energetica con abbandono definitivo delle fonti fossili inquinanti; no alle politiche di austerità e misure di redistribuzione della ricchezza; economia circolare e acqua pubblica”.

Ultima punzecchiatura: “Prima ancora però bisogna saper riconoscere con umiltà il percorso che ci ha creato e portato sin qui. E saper riconoscere il valore della libertà con cui ogni eletto 5 stelle ha fatto e fa le scelte di propria competenza, ad ogni livello istituzionale, altrimenti siamo anche noi ipocriti e presuntuosi. Siamo liberi”.

Chissà se i suoi colleghi M5S in Consiglio regionale condividono queste osservazioni. Più probabile che tali parole siano il sintomo di una profonda spaccatura nel movimento fondato da Beppe Grillo.