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Depuratore, Dirigente Bove ‘smonta’ le accuse del centrodestra: “Propaganda e slogan” foto

Il dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Termoli, l’ingegner Gianfranco Bove, ha replicato alle accuse della minoranza di centrodestra che chiamano in ballo anche il suo lavoro, oltre alle scelte dell’Amministrazione comunale, nella gestione degli impianti di depurazione della città.

“L’accusa di “ritardi burocratici” nel ripristino della condotta di scarico a mare del depuratore, rotta a causa di eventi meteomarini straordinariamente avversi, che nell’articolo viene mossa da alcuni esponenti dell’opposizione, è del tutto fuorviante, politicamente strumentale ed assolutamente non vera ed infondata – scrive Bove -.

Infatti, lo scorso 19 febbraio, con nota numero 9374, appena appresa dalla stampa locale la notizia della possibile rottura della tubazione di scarico del depuratore del porto, la struttura tecnica comunale da me diretta ha prontamente allertato Crea, società che gestisce il depuratore, affinché provvedesse a riparare il guasto, in qualità di concessionario del pubblico servizio, e dunque obbligato per legge a rimediare, con procedura di somma urgenza, ad una potenziale condizione di pericolo ambientale, senza necessità alcuna di essere autorizzato prima, ripristinando così prontamente la funzionalità della condotta e con essa la qualità dello scarico a mare.

Il gestore – prosegue il dirigente – il 25 febbraio 2019, con nota acquisita al protocollo comunale numero 10616, ha semplicemente informato l’ente del danneggiamento subito dalla condotta, concludendo che, individuata la soluzione, ne avrebbe data comunicazione al Comune e agli altri enti interessati.

In riscontro alla nota suddetta, con il protocollo numero 10650 del 25 febbraio 2019, è stato chiesto alla Crea di procedere con massima sollecitudine, avendo cura di tenere aggiornato costantemente l’ufficio tecnico in merito agli sviluppi della questione”.

Inoltre il dirigente conferma quanto scritto precedentemente da primonumero.it, vale a dire che la ditta non ha presentato al momento il progetto per la riparazione. “Solamente il 7 marzo 2019, la Crea, con comunicazione acquisita al protocollo numero 13948, pur potendo, vale ribadirlo, eseguire il ripristino urgente della condotta in piena autonomia perché concessionario del servizio, ha richiesto al Comune l’indizione di una conferenza di servizi, senza presentare però un progetto da esaminare.

Rispetto all’accertamento della causa della rottura della condotta ed alla gravità dell’evento accidentale, il 21 marzo scorso, su mia sollecitazione (nota dirigenziale 14017 del 8 marzo 2019), Crea ha inviato al Comune un mero appunto planimetrico, contenente una sommaria descrizione dell’intervento ed il relativo costo, il minimo indispensabile, dunque, per convocare comunque una conferenza di servizi per il prossimo 29 marzo 2019.

Di quanto appena detto vi è ampia traccia documentale, che la struttura, ovviamente, mette a disposizione di tutti, consiglieri o non, ma soprattutto di chi preferisce conoscere la verità dei fatti e valutarne l’attendibilità, prima porsi al seguito di corali e gratuite illazioni.

E si dica lo stesso a proposito dei litigi del Comune “prima con la Dondi e poi con la Crea”, passando dal modulo del “Sinarca” alle “pompe di sollevamento del Parco”.

Relativamente alla questione Dondi, contrariamente a quanto riferito dai consiglieri in conferenza stampa, dopo il ritardo di oltre sette anni nella consegna dell’opera, in larga parte dovuto alla colpevole negligenza di chi ha operato prima, proprio con il sopravvento dell’attuale amministrazione, il Comune ha prima revocato i direttori dei lavori e poi, in rapida successione, ha eseguito e completato il nuovo modulo depurativo “Sinarca” in danno dell’impresa inadempiente; ha affidato, all’esito del collaudo strutturale, e rimediando a non pochi vizi costruttivi, l’esercizio provvisorio del nuovo impianto ad impresa diversa da Crea, gestore unico del servizio, rifiutatosi di rilevarne la gestione per ragioni contestate e mai accettate dal Comune concedente.

Pertanto, dopo lunghissimi anni di attesa, la città di Termoli oggi può finalmente beneficiare del nuovo impianto Sinarca, capace di sopperire, insieme al completamento della nuova stazione di sollevamento del parco, la cui consegna è prevista per i primi del mese di giugno prossimo, alle longeve criticità di un sistema depurativo comunale, assai precario, imperniato sul depuratore del porto, ereditato proprio dall’amministrazione Sbrocca piuttosto che da essa colpevolmente generato.

E lo sforzo tecnico ed istituzionale in questo caso non è stato semplice per via della complessità delle questioni trasmesse per incuria da altri, ultimamente affrontate e puntualmente risolte.

Ad oggi, ad esercizio provvisorio in corso, il depuratore “Sinarca” funziona e viene costantemente monitorato per la sua regolare messa in esercizio a regime, per cui non ha senso alcuno, se non per esigenze di propaganda, riferire che l’impianto non funziona “al cento per cento”. Ed anche in questo caso la documentazione è a disposizione di tutti, tanto per fare e dare chiarezza sui fatti riferiti in modo distorto.

Sulla questione Crea i temi da approfondire sono tanti, ragione per cui l’argomento non può essere licenziato con slogan fuori tempo e luogo, che delegittimano il laborioso approfondimento in corso sulle dinamiche negoziali di uscita del gestore, a tutela degli interessi del Comune, che coincidono poi con quelli di tutti i cittadini utenti.

Ad onore del vero, in antitesi a quanto riferito da alcuni consiglieri di opposizione in conferenza stampa, Crea, volendo cessare la propria attività su Termoli a causa del contratto scaduto, ha ottenuto dal Tar Molise il riconoscimento del legittimo rifiuto ad accettare altre proroghe del servizio dopo l’ultima fissata al 30 giugno 2018, confermando la sua inderogabile volontà di abbandonare la gestione datata 1993 e giudicata non più remunerativa.

È del tutto ovvio che il Comune abbia dovuto dare esecuzione alla sentenza del Tar Molise piuttosto che “abbandonarsi” ad una deriva contenziosa dagli esiti incerti, aprendosi ad un confronto necessario con Crea e con il nuovo gestore provvisorio per meglio disciplinare le fasi di transizione delle attività organizzative, tecniche ed amministrative.

Questo atteggiamento prudente del Comune, consapevolmente responsabile, non sempre è stato però coadiuvato da Crea, al punto di indurre l’ente ad avvalersi del supporto tecnico di specialisti e della consulenza scientifica dell’Università di Cassino.

Ed è così che la prudenza nella valutazione di un caso complesso è stata fatta passare, impropriamente in conferenza stampa, per “ritardo burocratico” ed ascritto a demerito della struttura dell’ufficio tecnico comunale.

Ma tutto questo, per chi non l’abbia voluto capire, pur nella sua disarmante semplicità, preferendo alla comprensione contorti sentieri demagogici, è stato semplicemente un atto dovuto, essendo tenuto l’ente concedente a verificare, prima di riceverle in consegna, lo stato di consistenza e d’uso delle dotazioni strumentali ed impiantistiche a fine servizio, in uno alle pendenze contrattuali, atteso l’obbligo a carico del gestore del loro rilascio in condizioni di normalità d’uso ed efficienza.

Queste condizioni “prima facie” sono apparse poco presenti, per cui si è reso necessario intraprendere un percorso di approfondimento per quelle stesse esigenze di tutela dell’interesse pubblico alla regolarità del servizio, che da parte opponente si assumono invece disattese ed elevate a motivo di accusa gratuita, ferma ogni garanzia di legge per la qualità delle acque depurate riversate a mare, di cui risponde unicamente per necessaria continuità operativa la Crea Gestioni S.r.l”.