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Depuratore, centrodestra scarica le colpe su Sbrocca: “Con la sua inerzia ci lascia nella melma” foto

Consiglieri e partiti di opposizione puntano il dito contro il sindaco per la gestione dell’impianto del porto e la mancata riparazione della condotta sottomarina: “Il progetto c’è, perché il Comune non si muove a dare via libera?”. Proposta una manifestazione popolare di protesta

La condotta sottomarina del depuratore portuale danneggiata un mese e mezzo fa e non ancora riparata scatena il nuovo attacco del centrodestra nei confronti del sindaco Angelo Sbrocca. “Ci lascia nella melma, è un’eredità pesantissima” ha sentenziato Antonio Di Brino, attorniato stavolta anche dai forzisti Francesco Rinaldi e Francesco Roberti, dal leghista Michele Marone, dal giovane Lorenzo Valeriani e da Silvana Ciciola e Luciano Paduano di Fratelli d’Italia.

“Oggi diamo anche un segnale politico ed elettorale” ha esordito l’ex primo cittadino ed esponente di Direzione Italia che ha ricordato i progetti iniziati dalla sua Amministrazione, vale a dire il modulo di depurazione del Sinarca, terminato solo di recente e attivo non al cento per cento, e le pompe di sollevamento del parco.

“Ritardi burocratici ai quali Sbrocca ha aggiunto del suo, litigando prima con la Dondi e poi con la Crea. E ci ritroviamo che nessuno dei due interventi è completo, mentre noi prevedevamo di concludere tutto fra il 2014 e il 2015”.

Come scritto da primonumero.it giusto qualche giorno fa, la condotta non è stata riparata, né c’è agli atti un progetto del gestore per la riparazione del guasto alla condotta che trasporta i liquami depurati a un chilometro e mezzo dalla costa termolese. Un progetto che andrebbe sottoposto a conferenza di servizi fra tutti gli enti (Comune, Demanio, Capitaneria e diversi altri) prima di poter partire coi lavori.

Centrodestra su depuratore

Secondo Marone della Lega invece “ho avuto assicurazioni dalla Crea (la ditta che gestisce il servizio idrico termolese e che ha l’obbligo di intervenire, ndr). I sub hanno certificato il guasto e la ditta ha elaborato il progetto. Ma il Comune non ha ancora dato il benestare”. Tesi sostenuta anche dal balneatore Pietro D’Andrea, il quale ha detto chiaramente di appoggiare le posizione della Lega, sulla questione Bolkestein e non solo.

“Rischiamo di arrivare a giugno coi problemi di balneazione – ha ammonito Roberti di Fi -. Quando c’è un problema così, va risolto, a prescindere da chi ha ragione. L’inquinamento ambientale è un reato. Da parte dell’Amministrazione c’è stata leggerezza nel sottovalutare il problema. La condotta andava sostituita totalmente, anche perché non c’è un programma per chiudere quel depuratore”.

Anche Rinaldi ha puntato il dito sui tempi. “In Comune hanno dormito, oggi si sono svegliati e hanno scritto una diffida alla Crea, ma che hanno fatto in quattro mesi? (la rottura in realtà è di metà febbraio, ndr). Abbiamo presentato una interrogazione al sindaco ma già sappiamo che non risponderà perché su questi temi è assente. Non ha mai fatto un sopralluogo al depuratore. Per non parlare dell’assessore all’Ambiente che si nasconde e delle commissioni che non si fanno da sei mesi per non dare il gettone di presenza a Sciandra che si è staccato dalla maggioranza”.

“La città è in balia delle onde e della melma e i primi che subiscono questa situazione sono i balneatori e i commercianti” l’accusa di Marone. Poi l’accalorato intervento di Valeriani che ha parlato di “nefandezze dell’Amministrazione” lasciando tuttavia una speranza elettorale a Sbrocca e i suoi: “O fa qualcosa o se ne va a casa”.

Chiusura affidata a Fdi. “Questa Amministrazione ha tradito la città che vive di turismo, ma la gente è accolta dalla puzza e dall’acqua marrone – ha detto Silvana Ciciola -. Nel programma del centrodestra questo sarà uno dei primi punti da risolvere”. Quindi Paduano: “Non possiamo aspettare le elezioni del 26 maggio, perché così bruciamo un’altra estate. Propongo una mobilitazione popolare dal depuratore al Comune per chiedere soluzioni”.