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Degrado a Pozzo Dolce, Rinaldi incalza la Florio: “Pulisca e riorganizzi l’area o vada a casa” fotogallery

Un bar diroccato, due fontane chiuse, vegetazione incolta e strada d’accesso impervia: quel che resta di Pozzo Dolce, una deliziosa terrazza sul mare ora divorato dai rifiuti e dall’incuria. Eppure la pulizia di questo piccolo angolo di paradiso non costerebbe nulla, come fa presente il vice Presidente della Commissione Ambiente Francesco Rinaldi: “Il luogo va riorganizzato, non possiamo pensare di interdirlo al pubblico. Alla modica cifra di 0 euro, l’area può tornare al suo splendore iniziale”.

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La situazione, nel corso dei vari anni, non è migliorata anzi è degenerata: se durante la scorsa visita la zona pullulava di scarti, ora si sono aggiunti anche pezzi di vetro provenienti da bottiglie di birra ormai vuote, lampade rotte e brick di vino, abbandonati sulle piazze e lungo le scalinate di accesso, come testimoniano le foto a corredo. “Una terrazza abbandonata da tutti – incalza ancora Rinaldi – Soprattutto dall’Assessorato all’Ambiente. Com’è possibile che il Comune abbia abbandonato quest’area, lasciandola alla mercé di incuria ed immondizia?”.

A nulla sono servite le lamentele dei cittadini, residenti lì vicino, che hanno denunciato a più riprese lo squallore, il lancio di bottiglie contro le vetture in transito o in sosta e la continua movida dei giovani, né ha sortito effetto la denuncia su Primonumero.it del 17 febbraio scorso, circa lo stato di abbandono di questa cartolina con affaccio sull’Adriatico e sul Borgo Antico. Dopo aver “raccolto semplicemente l’immondizia che qui ha trovato un deposito-discarica a cielo aperto – ha commentato ancora RinaldiSi dovrebbe provvedere al ripristino dell’illuminazione ed a riverniciare i muri ormai ricchi di scritte e rovinati”.

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Il consigliere e vice Presidente della Commissione Ambiente, dopo un’ispezione in loco, ha constatato che anche l’accesso all’area è divenuto impossibile a causa delle mattonelle rotte che compongono i gradini che collegano Piazza Sant’Antonio a Pozzo Dolce, ed alla mole di rifiuti e di vegetazione che occupa buona parte del tragitto: “La balconata contiene almeno mezzo metro di scarti di ogni genere e riuscire a raggiungere una delle due piazze è un’impresa ardua. Ancora più difficile, quasi impossibile, se si è accompagnati da carrozzine o passeggini”.

La zona sorge proprio nel punto in cui dovrebbe prendere forma il tunnel, la cui decisione è ora al vaglio del Tar, ed è probabilmente a causa di questo se nessuno si sia interessato alla sua pulizia, come conferma Rinaldi: “Non diciamoci bugie, la zona non doveva essere riqualificata con il tunnel. Ad oggi i lavori non sono ancora partiti e ci ritroveremo a giugno, quando la popolazione avrà deciso chi dovrà rappresentarli, con questa situazione. La mia è una semplice domanda rivolta a Filomena Florio ed all’assessorato all’ambiente: come mai non è stato fatto nulla per ripristinare le condizioni di questo luogo?”.

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