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Cucina del riuso, gli studenti del carcere riflettono sullo spreco alimentare foto

La carne e il suo consumo alimentare, tra piaceri e timori. La cucina virtuosa, basata sul recupero, con presentazioni di ricette di diverse regioni d’Italia. Questi alcuni dei temi affrontati nel convegno che si è svolto nel pomeriggio di martedì 19 marzo nella sede carceraria dell’Ipseoa “Federico di Svevia”, nel penitenziario di Larino. All’inizio della tavola rotonda, moderata dal docente Giuseppe Marotta, gli interventi del direttore della casa circondariale Rosa La Ginestra e della dirigente dell’Ipseoa “Federico di Svevia” Maria Chimisso.

Ospite dell’evento il professore del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Alimentazione dell’Università degli Studi del Molise Giampaolo Colavita che ha messo in luce le caratteristiche nutrizionali della carne, le tecniche di cottura e le sostanze chimiche che si formano, alcune delle quali cancerogene per la salute. A conclusione del convegno ha fornito consigli agli alunni rispondendo a domande sull’alimentazione equilibrata e sul corretto stile di vita. Un allievo della sede carceraria ha poi recitato i versi di un componimento sulla carne ideato da un altro studente e altri hanno presentato alcune ricette del Sud Italia basate sul riuso, come le cime di rapa e il purè di fave, sapori impreziositi dal pane raffermo della Puglia contadina, il ragù napoletano e la sua antica tradizione, le pepaine, cioè i peperoni ripieni campani, la pasta con la mollica nella sua versione molisana.

convegno cibo in carcere

Al termine del convegno, nel laboratorio di Sala e Vendita, il docente di Enogastronomia Francesco Aliberti ha coordinato tre allievi in uno show cooking, con la preparazione in diretta degli straccetti di maiale con contorno di carciofi e di un dessert con un ripieno ricavato da avanzi di dolci, dal pan di spagna ai cornetti.