Comunali, la Coalizione civica lancia la sfida: “Il candidato sindaco non può essere un tecnico”

Prima uscita pubblica per la Coalizione civica che si prepara a dialogare con il centrodestra e a rivendicare il candidato sindaco che "non può essere un tecnico, ma un amministratore". Se l'intesa non dovesse arrivare, i civici potrebbero avviare il dialogo col Movimento 5 Stelle

La Coalizione civica riparte. E si riorganizza per le Comunali di maggio. Il primo segnale positivo dopo l’incontro al Rinascimento arriva dai numeri: c’erano più persone all’evento organizzato da Francesco Pilone e da Marialaura Cancellario venerdì 1 marzo che a quello della Lega, che si è svolto il giorno dopo ed è stato chiuso ai giornalisti.

Nella prima uscita pubblica pre-voto, alla quale erano presenti pure Elio Madonna e Salvatore Colagiovanni (eletti nel centrosinistra nel 2014, ma presenti “perchè sono degli amici”), i consiglieri comunali di Democrazia popolare hanno tracciato un bilancio della loro attività a palazzo San Giorgio e gettato le basi per una piattaforma programmatica. “Sarà alternativa al centrosinistra”, ha spiegato Pilone. Nella bozza è stata delineata “la nostra idea della città, per rilanciare lo sviluppo di una città che sta morendo o è vicina alla morte”. Tra le priorità “la ricucitura tra il centro e la periferia e il bando per il trasporto pubblico, nel quale sarà fondamentale trovare la collaborazione e riaprire il dialogo con la Regione”.

A fare da cornice i valori democratici e cristiani del movimento, Democrazia popolare, che è da 13 anni sulla scena politica locale. Alle scorse elezioni prese circa 2mila voti. Quest’anno nel ‘cartello’, ci sono altre tre sigle: il Popolo  della Famiglia, Officina Civica e Cristiani per l’Europa. 

Invece sul candidato sindaco Pilone ha le idee chiare: “Dovremmo fare una sintesi col centrodestra, noi crediamo che debba essere una figura politica perchè solo la politica riesce a tramutare le esigenze dei cittadini in fatti concreti e a perseguire il bene comune”.

Coalizione civica Pilone Campobasso

Sulle alleanze poi ha ribadito: “No ad una politica muscolare, nella quale si vince se si presenta il maggior numero di liste. In questo modo si trascura la capacità amministrativa: imbarcare tutti non serve se poi non si sa amministrare”. Una punzecchiatura al resto della coalizione (composta dai partiti che sostengono il presidente Donato Toma) che avrebbe già sul tavolo una decina di liste.

I civici, del resto, vorrebbero un riconoscimento all’interno del centrodestra dal momento che alle Comunali del 2014 sono stati loro a portare la ‘bandiera’ del centrodestra. “Cinque anni fa – ha ricordato Pilone – la Lega non esisteva, Fratelli d’Italia non esisteva. Forza Italia si è presentata da sola con Gino Di Bartolomeo, Udc e Popolari erano nella coalizione di centrosinistra. Il blocco moderato di centrodestra era rappresentato da noi a Campobasso a livello di valori, ideali, in consiglio comunale abbiamo svolto un ruolo di vigilanza e al tempo stesso siamo stati propositivi. Noi chiediamo che nella coalizione di centrodestra ci siano questi valori, qualora ci dovessero chiamare al tavolo”.

Ed è alla luce di tali considerazioni che Pilone sarebbe pronto a rivendicare un ruolo da candidato sindaco. Se non arrivasse l’intesa col centrodestra? La partita sarebbe aperta. I civici pare che siano pronti a guardarsi intorno e a proporre pure un’alleanza al Movimento 5 Stelle, il cui capo politico Luigi Di Maio ha annunciato un nuovo corso: intesa con le liste civiche per non risultare perdenti alle Amministrative.