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Centrodestra come ‘Indovina chi’, ogni giorno un nome e un veto. D’Aimmo non convince tutti, riprende quota Roberti

L’esponente di Forza Italia è legato direttamente al governatore Donato Toma e potrebbe essere alternativo ad Antonio D’Aimmo, che non sarebbe visto bene dalle parti più ‘estreme’ della coalizione. In ballo per il candidato sindaco di Termoli sempre i nomi di Di Brino e Ciciola

Un nome dietro l’altro, quasi una corsa a eliminazione. Il giochetto dei tavoli e dei nomi che il centrodestra sta portando avanti ormai da mesi ricorda vagamente il gioco di società  ‘Indovina Chi’ che spopolava negli anni Novanta. Ogni volta un personaggio nuovo proposto, ogni volta una eliminazione. Ma qualcuno bluffa e spara candidati tanto per ‘bruciarli’ o per vedere la reazione degli altri.

Il nome che sarebbe stato depennato da alcuni, mentre altri si erano entusiasmati, è quello di Antonio D’Aimmo, 60enne dirigente della Fondazione Cattolica di Campobasso, nonché figlio dell’ex deputato Dc Florindo D’Aimmo. Un nome che probabilmente non è da scartare fino all’ultimo, sebbene lui faccia sapere che una proposta seria non gli è stata ancora fatta.

Ma quello che emerge nelle ultime ore è il tentennamento di una parte della coalizione, specie della Lega e dei sovranisti di casa nostra, che non sarebbero così felici di fare campagna elettorale per un moderato quale D’Aimmo. Al contrario della parte centrista, specie quella che fa riferimento all’eurodeputato Aldo Patriciello e che vedrebbe D’Aimmo di buon occhio. Così come sarebbero con lui i Popolari di Niro, ormai convinti di stare col centrodestra, con l’unica condizione che il candidato sindaco non sia Di Brino, col quale diversi degli attuali esponenti di maggioranza si sono lasciati male dopo averlo fatto cadere dal ruolo di sindaco nel 2014.

Così si cerca un’altra figura, ed ecco riprendere quota il nome di Francesco Roberti, volto arcinoto della politica termolese da quasi vent’anni. Esponente di Forza Italia, consigliere comunale di minoranza uscente, reduce da cinque anni in cui si è visto e sentito poco in assise e quasi mai è sembrato voler mettere i bastoni fra le ruote ad Angelo Sbrocca e i suoi.

Ingegnere e professore dell’Itis ‘Majorana’ di Termoli, 51 anni, Roberti avrebbe dalla sua la ‘spinta’ di Donato Toma, cui è legato da un solido rapporto personale. Non è un mistero che un anno fa Roberti si impegnò molto per l’elezione del commercialista di origini campane a governatore. Adesso Toma potrebbe restituirgli il favore.

Ma nell’’Indovina chi’ alla termolese qualcuno si diverte a sparigliare le carte e piazzare nomi per vedere l’effetto che fa. Un po’ come ha fatto la Lega, tramite i propri vertici regionali, ‘sparando’ (non al tavolo, al quale non partecipa per la scissione interna, ma in piazza e tramite “amici”) il nome del presidente dell’Ordine degli psicologi del Molise Nicola Malorni. Il quale è praticamente cascato dalle nuvole. “Io non ho ricevuto alcuna richiesta ufficiale di disponibilità né partecipato a tavoli” fa sapere lui.

Peraltro nell’alveo del centrodestra di lui si era già discusso, anzi risulta che la sua casella sia stata fra le prime a essere abbassata, quindi esclusa dal gioco che entro poche settimane mostrerà il vincitore della contesa. “Mi lusinga certamente che qualcuno mi stia pensando ma sono curioso e in attesa di conoscere cosa sta accadendo davvero” il commento dello psicologo termolese.

Nelle ultime ore invece Francesco Rinaldi di Forza Italia ha provato ad avanzare una propria candidatura, senza venire formalmente allo scoperto. Ma sentiti gli alleati, da nessuna parte emerge una voce a suo sostegno. “Al momento gli unici nomi papabili sul piatto della candidatura sono quelli già usciti – conferma Christian Zaami della lista civica ‘Prima Termoli’ al telefono con Primonumero.it –. Ci sono Francesco Roberti per Forza Italia, Antonio Di Brino per Direzione Italia e Silvana Ciciola per Fratelli d’Italia”.

E se, a poco meno di un mese dalla presentazione delle liste, il centrodestra non si è ancora stretto attorno ad un programma o a un nome che possa rappresentare le varie anime di civiche e partiti, l’unica cosa certa è che “Forza Italia ha puntato su Roberti”, come confermato anche da Luciano Paduano di Fratelli d’Italia. Ma considerando che anche oggi 28 marzo c’è stato un altro incontro, il gioco sembra ancora lontano dalla conclusione.

Il risultato infatti è che i nomi espressi sono quelli: Roberti per Fi, Ciciola per Fdi, Di Brino per Direzione Italia. Assenti Lega e Popolari, i salviniani per scelte e i centristi per impegni. Zero indicazioni da Udc e Orgoglio Molise. Si prende tempo, mentre il cero si accorcia in mano ai partiti e dalle civiche arrivano più elementi di divisione che di unioni, vedasi caso ‘Prima il Molise’ guidato da Aida Romagnuolo che ha indispettito Luigi Mazzuto e i suoi, arrivati a disertare l’incontro di oggi pomeriggio. Fdi ha provato a proporre come secondo nome Toni Spezzano, vedendosi rispondere che ognuno può fare un nome solo. Il gioco ricomincia, già domani quando un altro tavolo dei partiti di centrodestra è convocato a Campobasso.