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Centro per l’impiego, altro che navigator: ‘riciclati’ gli ex cantonieri. E con i pensionamenti si rischia la paralisi

Il passaggio dalla Provincia all'Agenzia Molise lavoro e dunque alla Regione Molise ha finito di complicare la 'vita' del personale negli uffici di via Molise, dove sono stati dirottati gli ex cantonieri. E nei prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare: alcuni dei 14 dipendenti andranno in pensione a fine anno. "Il reddito di cittadinanza? Per ora siamo all'oscuro di tutto", dicono. Intanto l'Usb accusa: "Questa misura non serve, piuttosto il governo regionale dovrebbe approntare un serio piano per il lavoro".

Quando saranno assunti i ‘navigator’ previsti dal Governo per consentire ai Centri per l’impiego di prendere in carico i disoccupati che potranno beneficiare del reddito di cittadinanza? A Campobasso, negli uffici di piazza Molise, non lo sa nessuno. “Siamo all’oscuro di tutto“, dicono confidenzialmente. Ma che da qui a qualche mese il Centro per l’impiego possa collassare è più di un’ipotesi remota.

Dovrebbero essere potenziati dal momento che nei prossimi mesi il carico di lavoro è destinato ad aumentare. Ossia quando saranno a regime i nuovi provvedimenti in materia di politiche del lavoro: non solo il reddito di cittadinanza, ma anche l’accompagnamento delle persone nella formazione e nella ricerca di un nuovo lavoro.

Nella sede di piazza Molise ci sono attualmente 14 dipendenti, erano 40 fino a tre anni fa, ossia prima dell’entrata in vigore della legge Delrio e del passaggio di tali enti dalla Provincia (rimasta senza fondi) alla Regione e dopo il mancato rinnovo dei precari che hanno avviato un contenzioso giudiziario senza riuscire però a rientrare nel posto di lavoro.

I dipendenti si ridurranno ancora di più a fine anno: cinque persone hanno chiesto di andare in pensione. Resteranno quattro amministrativi e altri cinque lavoratori, questi ultimi ex cantonieri che dalla Provincia di Campobasso vennero dirottati (non si sa in base a quale criterio) nel Centro per l’impiego, ora in capo all’Agenzia regionale Molise Lavoro e dunque della Regione Molise. Personale che dunque ha competenze in materia di manutenzione delle strade, ma non di politiche del lavoro e quindi forse non in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Insomma la realtà del capoluogo molisano cozza brutalmente con gli annunci del ministro del Lavoro Luigi di Maio: “Nessun Governo ha mai dato in passato così tante risorse e nuove assunzioni ai Centri per l’Impiego”, ha scritto un paio di giorni fa in un post su Facebook, quando ha annunciato l’accordo con le Regioni, l’assunzione di 11.600 nuovi addetti nei Centri per l’impiego e 3000 navigator (inizialmente dovevano esserne 6000).

A Campobasso gli uffici sono normalmente in tilt, nonostante lo sforzo del personale. Un solo operatore a gestire le decine di richieste di coloro che sono in cerca di un lavoro, strumentazioni tecniche (a cominciare dai pc) non all’altezza della situazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lunghe file, utenti spazientiti e insoddisfatti del servizio.

Centro per l'impiego di Campobasso

Cosa succederà col reddito di cittadinanza? Secondo la normativa, una volta ricevuta la comunicazione sul riconoscimento del reddito di cittadinanza, entro trenta giorni la persona interessata deve essere contattato dal Centro per l’impiego per sottoscrivere il ‘patto per il lavoro’ e quindi ricevere, in base alle proprie competenze, altre offerte per rientrare nel mercato del lavoro.

“Sarà difficile gestire tutto. A noi non arriva ancora nessuna comunicazione. Noi non sappiamo ancora nulla, non sappiamo nemmeno come saranno scelti i navigator. Siamo completamente all’oscuro di tutto, non conosciamo le nostre future competenze. E siamo già in carenza di personale“, si mormora nei corridoi di piazza Molise dove microfoni e taccuini dei giornalisti sono ‘banditi’. Per rilasciare interviste occorre un’apposita autorizzazione che deve rilasciare il presidente Donato Toma. Quindi chi parla, lo fa in maniera anonima.

Noi vogliamo essere messi nelle condizioni di lavorare. Negli anni d’oro del Centro per l’impiego, quando era dirigente il dottor Toma (fratello dell’attuale presidente della Regione, ndr), funzionava tutto benissimo, abbiamo curato importanti progetti. Se il sistema funzionasse, se fosse tutto on line, già sarebbe importante. E invece nemmeno quello”. Qualche giorno fa, quando la piattaforma Anpal è andata in tilt, al Centro per l’impiego è stato il caos, la situazione ingestibile.

Finora, a livello nazionale, le domande per il reddito di cittadinanza sono oltre 150mila. Diverse centinaia dovrebbero essere state presentate in Molise, circa 100 solo all’Usb che ha organizzato un incontro informativo a Campobasso, nella sede della Casa del Popolo. “Da noi si sono rivolti disoccupati di lungo corso, persone che non riescono a rientrare nel mercato del lavoro. Sono soprattutto 50enni che hanno fatto richiesta del reddito di cittadinanza“, spiega Sergio Calce dell’Usb.

assemblea Usb

Poi le critiche: “Purtroppo nella nostra regione non c’è sviluppo, non c’è lavoro. Noi continuiamo a chiedere al presidente Toma di mettere in piedi un piano di sviluppo regionale, non si può improvvisare in questo settore. Nella nostra regione potremmo puntare su agroalimentare e turismo. O si fanno misure concrete o il Molise rischia di scomparire, una regione non può esistere solo per dare solo lo stipendio ai consiglieri regionali”.