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Carresi, 373mila euro dalla Regione per la sicurezza dei tracciati. Ma l’ultimo sì spetta alle commissioni foto

Il ritorno delle corse dei carri trainati dai buoi è più vicino. Dopo il caos e il blocco del 2018, la Regione mantiene la promessa e stanzia i fondi a favore dei Comuni di San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone per la recinzione dei percorsi e la copertura di alcuni tratti di asfalto. L'ultima parola però è sempre delle commissioni di vigilanza che si riuniranno a breve

Dopo l’annus horribilis 2018 il ritorno delle Carresi appare più vicino. Merito anche del finanziamento da 373mila euro che la Giunta regionale ha deliberato lunedì 18 marzo a favore dei tre Comuni molisani in cui si svolgono normalmente le Corse dei carri trainati dai buoi: San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone. Tre paesi che hanno vissuto il No per motivi di sicurezza arrivato dalla Prefettura l’anno scorso con la morte nel cuore e che oggi hanno una speranza più concreta, sebbene spetterà ancora alle commissioni di vigilanza l’ultima parola.
Però quello deciso dal presidente Donato Toma e dai suoi assessori è un punto fondamentale per mantenere in vita la tradizione simbolo dei tre paesi ‘carristi’. Un finanziamento da 373mila euro da suddividere a seconda della lunghezza del tracciato delle tre corse per mettere in sicurezza il percorso. I soldi serviranno a reperire e montare una recinzione in metallo alta un metro e mezzo e coperta da balle di fieno, così da garantire allo stesso modo sia la sicurezza degli animali, che quelli degli appartenenti ai vari carri e ovviamente quella del pubblico presente sui due lati del tracciato.

Carrese, il momento del cambio

È ancora vivo negli occhi di molti il ricordo di quel video drammatico che mostra un cavallo mentre investe uno spettatore durante la Carrese di Chieuti, in provincia di Foggia, nell’aprile dello scorso anno. Una tragedia che ha portato alla morte di un anziano molisano e che ha aumentato il livello di allerta da parte della Prefettura di Campobasso che ha giustamente preteso ulteriori misure di sicurezza.
L’attenzione era già altissima da qualche anno, da quando si è verificato lo scandalo doping, con l’inchiesta della Procura di Larino che sequestrò le stalle e gli animali mettendo in risalto l’uso di farmaci e di metodi violenti come quelli del pungolo e delle verghe elettriche per aumentare il rendimento dei buoi durante la corsa. Metodi che sono stati chiaramente eliminati, ma che non sono bastati, tanto che si è dovuto provvedere ad altri espedienti per garantire la tutela della salute degli animali.

Accuse a cui i carristi hanno sempre ribattuto sostenendo che il principio attivo nei farmaci fosse un anti dolorifico usato in modo comune da tutti i veterinari e che verghe e chiodi sono stati accorciati e attraversano solo la cute degli animali, secondo quanto sostenuto anche dai veterinari.

Così, mentre fino a qualche anno fa i buoi correvano sull’asfalto, adesso su alcuni tratti il manto di catrame verrà coperto da un materiale che lo renda meno duro, quindi tufo o terriccio, specie nei punti critici come le curve e i falsopiani, ma non alla partenza. Passi avanti sono stati fatti anche sulla ferratura degli zoccoli di buoi e cavalli.
Insomma i Comuni, con l’aiuto della Regione Molise, hanno provato a mettersi in regola per dare continuità alla tradizione e non lasciare che eventi così sentiti dalla popolazione potessero scomparire. L’iter è ben avviato in ognuno dei tre Comuni ma ormai manca l’ok definitivo allo svolgimento delle Carresi da parte delle commissioni di vigilanza che saranno convocate a breve. Il primo a farlo, per un fattore cronologico, sarà il Comune di San Martino in Pensilis. A seconda del responso, si capirà se questa sarà la stagione buona per rivedere le corse o se invece ci sono altri ostacoli sulla strada che porta alle Carresi.