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Cardarelli, rischio crollo calcinacci: interdetta un’intera area dell’ospedale. “Subito la manutenzione”

Dopo il sopralluogo della polizia e la relazione tecnica dei vigili del fuoco, l'inchiesta sull'ospedale Cardarelli, coordinata dal sostituto procuratore Francesco Santosuosso, è giunta all'epilogo: l'area "obitorio" e quella riservata al parcheggio delle ambulanze va interdetta al traffico. Il rischio cedimento è concreto. Servono interventi urgenti

Quella denuncia che era partita da utenti e lavoratori dell’ospedale Cardarelli dopo il cedimento di alcuni calcinacci avvenuto all’ospedale Cardarelli di Campobasso aveva prodotto il sopralluogo non soltanto della polizia, chiamata a verificare l’attendibilità e la veridicità della segnalazioni, ma anche dei vigili del fuoco.

E dopo accertamenti ed indagini, tecniche e non solo, il responso è arrivato: il lato – per intenderci – dell’obitorio e l’area predisposta per il parcheggio dell’ambulanza non è sicuro.

 Quindi va inibito. Se dovessero accadere ulteriori cedimenti dalle pareti, ormai usurate e logorate, la responsabilità di eventuali incidenti sarebbe a questo punto addebitabile all’Asrem.

L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Francesco Santosuosso è arrivata alle battute finali e l’ospedale civile di Campobasso ha bisogno di interventi.

cardarelli ospedale

La relazione dei vigili del fuoco non lascia margini di incertezza. L’Asrem è stata già informata e ci sarebbe stato anche un assicurazione di provvedere il prima possibile.

L’ospedale è in stato di abbandono. E questo è un fatto. Lo è strutturalmente ma non solo. Attenendoci all’argomento l’edificio è fatiscente, dai muri protendono i ferri portanti della struttura, con le intemperie precipitano calcinacci e pezzi di cemento, tutto questo è meglio descritto adesso in una relazione tecnica di cui non si potrà più non tenere conto. Su delega della Procura, infatti, della questione si è occupata a lungo la polizia insieme ai vigili del fuoco.

Il governatore Donato Toma, informato degli ultimi fatti ammette di esserne a conoscenza. Anzi, fa di più: “Esistono 100 milioni di euro, fondi governativi, destinati agli interventi di manutenzione sulle varie strutture sanitarie, più cinque milioni di cofinanziamento regionale. Se io fossi stato nominato commissario alla sanità è chiaro che quei fondi li avrei già usati perché saprei sin da subito come usarli ma invece stando a come sono messe le cose è chiaro che non ho alcun potere in merito. Per attivare quei fondi serve un decreto commissariale e io non sono il commissario alla sanità. Vorrei precisare che l’edilizia sanitaria è regolamentata dalla legge finanziaria numero 67 del 1988 che annualmente prevede fondi destinati a queste cause, fondi che se non utilizzati entro il 2021, rischiamo addirittura di perdere. Da parte mia, per il momento, l’unica cosa che posso fare è tenere da parte i cinque milioni della Regione”.