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Campitello, 35 anni fa la coppa del mondo di sci acrobatico: fu il ‘boom’ della stazione sciistica foto

Campitello ha vissuto anni luminosi, pieni di vita ed eventi internazionali, anzi proprio mondiali. Esattamente 35 anni fa, nella seconda settimana di marzo, ai piedi del Monte Miletto, arrivò la Coppa del Mondo di sci acrobatico, che portò a Campitello i più forti atleti del pianeta di ‘salti’ ‘balletto’ ‘gobbe’ e ‘combinata’...

Nelle ultime domeniche di bel tempo, a Campitello Matese, più di qualcuno è tornato a respirare quell’aria carica di entusiasmo e buoni propositi che pervadeva le sciate degli anni Ottanta. Code alla seggiovia (ma ora per le piste in alto ce n’è solo una), neve in quantità, piste ben battute e Capo d’Acqua (skilift che apre alle piste più affascinanti e spettacolari) aperta.

Un’eccezione alla regola degli ultimi tempi non certo felici per la stazione invernale fondata dai compianti Franco Ciampitti da Isernia e Riccardo Plattner da Vipiteno. Eppure Campitello ha vissuto anni luminosi, pieni di vita ed eventi internazionali, anzi proprio… mondiali.

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Scriviamo questo pezzo perché esattamente 35 anni fa, nella seconda settimana di marzo, ai piedi del Monte Miletto, arrivò la Coppa del Mondo di sci acrobatico, che portò a Campitello i più forti atleti del pianeta di ‘salti’ ‘balletto’ ‘gobbe’ e ‘combinata’: queste le discipline tecniche in voga allora nel freestyle. Quella del 1984 fu la quinta edizione della Coppa del Mondo di questo sport, poi diventato olimpico dal 1992 e via via arricchito di nuove spettacolari specialità (ski cross, halfpipe, slopestyle e big air) e rinnovati performer. I mondiali ‘secchi’ sarebbero arrivati soltanto due anni più tardi, nel 1986. Per la prima volta in quei giorni si videro gli sci corti con punte avanti e indietro. Quegli atleti super equipaggiati e fisicamente speciali sembravano dei marziani. Ci sarebbe voluto ancora un po’ per vedere le prime tavole da snowboard.

Campitello splendeva di luce propria in quegli anni. L’arrivo di una tappa mondiale di sci acrobatico diede altro lustro alle piste e all’organizzazione di una stazione invernale che era considerata tra le migliori del Centro Sud. Giorni di fuoco e gare avvincenti in quel marzo 1984: quella sul Matese era la terzultima tappa di una Coppa del mondo partita il 13 gennaio a Stoneham, in Canada, e che si sarebbe conclusa il 29 marzo, a Tignes, in Francia. Per far capire il peso specifico di Campitello in quegli anni, soltanto due stazioni sciistiche italiane furono inserite nel calendario mondiale: Ravascletto, in Friuli e Campitello, appunto. Due tappe italiane, il resto negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Austria, Svezia e Canada quest’ultima la ‘patria’ dei campionissimi di questo sport, allora come oggi.

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Furono decine di migliaia le presenze in quei giorni, anche nel cuore della settimana. Riccardo Plattner aveva fatto le cose per bene, come sempre. Campitello fremeva di attivismo e qualità. 

Nel 1985 fu costruita anche una seconda seggiovia: l’Anfiteatro, chiusa purtroppo da alcun anni.

Campitello non era un lusso in quel Molise in fermento. Erano altri tempi, però, certamente più favorevoli e comunque lontanissimi. Basti pensare che on line, a parte le poche classifiche delle diverse competizioni, non c’è traccia di quella Coppa del Mondo. Sono passati 35 anni, ma, per come sono cambiate le cose in Italia, in Molise, e per come internet ha rivoltato il mondo, sembra un secolo.

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Proviamo a rispolverare l’album della nostalgia, con le foto che pubblichiamo qui. Si vedono Plattner, l’ex amministratore delegato di Campitello, Giancarlo Savino, le evoluzioni di campioni, su tutti l’incredibile saltatore Yves Laroche (vincitore della Coppa del Mondo nella specialità) e altri protagonisti dell’epopea del circo bianco mondiale che passa in Molise. Lasciamo una traccia oggi, perché la memoria non si disperda e perché, come si dice, capire il passato, aiuta a vivere il presente, con più coraggio, di petto, come si affronta per forza di cose una discesa piena di gobbe o un’acrobazia dal trampolino.