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Assunzioni sospette in Regione: “Procedura falsata per agevolare persone vicine alla politica”. M5S va in Procura

Depositato un esposto in Procura per chiarire i dubbi sulla procedura di affidamento del servizio tecnico che ha portato 22 persone negli uffici di via Genova tra cui il fratello della deputata Tartaglione (FI) e l'ex collaboratrice nello studio da commercialista del governatore Toma. "Vicenda da chiarire, troppe ancora le ombre in merito alla correttezza, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità di questo appalto, nonché in merito all’utilizzo di criteri meritocratici nella selezione del personale"

E’ stato depositato ieri mattina, 5 marzo, un esposto in Procura da parte del Movimento 5 Stelle volto a chiarire le anomalie riscontrate dal gruppo politico in merito alla procedura Consedin. Si tratta di una gara d’appalto indetta nel 2107 da 1.640.000,00 per il servizio di assistenza tecnica in Regione.

Assunzioni di personale, in poche parole, possibili grazie a fondi europei (Por Fesr-Fse Molise 2014-2020), che a detta dei grillini avrebbero favorito persone vicine agli ambienti politici del centrodestra violando la stessa procedura con la quale questi soggetti sono stati assunti. Tra i nomi più noti uno su tutti: quello del fratello della parlamentare di Forza Italia Anna Elsa Tartaglione.

Tra sei mesi il M5S potrà chiedere conto alla Procura con un accesso agli atti, per ora ha già fatto sapere di non aver ritenuto soddisfacenti le risposte del presidente Donato Toma il quale avrebbe fornito “risposte vaghe e non esaustive”.

m5s regione

Era lo scorso novembre quando – a seguito dell’aggiudicazione della gara a un Raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Consedin S.p.a. e Ernst & Young Financial – Business Advisors S.p.a. – negli uffici di via Genova hanno preso servizio 22 persone.

Il governatore, rispondendo a una interrogazione dei pentastellati, ha difeso la correttezza della procedura che ha portato a Palazzo Vitale soggetti riconducibili alla sua stessa area politica. Il che sarebbe quantomeno sospetto visto che Consedin non opera in Molise e questo ha alimentato il dubbio che sia stata la stessa amministrazione regionale a suggerire le figure professionali da reclutare.

Tra loro ci sarebbero – e questo è uno degli interrogativi posti a Toma – persino fratelli e cognati di consiglieri regionali, assessori o comunque di esponenti di spicco del centrodestra molisano. Non solo: ci sarebbe – perché anche questo è uno dei dubbi sollevati – chi ha già incarichi con la Regione Molise il che, in un periodo di crisi occupazionale come quello attuale appare una prassi inopportuna.

“La risposta scritta fornita da Toma non ha affatto chiarito i nostri dubbi – afferma il capogruppo Andrea Greco – e la nostra interrogazione attende da tempo di essere discussa in aula di Consiglio. La politica ha il dovere di dare e di pretendere risposte, ma soprattutto di fornire spiegazioni ai cittadini. E, visto il nostro legittimo dubbio in merito alla correttezza, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità di questo appalto, nonché in merito all’utilizzo di criteri meritocratici nella selezione del personale, abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura e all’Anac, affinché si faccia chiarezza su questa vicenda”.

La Consedin, infatti, avrebbe vinto la gara d’appalto anche grazie ai titoli e alle esperienze dei candidati indicati nell’offerta, chiamati a ricoprire le posizioni richieste dall’Amministrazione. Esperienze pluriennali maturate sui Fondi FESR e FSE.

Ma cosa è accaduto? “In seguito alla stipula del contratto tra la Regione Molise e la Consedin – questo dice ancora Greco – con formale accettazione della direttrice del dipartimento competente, Maria Olga Mogavero, 14 membri del gruppo di lavoro designati nell’offerta sono stati sostituiti da altre figure, pare senza una documentata ragione”.

Quattordici sui 22 totali è più della metà, ma anche l’eventuale sostituzione era una possibilità contemplata quindi potrebbe non esserci nulla di anomalo in questo. La cosa strana è che “le valide e documentate ragioni e comunque con l’assenso dell’Amministrazione appaltante, anche mediante la formula del “silenzio-assenso” (trascorsi 30 gg. dalla richiesta), a condizione che si garantisca un livello di esperienza e professionalità almeno equivalente” non sono state fornite.

L’accesso agli atti della Regione ha permesso ai consiglieri del Movimento 5 Stelle di riscontrare “una serie di anomalie, sui profili e sulle esperienze, nel confronto tra la figura proposta in fase di gara e quella subentrata a sostituirla”.

Un vero controsenso visto che, sostituire uno bravo e formato con chi ha esperienza scarsa o maturata in campi poco attinenti, non giova alla collettività. Non persegue l’interesse pubblico anche se pagato coi soldi dei cittadini.

Lo scandalo, se di scandalo si può parlare, riguarda non solo il fatto di aver agevolato qualcuno al posto di persone competenti (sganciate, però, dalla politica), ma anche di aver manipolato la gara per favorire dei raccomandati.

Quindi, ai dubbi iniziali espressi nell’interrogazione e non ancora chiariti – a detta dei 5 Stelle – dal presidente Toma (in prima istanza circolato su informazioni acquisite in ambienti del Movimento 5 Stelle anche il nome di sua assistente- qui la RETTIFICA), si sono aggiunti ulteriori dubbi emersi in seguito  questo studio della documentazione.

“Ma la politica deve agire in modo trasparente e non può lasciare dubbi. Per il bene e il rispetto della collettività, come politici, abbiamo il dovere, in questo caso, di pretendere risposte chiare, e se il presidente Toma e la maggioranza continuano a negarci in confronto e le discussioni – afferma il consigliere – ci vediamo purtroppo costretti a ricorrere alle autorità giudiziarie. Una vera sconfitta della politica che crea dubbi sulle procedure, che non dà risposte e che manda ai giovani un messaggio sconfortante: la meritocrazia nell’istituzione regionale pare, purtroppo, un miraggio. Speriamo che ora la Procura della Repubblica a l’Anac, alla luce dei nostri dubbi e di tutte le documentazioni consegnate, faranno chiarezza e daranno spiegazioni a noi, ma soprattutto ai molisani – conclude Andrea Greco”.