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Avviso pubblico apicoltura, imprenditore scrive ai consiglieri dem: “Ecco cosa serve al settore”

Un apicoltore molisano di Fossalto, Antonio Carrelli, si rivolge ai consiglieri regionali dem Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla che, pochi giorni fa, hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale e al Presidente Toma in seguito alla pubblicazione dell’avviso pubblico sui finanziamenti per l’apicoltura. Bando che veniva contestato quanto a criteri di accesso, importo dei finanziamenti e in particolare tacciato dai consiglieri di opposizione di mancanza di trasparenza, dato che gli apicoltori potevano rispondere entro soli 4 giorni dalla pubblicazione.

Antonio Carrelli – apicoltore professionale che trae il proprio reddito prevalentemente dall’allevamento delle api e dalla vendita dei relativi prodotti nonché ex presidente di un’associazione apistica regionale e membro del comitato tecnico apistico (organo consultivo dell’Assessorato alle Politiche Agricole) – si rivolge direttamente a loro e alla Coldiretti in una lettera aperta.

Partendo dalla condivisione dell’affermazione che l’apicoltura (molisana e non solo) non stia attraversando un buon momento, l’apicoltore di Fossalto spiega i motivi della crisi del settore sebbene siano in tanti ad essere occupati in tale comparto (in Italia si è passati da 30mila apicoltori a oltre 54mila in meno di 5 anni, spiega Carrelli). Clima avverso e dunque mancate produzioni negli ultimi tre anni, unitamente all’arrivo di mieli provenienti dall’estero a prezzi bassissimi che minano il futuro mercato del prodotto italiano: questi gli accusati numero uno. Il settore apistico non è poi beneficiario di alcuna integrazione al reddito come succede per il resto delle aziende agricole.

L’apicoltore nostrano in generale punta il dito sulla mancanza di programmazione volta alla professionalizzazione del settore. Quanto al bando della Regione Molise condivide le perplessità dei consiglieri Fanelli e Facciolla: “Giustamente i consiglieri chiedono spiegazioni al presidente Toma del perché un bando regionale, che sovvenziona il comparto apistico, sia stato pubblicato cosi velocemente. Il bando fulmine ha lasciato interdetto me e molti dei miei colleghi”. Ad ogni modo, spiega l’imprenditore, la solerzia delle associazioni apistiche regionali è stata fondamentale per allertare in poche ore il piccolo comparto.

L’apicoltore ricorda come per anni abbia sollecitato l’Assessorato all’Agricoltura affinché inserisse la filiera apistica nel PSR e si adeguasse l’attuale legge regionale apistica alla normativa nazionale corrente. “Ma invano”. Nel puntualizzare come la ‘lesione del principio di trasparenza’ del bando in oggetto non sia il vero problema, l’apicoltore propone di modificare la legge regionale, la n. 42/02, che non è allineata a quella nazionale. Così facendo “senza spendere soldi si potrebbero agevolare già decine e decine di aziende apistiche e apicoltori”. E invece così gli apicoltori del Molise – afferma Carrelli – sono potenzialmente soggetti a sanzioni amministrative (alcuni di essi già sono stati multati) poiché rispettano la norma nazionale, in ambito di anagrafe apistica, ma spesso non quella regionale che è ad essa antecedente.

Sulla proposta dei consiglieri dem di allargare i criteri di accesso al bando anche ai piccoli apicoltori, quelli che posseggono anche solo 5 alveari (rispetto ai 35 di cui il bando parla), l’apicoltore è più che scettico. “Consentitemi, consiglieri Fanelli e Facciolla, ma un’azienda agricola con 5 alveari e con prospettiva di arrivare a 35, beneficiando di un finanziamento pubblico, se da una parte fa ridere dall’altra offende profondamente l’intero settore molisano che vorrebbe professionalizzarsi”.

Una frecciata anche alla Coldiretti, rea per l’apicoltore di non essersi mai spesa più di tanto sulle problematiche del settore.

La lettera si chiude auspicando che, al di là della questione tecnica dell’avviso pubblico sollevata da Fanelli e Facciolla, il bando non faccia marcia indietro rispetto alla strada intrapresa che per Carrelli tende invece a professionalizzare il settore, premiando chi in apicoltura voglia seriamente investire, e a consentire un minimo di assistenza tecnica tramite le associazioni di categoria.

Insomma per l’apicoltore l’Assessorato alle Politiche Agricole, con questo bando, ha colto l’importanza del settore se pur con tempi forse sbagliati (“poteva essere pubblicato in autunno dando più tempo agli apicoltori di programmare gli investimenti”) e con una dotazione finanziaria (45mila euro) troppo esigua.