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Allarme processionaria del pino, il Comune corre ai ripari: controlli e multe

Da Palazzo San Giorgio l’ordinanza che obbliga i proprietari di aree verdi e amministratori condominiali interessati a effettuare ispezioni specifiche per verificare l’eventuale presenza del lepidottero, che può costituire un serio rischio per piante e animali, nonché per l’uomo.

Nelle scorse settimane alcuni nidi di “processionaria del pino” erano stati avvistati anche sul percorso della via Matris, il suggestivo cammino che s’inerpica lungo la collina Monforte.

Una presenza poco piacevole, giustamente temuta, proprio perché la specie di lepidottero in questione è in grado di rappresentare un serio pericolo per la sopravvivenza di piante e alberi, ma anche e soprattutto una minaccia potenzialmente letale per gli animali; sono soprattutto i cani, molto spesso, a incappare in “incontri ravvicinati” dalle conseguenze infelici. Ma la processionaria è causa di possibili disagi anche nell’uomo: i peli urticanti di larve e nidi in particolare, infatti, possono generare disturbi anche seri se entrano in contatto con le vie respiratorie, con la cute o con le mucose degli occhi, specialmente in soggetti sensibili.

Condizioni che hanno spinto palazzo San Giorgio ad adottare provvedimenti specifici. E nei giorni scorsi è dunque arrivata l’ordinanza del sindaco Battista: proprietari di aree e verdi e amministratori di condominio che gestiscono giardini privati in territorio comunale dovranno procedere a ispezioni sugli alberi presenti negli spazi in questione, per accertare la presenza del fastidioso lepidottero.

I controlli, inoltre, dovranno essere effettuati con cura particolare sulle specie maggiormente soggette agli “attacchi” della “thaumetopoea pityocampa”: pino nero, pino silvestre, pino strombo, senza però trascurare altre aghifoglie, quali il cedro dell’Himalaya, il cedro dell’Atlante e il larice. Qualora la presenza dei nidi di processionaria dovesse essere effettivamente riscontrata, “i soggetti obbligati dovranno immediatamente intervenire – recita la nota diffusa – attuando gli interventi di lotta al patogeno secondo le modalità e la tempistica indicate nella nota del Servizio Fitosanitario della Regione Molise”, rivolgendosi a ditte specializzate. Operazioni che amministratori e proprietari di aree verdi “piagate” dal lepidottero dovranno affrontare naturalmente a proprie spese, per  non rischiare di andare incontro a sanzioni amministrative piuttosto “salate”.