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Addio ad Armando Spina, patron della gloriosa ‘Matesina’

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L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di lui diffusamente è stata il 20 dicembre scorso a palazzo Colagrosso, nella sua città: Bojano. Era in programma la presentazione di ‘Io e Bojano’ libro di Franco Palladino che ripercorre la storia di 4 boianesi illustri, tra i quali ovviamente c’è anche lui.

Armando Spina non era presente. Il male, che oggi lo ha portato via all’affetto di familiari e dei tanti che lo hanno apprezzato come uomo, imprenditore e sportivo, era già in uno stadio avanzato. Ma il suo spirito era presente lo stesso in sala, nelle parole cariche di amore e orgoglio, della figlia, Maria Cristina, e in un oggetto prezioso di cui Armando era gelosissimo: una campana in bronzo, forgiata dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, con impressa la scritta ‘Matesina’, richiamo evidente alle glorie sportive degli anni Ottanta e Novanta nella nostra regione.

Il nome della corsa podistica più importante mai organizzata in Molise è legato all’intuizione di Spina, vero patron della manifestazione e non solo, visto che le sue competenze e conoscenze sportive andavano assai oltre quelle del semplice appassionato.

La campana era lì, di fianco al tavolo dei relatori. Bella e preziosa, come il contributo di Armando Spina alla storia sociale e sportiva del Molise. La fotografammo, salutando Maria Cristina e suo marito, Gianluca Cefaratti, avvertendo sulla nostra pelle l’emozione di quella serata e l’alto valore simbolico di quel manufatto artigianale.

spina armando

A distanza di poche settimane arriva purtroppo la notizia della sua morte, a 74 anni. Una perdita di peso per tutto il Molise. Armando Spina è stato infatti un uomo forte e impegnato, che non si risparmiava, un manager nel senso ampio del termine, un papà e un nonno esemplare.

Nella doppia veste di imprenditore e dirigente sportivo, ha vissuto un ventennio esaltante a cavallo degli anni Ottanta.  Ha fondato la gloriosa ’Atletica Bojanese’ che ha  vantato tra i suoi tesserati campioni olimpici e mondiali e altri atleti di statura internazionale: su tutti Boguslaw Mamisky, Ronald Desrurelles, Brahim Boutaib , Chidi Imoh, e il leggendario marocchino Said Aouita. Erano gli anni della già citata ‘Matesina’ un evento più che una corsa. Mai vista tanta gente per una gara su strada dalle nostre parti. Il passaggio attorno a piazza Roma,  i nomi eccellenti di Arturo Barrios, Salvatore Bettiol, Gelindo Bordin, Orlando Pizzolato e tanti altri campionissimi dell’atletica mondiale negli anni in cui la celebre corsa su strada viene costantemente inserita (dal 1981) nello “Iaaf Road Race” il calendario delle corse su strada della Federazione Internazionale di Atletica Leggera.

Senza esagerare, Bojano sembrava  la capitale del mezzofondo e del internazionale. Tutto grazie alla sua passione per lo sport e al dinamismo del manager.

Poi la dolorosa sospensione della gara: per mancanza di sponsor importanti il sogno svanisce, all’improvviso, così come si era manifestato. Ma la ‘Matesina’ lascia in eredità sfumature di vario colore, non ultimo il rosa vivo della pista in tartan intorno al campo sportivo, fatta costruire dall’amministrazione del tempo sotto la spinta di Franco Palladino e di Armando Spina, appunto.

Oggi molti piangono la sua scomparsa. E noi ci affianchiamo alla famiglia in questo momento triste e di profondo dolore. I funerali saranno celebrati domani, sabato 9 marzo, nella cattedrale di Bojano alle 15 e 30. 

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