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500 esponenti politici a Bucarest per ‘rilanciare’ l’Ue. C’è anche Toma

Il presidente ha partecipato all'evento organizzato dal Comitato europeo delle Regioni, dalla Presidenza di turno rumena del Consiglio dell’Unione europea e dalla Delegazione rumena del Comitato delle Regioni.

La sua assenza nel Consiglio regionale di ieri – 14 marzo – era stata notata. Ed era finita al centro del gossip politico perchè del viaggio istituzionale in cui era impegnato il governatore sembrava che non fosse informato nessuno. In realtà il presidente della Regione Molise, Donato Toma, è a Bucarest per i lavori dell’ottavo Summit delle Regioni e delle Città, come riferito in una nota stampa diramata da via Genova.

L’evento è organizzato dal Comitato europeo delle Regioni, dalla Presidenza di turno rumena del Consiglio dell’Unione europea e dalla Delegazione rumena del Comitato delle Regioni.

Oltre cinquecento politici delle varie realtà territoriali hanno risposto all’appello per rifondare l’Unione europea.  Un appuntamento a cui non hanno voluto mancare esponenti di spicco della politica europea, dal commissario europeo per la politica regionale, Corina Cretu, al presidente del Comitato delle Regioni, Karl-Heinz Lambertz, a quello del Comitato economico e sociale europeo, Luca Janier.

Due giorni di confronto e di dibattito, la cui sintesi consentirà di adottare una dichiarazione che sarà posta all’attenzione del vertice dei capi di Stato e di Governo, che avrà luogo a Sibiu, sempre in Romania, il prossimo 9 maggio.

Coesione sociale e territoriale, integrazione, sostenibilità, sussidiarietà attiva, una nuova vision della democrazia europea sono i temi principali che terranno impegnati i partecipanti alle varie sessioni di lavoro.

“Ritengo sia molto importante – ha detto il presidente Toma  –  essere presenti in tutti quei contesti politico-istituzionali dove si decide il futuro dei territori. Il Comitato europeo delle Regioni è il luogo dove vengono studiate, elaborate e decise le politiche e le strategie europee che interessano le regioni e i comuni. Ecco perché reputo fondamentale essere presenti ai tavoli che contano, rappresentare le proprie istanze, proiettarle in una dimensione più vasta. Questa è la condizione imprescindibile per continuare ad esistere e conservare la propria autonomia”.