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Via Insorti d’Ungheria e il marciapiede che non c’è, tra “pavimentazione fantasma” e pericoli

Per evitare di avventurarsi tra mattonelle in frantumi e terriccio, i pedoni usano spesso la carreggiata per transitare, con tutti i rischi del caso. Cretella (M5S): “Situazione nota, ma l’amministrazione non è mai intervenuta”.

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Se non è emergenza, poco ci manca. Perché oltre alle strade, anche i marciapiedi cittadini rappresentano ormai una criticità da affrontare con una certa priorità. E non solo per una questione di immagine.

Il dissesto è in molti casi imbarazzante e rischia di divenire una fonte di potenziale pericolo per i pedoni. È il caso del passaggio di via Insorti d’Ungheria, dove non c’è praticamente traccia alcuna della pavimentazione idonea a consentire una marcia sicura ai passanti: terriccio e frantumi di mattonelle logore la fanno infatti da padrona, in uno scenario generale non certo esaltante.

Uno stato d’abbandono che può rappresentare una potenziale minaccia per l’incolumità di quanti si avventurano quotidianamente da quelle parti: residenti, ma anche anziani e bambini, vista la presenza di scuole nella zona. Senza considerare, poi, le difficoltà che potrebbe riscontrare una persona portatrice di handicap attraversando il tratto in questione.

Se si sceglie di evitare lo sgangherato marciapiede – o almeno ciò che ne resta – per continuare il proprio percorso, bisogna inevitabilmente sfruttare l’asfalto della carreggiata, rischiando così di incrociare la traiettoria delle automobili in corsa.

La situazione non è sfuggita nemmeno al consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Simone Cretella, che ha affidato al proprio profilo Facebook una sonora critica all’amministrazione del sindaco Battista: “Inutile sottolineare che questo marciapiede (a partire dalla sede Equitalia a scendere…) si trova in queste condizioni da tempo immemore e che mai l’amministrazione ha ritenuto opportuno intervenire per rimetterlo quantomeno nelle minime condizioni di sicurezza – ha scritto il grillino – C’è da essere sicuri che i miracoli della campagna elettorale, finora sperimentati solo nella fortunata via Labanca, faranno si che molti marciapiedi in città verranno risistemati nei prossimi due o tre mesi; l’auspicio e la speranza è che vengano utilizzati oggettivi criteri di priorità e non solo di ‘necessità di apparenza’, magari partendo proprio da questo marciapiede, certamente tra i più disastrati della città”.

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