Università, il rettore Palmieri lascia e avverte: “Il mio futuro è ancora qui”. Via al ‘totosuccessore’ fotogallery

La notizia arriva direttamente dal rettore, nel corso dell’inaugurazione del nuovo anno accademico: ora una fase di transizione, poi le elezioni del successore. In lizza, oltre a Brunese, ci sarebbero anche Di Nuoscio, Marchetti e Coppola. Ospite d’eccezione dell’appuntamento il professor Sabino Cassese che sul regionalismo differenziato ha dichiarato: "Potrebbe apparire come una forma di disintegrazione dello Stato". Invece il governatore Donato Toma ha annunciato il progetto di un policlinico universitario.

L’Unimol celebra un nuovo principio. Eppure, ci sono già dei titoli di coda. Sono quelli dell’era Palmieri, ormai pronta a chiudersi a termine del mandato. Il rettore ha annunciato infatti questa mattina, nel corso della cerimonia d’apertura dell’anno accademico 2018/19, la volontà di lasciare la guida dell’Università degli Studi del Molise.

“Ho inviato al ministro Bonisoli la mia richiesta di dimissioni, a partire dal prossimo primo marzo”.

Non esattamente un fulmine a ciel sereno, ma in ogni caso una scelta che apre scenari importanti; per il futuro dell’ambiente didattico regionale e non solo. Palmieri ha dunque già ufficializzato le proprie dimissioni, effettive dal primo marzo prossimo, ma continuerà comunque la sua missione formativa da professore nelle stesse aule che ne hanno celebrato l’ascesa.

Ci sarà dunque una fase di transizione gestita dal decano, il quale procederà poi all’attivazione delle procedure elettorali da concludere entro novanta giorni.

E intanto il “totonomi” è puntualmente partito, nei corridoi dell’Ateneo circolano già i primi nomi. In lizza per l’ermellino ci sarebbe Luca Brunese, attuale direttore del dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute, mentre il nome dell’altro sfidante potrebbe essere proprio uno di quelli scritti in calce all’ultimo Manifesto programmatico Unimol: Marco Marchetti (prorettore vicario), Vincenzo Di Nuoscio (direttore del dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Formazione) e Raffaele Coppola (direttore del Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti, già avversario dello stesso Palmieri alle elezioni del 2013) tra i papabili. La tornata elettorale dovrebbe avvenire tra aprile e maggio.

Gianmaria Palmieri

Quello di Palmieri, dunque, è diventato un bilancio di questi 5 anni. Il rettore ha inoltre fatto il punto sulla crescita del sistema universitario targato Unimol e sui brillanti risultati conseguiti, analizzandone punti di forza e criticità: “Bisogna riflettere attentamente sulla funzione dell’Università e sul ruolo di quella statale in particolare, affinché non sia interpretata  come  un luogo di competizione e di élite: questo è un errore che ha portato spesso a incoraggiare politiche non virtuose e a discriminare alcuni atenei rispetto ad altri” ha spiegato Palmieri.

“Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco docenti e personale amministrativo di grande qualità, nonostante le poche risorse a disposizione. Viviamo in un territorio che non eccelle per infrastrutture, ma siamo riusciti a formare nel corso degli anni migliaia di giovani che altrimenti non avrebbero potuto beneficiare di un percorso di studi di livello. Ritengo che didattica e formazione siano le missioni cardine dell’Università, perché da questi due elementi dipendono la salute e il futuro del Paese.

Siamo un ateneo tenace, vitale, di grande forza, nonostante gli svantaggi competitivi di un contesto in cui economie e impresa sono ferme e inoltre afflitto dallo spopolamento. Il Molise è una terra bellissima, di gente aperta e disponibile. Noi abbiamo questo obiettivo: formare i giovani per permettere loro di inserirsi nel mondo del lavoro, che sa qui o altrove, offrendo silenziosamente un contributo importante allo sviluppo del territorio. Il mio servizio da rettore ha rappresentato per me un privilegio e un motivo di grande orgoglio”.

 

Ospite d’eccezione il professor Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale: “La democrazia rappresentativa è un tema complicato – ha detto nel corso della lectio magistralis tenuta nell’Aula magna – perché in effetti col voto non si può suggerire, né verificare che l’eletto faccia davvero quanto promesso. E questo perché il rappresentante non agisce in nome dell’elettore, ma in autonomia.  Dopo l’introduzione del suffragio universale si sono stabiliti due legami: quello tra elettori e partito, che funge quindi da elemento di mediazione, e quella tra elettorato e rappresentanti. Non siamo perciò davanti a una scelta immediata degli elettori, perché c’è la mediazione del partito. L’elezione rappresenta quindi, in buona sostanza, l’approvazione di una scelta e non l’espressione di un rapporto diretto tra elettorato ed eletti”.

Sul regionalismo differenziato: “Può essere una cosa interessante – ha aggiunto Cassese – ma non si può fare in fretta, altrimenti potrebbe apparire come una forma di disintegrazione dello Stato. Se si deve fare, tutte le regioni devono partecipare al processo di differenziazione”.

Antonio Battista

Presente all’appuntamento anche il sindaco di Campobasso, Antonio Battista: “L’Università del Molise svolge l’encomiabile compito di preparare i giovani al mondo del lavoro e al suo mercato, un mercato che cambia continuamente. È un ateneo in crescita, che ci appartiene e che è diventato vanto della nostra terra e colonna portante della formazione di tanti giovani molisani e di molti ragazzi, circa la metà degli iscritti,  che arrivano da altre realtà. Un ateneo nato quando il centro era vicino alle periferie, anche per soddisfare le esigenze di chi non aveva possibilità economiche di frequentare corsi fuori regione e che dopo anni continua a generare ambizioni e a realizzare i sogni di quanti lo scelgono con consapevolezza per restare o venire in Molise, per formarsi in un polo universitario d’eccellenza. Questa amministrazione – ha concluso il primo cittadino- è stata da sempre vicina all’Unimol, così come l’Università è stata vicino alla città di Campobasso. Auguro a voi studenti di non perdere mai la fiducia nelle istituzioni e la speranza nel futuro che vi vedrà protagonisti”.

Donato Toma

Invece il presidente della Regione, Donato Toma, ha annunciato la volontà di creare un Policlinico Universitario: “L’anno accademico rappresenta un evento significativo, perché induce a una attenta analisi, inerenti sia alla formazione universitaria e alla ricerca, sia allo sviluppo del territorio. Con l’Università degli studi del Molise la Regione ha un rapporto di proficua collaborazione: noi vediamo nell’Unimol un interlocutore speciale con il quale consolidare un partenariato, che ci auguriamo solido e duraturo, su diversi ambiti. Le nuove sfide che vengono dal mercato del lavoro, impensabili fino a qualche anno fa, impongono ai nostri giovani laureati di essere all’altezza di raccoglierle.

Guardiamo, inoltre, con particolare interesse all’interazione università- ospedale – territorio e dobbiamo fare in modo che tale opportunità diventi un’azione concreta. Ecco perché auspichiamo di lavorare insieme all’Unimol e al Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute a un progetto ambizioso che, se realizzato, costituirà la chiave di volta per l’intero Sistema sanitario regionale e per i tanti giovani molisani laureati in Medicina. Mi riferisco – ha spiegato il governatore – alla costituzione del Policlinico universitario, che permetterebbe all’ospedale di Campobasso di avere un numero congruo di Unità operative da mettere a disposizione degli utenti del Servizio sanitario regionale per ogni tipo di specialistica. In più, avremmo la possibilità di formare in loco medici specialisti da impiegare nelle nostre strutture sanitarie, evitando così l’esodo di valenti professionalità”.

Foto varie

Rilevante anche l’intervento di Gianluca Paventi, rappresentante del personale tecnico amministrativo: “Si deve sottolineare l’attenzione del nostro ateneo ai lavoratori precari del sistema universitario, in un momento delicato in cui ognuno di noi, insieme alle proprie famiglie, deve fare i conti quotidianamente con ansie e preoccupazioni. Una situazione di crescente difficoltà per gli atenei, con scarse opportunità e incertezza del futuro. Ma il ruolo dell’Università é importante anche per questo, per alimentare spirito critico nelle nuove generazioni, affinché il loro futuro sia migliore del presente che noi stiamo vivendo”.

All’incontro ha presenziato anche il professor Fimmanó, docente ordinario di Diritto Commerciale: “Sono innamorato di questo ateneo e questo è un sentimento che auguro ai miei allievi e agli studenti tutti. Opero da 30 anni nelle realtà economiche del Mezzogiorno e sono convinto che l’unica vera opportunità che ha il nostro Paese sia rappresenta dalla possibilità di recupero del Meridione, in termini economici e di sviluppo”.