Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

“Troppe persone affette da favismo”: c’è l’ordinanza che vieta di coltivare fave nel centro abitato

Il sindaco Mario Bellotti ha firmato un provvedimento che vieta di coltivare fave in paese e vicino ai luoghi frequentati dalle persone a tutela della salute. "Rischio di crisi emolitiche gravi per inalazione di pollini". Inoltre i commercianti dovranno avvertire se nelle loro attività si vendono fave, che dovranno essere rigorosamente confezionate e chiuse. Si rischiano multe.

A Guglionesi c’è il divieto di coltivare fave nel centro abitato: lo stabilisce una ordinanza del sindaco Mario Bellotti firmata il 22 febbraio. La decisione arriva “a tutela della salute delle persone affette da favismo”, una forma di grave anemia diffusa soprattutto nel sud Italia dovuta alla carenza dell’enzima G6PDH e causata dall’ingestione di fave e di alcuni farmaci. Non esiste uno studio scientifico che stabilisce una relazione certa di causa-effetto tra l’inalazione dei pollini delle fave e l’insorgere di febbre, ittero e altri sintomi della malattia, ma per ragioni precauzionali e sulla scorta di quanto accaduto in numerose cittadine italiane Guglionesi ha deciso di optare per il provvedimento, che sta facendo discutere molto il web vuisto che le fave sono un legume ad altissima diffusione sul territorio.

A quanto pare un numero rilevante di persone affette da questa patologia è presente nel comune di Guglionesi, sebbene non esista un registro epidemiologico né una indagine apposita, e “la presenza di fave – sottolinea l’ordinanza – metterebbe a rischio la loro incolumità a causa dei pollini, che potrebbero provocare gravi crisi emolitiche”.

Vietata perciò la coltivazione di fave in prossimità degli spazi frequentati dalle persone: case, ambienti di lavoro, chiese, scuole, edifici e strutture pubbliche. Anche le fave presenti nei punti di esposizione e vendita, cioè negli esercizi commerciali, nei mercati e in strada, costituiscono “occasioni di nocumento per la salute delle persone”.

Di conseguenza il sindaco, sulla scorta di ordinanze simili motivate dal favismo entrate in vigore negli anni scorsi in diverse città, tra cui anche Roma, ha deciso intervenire in merito con questo provvedimento che vieta la coltivazione di fave all’interno del centro abitato di Guglionesi e a 300 metri in linea d’aria dall’ultima casa della aggregato urbano ed entro 300 metri in linea d’aria dalle strutture utilizzate dal pubblico: scuole di ogni ordine e grado, cimiteri, edifici pubblici, impianti sportivi, uffici postali, banche, chiese, ristoranti, bar e luoghi di divertimento e aggregazione. “La libera iniziativa economica dei privati deve essere in questo caso ristretta per motivi gravi di salute”. 

I negozianti dovranno inoltre apporre dei cartelli ben visibili con la dicitura “Avviso per i cittadini a rischio di crisi emolitica da favismo: in questo esercizio si somministrano fave”, e il legume, uno dei più richiesti e diffusi, dovrà essere preconfezionato e conservato in contenitori chiusi.

Inoltre gli agricoltori che coltivano fave in zone non soggette a divieto, in campagna, dovranno apporre un cartello per avvertire i cittadini a rischio di crisi emolitica da favismo che in quella zona si coltivano fave.

Una ordinanza, quella di Bellotti, che ha suscitato diverse perplessità in paese se non altro perché inedita e perché qui le fave sono un prodotto di largo consumo. “Purtroppo è necessario tutelare la salute di quei concittadini che soffrono di crisi emolitiche causate dai pollini delle fave” ha spiegato a Primonumero il primo cittadino, facendo riferimento anche ai certificati medici che accertano questa patologia in diversi  bambini residenti a Guglionesi. “Ho ritenuto necessario procedere con un provvedimento perché la salute è la prima cosa da salvaguardare” conclude il sindaco.

I trasgressori saranno multati con sanzioni dai 50 euro in su, e in alcuni casi rischiano perfino la denuncia penale. Il controllo spetta alle forze dell’ordine, alla Municipale e alla Asl. Inoltre le coltivazioni già effettuate nelle aree sottoposte a divieto dovranno essere eliminate immediatamente.