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Stupro di Capodanno: “Violentata dal mio amico”, la ragazza lo conferma davanti al giudice

L’esame si è tenuto oggi in un ambiente protetto. Per la vittima è stato difficilissimo ripercorrere quei momenti ma lo avrebbe fatto con lucidità e senza titubanze. Prevista una ricognizione, eseguita da un perito che sarà nominato a breve dal Gip, sugli elementi raccolti dalla squadra mobile che sta lavorando al caso

Circa tre lunghissime ore. Tanto è durato l’incidente probatorio in cui la giovane della provincia di Campobasso ha confermato quanto denunciato il primo gennaio 2019. “Sono stata aggredita e violentata dal mio amico”.

La vicenda risale alla notte di Capodanno quando, racconta la ragazza, si trovava in auto per andare – con quello che era un vecchio amico di infanzia che faceva parte della comitiva con cui aveva appena trascorso la notte del 31 dicembre – verso un bar di via Monsignor Bologna per consumare in compagnia degli altri la colazione del primo gennaio.

Usciti dal locale della zona industriale del capoluogo, lui invece avrebbe cambiato rotta, l’avrebbe portata in una zona dove solitamente si appostano le coppiette e qui spento il motore avrebbe abusato di lei. Rimasta impotente rispetto a quell’aggressione di cui ancora oggi si chiede “perché?”, avrebbe subito per almeno trenta minuti uno stupro senza alcuna capacità di reagire.

In tarda mattinata, oggi martedì 5 febbraio, il gip Teresina Pepe accogliendo la richiesta della Procura rappresentata dal sostituto Francesco Santosuosso ha tenuto l’incidente probatorio.

Un esame che è stato sostenuto in un ambiente protetto a cui la vittima ha partecipato incontrando soltanto gli occhi del Gip che le ha chiesto di raccontarle cosa è accaduto quella notte tra il 31 dicembre 2018 e il primo gennaio 2019.

In una stanza diversa invece c’erano ad ascoltare quel drammatico racconto gli avvocati. Quello di lei e quello dell’indagato.

A nulla sarebbero valse le domande finalizzate a dimostrare che la giovane avrebbe consumato un rapporto consensuale, la giovane avrebbe respinto ogni ipotesi di questo tipo sostenendo invece un’aggressione e uno stupro di cui si chiede tuttora “come sia potuto accadere?”.

L’incidente probatorio per la donna è stato difficilissimo. Un supplizio ripercorrere quei momenti per quanto, probabilmente, le resteranno impressi ancora per lungo tempo. Nonostante tutto, nonostante le immaginabili ripercussioni emotive che avrebbe incontrato rispetto a domande imbarazzanti, lei  avrebbe confermato tutto e senza mai contraddirsi.

Ora le valutazioni finali sono ovviamente del Gip, che intanto nominerà un perito anche per determinare la validità degli elementi raccolti dalla squadra mobile che sta indagando sull’accaduto.

L’esperto sarà chiamato nelle prossime ore a convalidare o eventualmente invalidare, il certificato medico rilasciato dal pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso dove la giovane è ricorsa subito dopo aver subito la presunta violenza. Documento nel quale si evincono le lesioni riportate.

Sarà chiamato a verificare l’attendibilità degli elementi raccolti dagli investigatori dopo il sequestro dell’auto dove sarebbe accaduto lo stupro ma anche quelli relativi al sequestro degli abiti di lei strappati durante la violenza.

Una volta cristallizzata la testimonianza della donna come prova, le possibili strade sono due, o l’archiviazione del caso o il rinvio a giudizio. Se così fosse il processo potrebbe partire subito.