Stipendi a “rate” e in ritardo, la vertenza San Stefar finisce sul tavolo del prefetto

Qualche giorno fa si è svolta l’assemblea dei dipendenti che si è chiusa con la proclamazione dello stato di agitazione. Sono settantuno i lavoratori in difficoltà economica a causa dei mancati pagamenti. Il 4 marzo a mezzogiorno incontro al Palazzo territoriale di governo tra sindacati, regione e Asrem

Sono 71 i dipendenti della San Stefar, centro sanitario del Molise, che da mesi sono costretti a fare i conti con spettanze mensili che non arrivano o arrivano tardi.

Una situazione che si trascina da anni e che per anni è finita spesso anche sui banchi della politica senza che mai si arrivasse ad una soluzione.

La San Stefar è un centro privato accreditato presso la Regione Molise che fornisce prestazioni di riabilitazione a ciclo diurno, presidio ambulatoriale e servizio domiciliare.

Un centro importante per la salvaguardia della salute dei cittadini e finanche assai affollato di richieste da parte di utenti che qui hanno trovato professionisti e serietà giovamento rispetto alle patologie da curare.  Ciò nonostante questi professionisti della salute non ottengono mai tutti i mesi la retribuzione che spetta loro, denunciando ritardi di alcuni mesi sulla tabella di marcia.

La situazione è diventata insostenibile e il settore Fp della Cgil e della Cisl hanno quindi fatto istanza al prefetto per un tavolo tecnico in presenza anche di un rappresentante dell’Asrem per trovare una soluzione all’annoso e angosciante problema.

Il tavolo è stato fissato il prossimo 4 marzo a mezzogiorno ma intanto il personale ha dichiarato lo stato di agitazione.

Sono 71 (40 a Campobasso e 31 a Termoli) i medici, i fisioterapisti e gli operatori che lavorano per Eahs San Stefar a 25 ore settimanali. Lo stipendio, va da sé, non è da nababbi e se arriva pure in ritardo, i disagi aumentano

Il centro però vanta un budget da 2 milioni 750.000 euro. Eppure nonostante l’importanza avvalorata proprio da questi da numeri, da anni i lavoratori del centro sanitario sono costretti a sopportare continui ritardi con ripercussioni paurose sulle vite familiari.

Una situazione divenuta insopportabile anche perché risulta che l’Asrem riconosce puntualmente le prestazioni della San Stefar e la paga con regolarità. Da tempo la Regione cerca di risolvere la questione ed in passato è stato anche aperto un tavolo istituzionale con i sindacati, ma l’iniziativa non ha portato benefici perché la situazione resta difficile.