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Sport: bene da tutelare perché ci siano campioni della vita

Nelle parole di Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore colpito da un colpo di pistola per uno scambio di persona, abbiamo riconosciuto una motivazione straordinaria a non fermarsi, una resilienza che lo sport, come poche altre attività dell’essere umano, sa donare.

L’Italia intera ha appreso attonita della lesione midollare completa che ostacolerà la ripresa funzionale del movimento delle gambe nel giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, 19 anni, colpito per uno scambio di persona da due malviventi con un colpo di pistola all’Axa a Roma. A rivelarlo è stato il professore Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo di Roma: “Nonostante la decompressione del midollo, eseguita con i mezzi più avanzati, il midollo spinale non conduce”. Il giovane nuotatore, ricoverato in prognosi riservata al nosocomio romano, è stato sottoposto a un doppio intervento per bloccare un’emorragia toracica e per l’estrazione di un proiettile bloccato su una vertebra.

 

Abbiamo poi letto del presidente della Federnuoto Paolo Barelli che ha registrato un audiomessaggio dell’atleta che, dall’ospedale, ringraziava tutti per la solidarietà: “Come potete sentire dalla voce sto bene, non mi aspettavo tutto questo affetto, mi avete fatto emozionare (…) Se potessi vi abbraccerei a uno a uno – ha continuato – ora vado avanti per la mia strada. Vedrete che torno più forte di prima. A presto”.

nicola malorni

Queste – senza minimizzare lo stato di profonda sofferenza che Manuel sta attraversando – ci appaiono come le parole di un campione: un campione nella vita. Vi riconosciamo la spontaneità, la gratitudine, l’intelligenza emotiva e l’affettività di un giovane consapevole di ciò che lo attende, che immobilizzato su un letto d’ospedale, però, non sembra arretrare, non sembra provare odio contro quei “maledetti” che per poco non l’hanno ucciso, rassicura anzi i suoi interlocutori (e se stesso) rivelando una motivazione straordinaria a non fermarsi, una resilienza che lo sport, come poche altre attività dell’essere umano, sa donare.

 

Diversi studi hanno evidenziato che lo sport, praticato a qualunque livello, è in grado di migliorare non solo la forma fisica ma, con questa, anche il benessere psicologico. Grazie a fattori sia psicologici che fisiologici, lo sport aiuta a migliorare il tono dell’umore e la resistenza allo stress (resilienza). Praticare attività fisica stimola la produzione di endorfine, neurotrasmettitori prodotti dal sistema nervoso che funzionano come oppiacei e antidepressivi naturali. Il rilascio di endorfine nel cervello provoca infatti un innalzamento della soglia di resistenza al dolore e, con questo, anche un globale stato di benessere-euforia. Basti pensare che, secondo alcune ricerche, già un’attività sportiva intensa praticata per soli dieci minuti determinerebbe un aumento del rilascio di endorfine per circa un’ora (Cashmore, 2008).

 

Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport – è il commento di Alex Zanardi, l’ex pilota automobilistico e maglia azzurra nell’handbyke paralimpico. Molti di voi ricorderanno la sua storia: dopo una carriera di successo nel mondo delle auto da corsa, Zanardi perde entrambe le gambe in gara. Improvvisamente perde il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) e, dopo un testacoda, viene investito ad alta velocità dall’avversario Alex Tagliani. L’impatto è violentissimo: la vettura di Tagliani colpisce perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda di Zanardi. Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi appare subito in condizioni disperate: lo schianto ha provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori, rischiando di farlo morire dissanguato. Viene caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimane in coma farmacologico per circa tre giorni. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi lascia l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione. Intrapresa successivamente la carriera nel paraciclismo, ha conquistato ben 8 titoli mondiali e alle Paralimpiadi di Londra 2012 ha ottenuto 2 medaglie d’oro e una d’argento nella staffetta a squadre miste. Al termine dell’evento, viene scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi e qualche settimana dopo, in virtù dei risultati conseguiti, è eletto “Atleta del mese” dal Comitato Paralimpico Internazionale.

 

Dei benefici dello sport sono consapevoli migliaia di italiani, giovani e meno giovani, che attraverso i social hanno manifestato vicinanza a Manuel in questo momento terribile. Ne sono consapevoli i cittadini delle grandi aree iperurbanizzate, prive di spazi ove i giovani possano praticare liberamente attività sportive, abbandonate nell’incuria e nel degrado culturale; ne siamo consapevoli noi psicologi che nel counseling spesso indichiamo ai nostri utenti l’attività sportiva tra gli stili di vita da promuovere anche per la gestione e la prevenzione dei disturbi d’ansia e depressiviL’azione “distraente” dello sport dai pensieri ansiogeni o depressogeni, infatti, è affine a quelli legati a pratiche meditative dove, portando l’attenzione sul respiro o sulla ripetizione di un mantra ad esempio, si distoglie la mente dalle sue quotidiane “rimuginazioni”, svuotandola, per qualche tempo, dai pensieri più negativi. Non a caso, infatti, tutte le forme di arti marziali hanno integrato in un’unica disciplina l’allenamento fisico e la pratica meditativa.

 

La vicinanza manifestata da migliaia di giovani a Manuel Bortuzzo origina certamente da una cultura giovanile che in Italia sa valorizzare adeguatamente una dimensione della nostra vita che, dalla mia prospettiva di analista, assume grande importanza per i processi di individuazione (per Jung il processo di sviluppo della personalità individuale) dei giovani: soprattutto nel corso dell’adolescenza, infatti, ma anche prima, ai giovani è data la possibilità di misurarsi continuamente, attraverso la pratica sportiva, con i propri limiti e potenzialità. La disciplina sportiva può svolgere, quindi, per il giovane la stessa funzione svolta nelle popolazioni primitive dai riti di iniziazione, volti a sostenere e promuovere la motivazione e il sentimento di autoefficacia personale nei giovani posti di fronte alla grande “prova della vita”: la pratica sportiva, infatti, come le prove iniziatiche per i giovani primitivi, infonde nei nostri bambini e adolescenti la percezione di essere padroni dei propri demoni e di essere in possesso di risorse per superare le “prove della vita” e raggiungere i propri sogni.

 

La Federazione Italiana Nuoto ha aperto una pagina Facebook dedicata a Manuel che si chiama “Tutti con Manuel”: “Abbiamo deciso di aprire una pagina per raccogliere tutti i messaggi di solidarietà e sostegno che continuano ad arrivare a Manuel affinché diventi anche un luogo di confronto, dialogo, approfondimento e idee“, ha commentato il presidente Barelli. I social network sono diventati così un inno alla legalità e alla vita, un luogo dove dar voce ad un coro immenso di giovani che protestano contro la violenza.

Nei post lanciati nel web da questa folla immensa di followers sembrano riecheggiare le parole di Nelson Mandela che, al “Laureus World Sports Awards” del 2000, affermava: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni (…)”. Questo discorso racchiude la sintesi del pensiero di Mandela sull’importanza culturale che ricopre lo sport per l’umanità: per Madiba lo sport era davvero fondamentale nell’unire popoli e culture che erano tutt’altro che uniti.

 

Manca ancora nelle nostre città la consapevolezza di quanto lo sport sia fondamentale nel promuovere il benessere psicologico e sociale dei cittadini poiché basato sul rispetto reciproco delle regole e sul perseguimento di un obiettivo comune, un approccio alla vita incentrato su un sentimento di appartenenza sincero, non basato sulla convenienza e sulla regola di un quieto vivere, ma su un sentimento autentico di unione.

 

Mandela fu il primo a credere davvero che tale unione potesse essere raggiunta tramite 15 ragazzi che, al Mondiale di Rugby del 1995, giocarono “uno sport per bestie praticato da gentiluomini” (dal famosissimo aforisma sul rugby del giornalista Henry Blaha).

Mandela concluse il discorso citato sottolineando come l’eredità di un Campione sportivo sia quella di “lasciare un mondo dove le regole del gioco sono uguali per tutti, e il comportamento è guidato dal fair play e dalla grande sportività”. Questo è il dono che lo sport fa alle comunità e ai popoli: un dono prezioso che deve essere tutelato e custodito gelosamente da tutti.