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Salvini annuncia soldi per le videocamere in altri 7 comuni. Ritardi bloccano quelle già montate

Mirabello, Cantalupo nel Sannio, Castel San Vincenzo, Conca Casale, Filignano, Macchiagodena e Sesto Campano sono i paesi molisani beneficiari di un cofinanziamento del governo nazionale per installare sistemi di videosorveglianza. Il vice premier Salvini gongola: "Confermo la nostra determinazione per contrastare tutti i fenomeni di illegalità". Ma se i comuni non avessero messo mano al portafoglio, gli impianti non sarebbero stati installati. Oppure non funzionano dove già ci sono.

Mirabello, Cantalupo nel Sannio, Castel San Vincenzo, Conca Casale, Filignano, Macchiagodena e Sesto Campano: ecco i sette piccoli comuni beneficiari dell’ultima tranche di finanziamenti stanziati dal governo nel bando previsto per la videosorveglianza. Sistema sempre più diffuso per il contrasto della microcriminalità, furti e spaccio di droga in particolare.

Tutti paesi con meno di 5mila abitanti. Uno della provincia di Campobasso (Mirabello), gli altri della provincia di Isernia.

In totale, arriveranno circa 162mila euro suddivisi in questo modo: 25mila euro per Mirabello, 40mila sono destinati a Cantalupo, poco meno di 10mila euro andranno a Castel San Vincenzo, 10mila tondi tondi a Conca Casale, 30mila per Filignano, 19mila euro circa per Macchiagodena e 27mila a Sesto Campano.

“E’ solo un primo passo, perché il governo ha già stanziato altri 90 milioni previsti dal decreto Sicurezza. Uno sforzo finanziario aggiuntivo che intende aumentare il numero di Comuni coinvolti in tutta Italia”, riferiscono da Roma in una nota stampa. A questa hanno fatto seguito le dichiarazioni del capo del Viminale, Matteo Salvini: “Avevamo promesso attenzione e maggiore sicurezza alle comunità locali. In questo modo confermo la nostra determinazione per contrastare tutti i fenomeni di illegalità, dalla microcriminalità alle grandi piazze di spaccio“. Una misura che si aggiungerà all’operazione Spiagge Sicure “per combattere l’abusivismo commerciale e la contraffazione in più di cento Comuni turistici” e ai finanziamenti – ricorda Salvini – per le Province. “Tutte decisioni arrivate dopo anni di tagli indiscriminati. Dalle parole ai fatti”.

In realtà, anche i Comuni beneficiari  hanno dovuto mettere mano al portafoglio. L’amministrazione di Mirabello, ad esempio, ha dovuto stanziare altri 25mila euro di fondi propri per poter ottenere il finanziamento governativo. A confermarlo è lo stesso sindaco Luciano Di Biase: “Abbiamo deciso di compartecipare al finanziamento perchè c’è la necessità di installare le telecamere in paese. Nel primo bando noi piccoli comuni eravamo rimasti fuori, ma avevamo bisogno di punti di videosorveglianza in paese”. Già avevamo pensato di farlo con fondi comunali, poi abbiamo deciso di partecipare al bando del governo”.

A Mirabello le telecamere saranno sistemate nei punti sensibili già individuati dal Comune: sul campanile “per sorvegliare la piazza del paese” e le  strade di accesso al paese da Campobasso, Vinchiaturo e da Foggia.

Le videocamere possono essere un deterrente per chi decide di mettere piede in paese con cattive intenzioni e sfruttare la solitudine delle persone anziane”, osserva ancora Di Biase. “Ci sono stati dei casi in paese” e dunque “con le videocamere cercheremo di dare maggiore sicurezza ai cittadini, oltre a mettere le immagini a disposizione delle forze dell’ordine”.

telecamere videosorveglianza Campobasso D'Ovidio

I sette comuni molisani si aggiungeranno alle undici cittadine molisane che sono già rientrate nel ‘Patto per la sicurezza’ dell’ex esecutivo Pd. In questo caso i fondi erano per i centri con più di 5mila abitanti e venivano ‘esclusi’ i più piccoli. Le videocamere sono state montate da un po’. Il paradosso è che non funzionano dappertutto. A Campobasso, ad esempio. Lunedì è atteso un nuovo sopralluogo dei tecnici della ditta che ha vinto l’appalto. Poi dovrebbero essere consegnate al Comune altre 110 telecamere e infine si procederà all’attivazione.

Fra poco entreranno in funzione”, assicura l’assessore De Bernardo. Se l’operazione non è stata completata, è anche perchè in questi mesi ci sono stati degli ostacoli da superare: i ritardi della Soprintendenza per rilasciare i permessi per montare le telecamere su alcuni antichi edifici del centro storico del capoluogo.

L’amministrazione comunale intanto aveva deciso di partecipare anche all’ultimo bando del governo per aumentare la presenza delle videocamere in città, ma non è risultato tra i beneficiari dei fondi. “Avevamo pensato di ampliare il perimetro della città da controllare e di installare telecamere con caratteristiche diverse da quelle attuali, che avrebbero consentito il controllo delle targhe, dell’assicurazione e della revisione dei veicoli”, aggiunge De Bernardo. “Sistemi che avrebbero consentito di controllare anche le auto rubate. Avevamo pensato di utilizzare questa ulteriore tecnologia per ampliare la sicurezza della città, e finanziare qualche altro progetto”.