Rissa alla Caritas fra quattro ospiti, in ospedale una donna che ha cercato di fermarli

Due egiziani e due fratelli italiani, pregiudicati, hanno trasformato quello che sembrava un semplice diverbio in una lite a colpi di botte, calci e pugni. A scatenare la zuffa antipatie reciproche e vecchi rancori. Un'ospite della Casa degli Angeli ha tentato di dividerli ricevendo un cazzotto tanto da essere costretta a ricorrere in ospedale. Sul posto due pattuglie della squadra volante

Una rissa tra quattro persone, due italiani e due egiziani, ieri pomeriggio ha creato scompiglio alla casa degli Angeli di Campobasso.

Due extracomunitari di 19 e 21 anni e due fratelli italiani di 43 e 41 anni, pregiudicati e volti noti alle forze dell’ordine che alla Caritas sono anche compagni di stanza.

Tra i quattro, però, non corre buon sangue. Antipatia reciproca che già in passato avrebbe suscitato qualche problema di convivenza.

Ieri pomeriggio l’epilogo rafforzato anche da qualche bicchiere di troppo di uno dei quattro.

Sembrava un sabato come gli altri, quando sono iniziate a volare parole grosse tra i quattro.

Una signora, anche lei ospite della Casa degli Angeli, ha subito percepito che qualcosa si stava, mettendo per il verso sbagliato e ha tentato di richiamare i quattro alla calma. Ma dalle parole ai fatti il passo è stato breve sono cominciati a volare calci e pugni.

La donna che nel chiedere aiuto quando ha visto che il diverbio era degenerato in rissa ha provato anche a dividerli, è rimasta coinvolta nella mischia ricevendo diversi colpi al volto tanto da essere, alla fine, l’unica costretta a dover ricorrere alle cure del pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso.

Nel frattempo sul posto sono intervenute due pattuglie della squadra volante. I quattro autori della rissa però alla vista degli agenti si sono subito calmati cercando di denunciare ognuno le proprie ragioni.

La polizia ha verbalizzato l’accaduto e denunciato i quattro. Il più giovani dei due fratelli italiani, è risultato essere alla Caritas per scontare una pena detentiva per reati contro la persona, per cui verrà richiesto all’autorità giudiziaria l’aggravamento della misura. La posizione dei due cittadini egiziani è invece al vaglio del locale ufficio immigrazione.