Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Rimosse le macerie dell’ex deposito crollato. E il vincolo della Soprintendenza diventa un caso politico

Interrogazione al ministro dei Beni Culturali sull'immobile di via Gazzani costruito negli anni Trenta e considerato un esempio di 'archeologia industriale'. A presentarla il senatore di M5S Fabrizio Ortis: "Sfiorata una tragedia"

Quasi un mese dopo dall’avvio della demolizione sono state rimosse le macerie dell’ex deposito crollato improvvisamente lo scorso 26 gennaio. Il 1 febbraio, dopo l’ordinanza del sindaco Antonio Battista, ruspe ed escavatori della DB Costruzioni (ditta della famiglia Di Biase, proprietaria dell’immobile) si sono messi in moto e hanno cominciato a sbriciolare le mura del manufatto costruito negli anni Trenta.

Una demolizione-lampo. Più tempo ci è venuto per portare via dall’area tra via Gazzani e via Monsignor Bologna i detriti. Ora che sono stati quasi tutti rimossi, affiora l’antica pavimentazione dello stabile.

Mentre non si conclude ancora il contenzioso giudiziario tra i proprietari e la Soprintendenza (si aspetta la decisione dei giudici del Consiglio di Stato), il caso dell’ex deposito approda in Parlamento. Il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Ortis ha presentato un’apposita interrogazione al Ministro dei Beni e delle attività Culturali Alberto Bonisoli per fare chiarezza sul vincolo posto dalla Soprintendenza su un edificio che negli anni è stato abbandonato fino a diventare un pericolo per la pubblica sicurezza.

“Una tragedia sfiorata, che ha interessato un immobile degli anni Trenta sottoposto a vincolo architettonico dalla Soprintendenza in quanto ritenuto importante esempio di archeologia industriale”, argomenta Ortis.

“La mia interrogazione nasce dal presupposto che la sicurezza dei cittadini non può mai passare in secondo piano. Per questo ho chiesto al Ministro di dare risposte certe su quali iniziative intenda adottare al fine di verificare lo stato in cui versano gli immobili sottoposti a vincolo da parte delle Soprintendenze, in Molise e su tutto il territorio nazionale. Più ancora, se non ritenga urgente intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di assicurarsi che gli immobili sottoposti a vincolo garantiscano idonee condizioni di sicurezza.

La gente ha diritto di sapere e, soprattutto, di poter circolare in tranquillità nei centri storici e in quelli urbani senza dover temere nulla per errori radicati nel passato e dimenticati fino a ieri dalla politica”.