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Michele Durante e le Primarie del Pd: “Il renzismo ha allontanato gli elettori, con noi la sinistra riparte”

Il candidato campobassano alla guida della Segreteria regionale del Pd presenta la sua proposta politica a Termoli e rimarca la sua discontinuità. A chi lo accusa di essere un candidato fuori o contro il partito controbatte la sua volontà di ripartire dall’interno del partito principale della sinistra su principi socialdemocratici. “Non lascio l’Italia alla destra e ai 5 Stelle, il Pd deve tornare ad essere un partito di massa”

“C’è bisogno di cambiare. Il renzismo ha allontanato i socialdemocratici dalla politica e dal Pd”. Per Michele Durante, candidato segretario regionale del Pd alle imminenti Primarie del 3 marzo, bisogna ripartire da qui, dal tornare a fare del Pd un partito di massa e che recuperi la dimensione del dialogo con gli elettori e con i cittadini uscendo da quel ‘tunnel’ di supponenza, autoreferenzialità e presunzione – così le definisce – in cui è entrato.

Durante e Venittelli a Termoli

A presentare il candidato oggi, 28 febbraio, a Termoli è Laura Venittelli, delegata all’assemblea regionale nella lista pro-Durante. Per lei è lui l’elemento ‘nuovo’ in questa competizione.

L’emorragia di voti del Pd è sotto gli occhi di tutti, dalle europee alle politiche per finire alle regionali molisane che hanno confinato il partito ad un misero 8 per cento. Un segnale che i dirigenti del partito avrebbero dovuto recepire per voltare pagina. “È quello che ci proponiamo di fare noi con Zingaretti”.

Durante a Termoli

Di ieri l’accusa dello sfidante Stefano Buono (anche lui in ‘visita’ a Termoli), ma che sono in tanti a muovergli, di essere un candidato fuori dal partito – come lo stesso diretto interessato ammette, si è tesserato alla vigilia delle elezioni regionali – o addirittura contro il partito. La replica di Durante: “Se si pensa al Pd di Renzi sì, sono contro il Pd”. Ma la sua decisione di operare all’interno del Pd – come dichiara davanti ai microfoni dei giornalisti e poi all’uditorio ritrovatosi nella sede del circolo termolese – è stata dettata dal ‘fallimento’ dell’idea di creare un’area socialdemocratica che diventasse partito, il partito della sinistra italiana, in cui far convergere le tante sigle polverizzate e che insieme non raggiungono il 4 per cento. “Ho capito che c’è bisogno di un centrosinistra serio e allargato”, senza il quale verrebbe a mancare una parte di offerta politica imprescindibile.

Per il Presidente del Consiglio comunale del capoluogo la mozione ‘Piazza Grande’ ricalca d’altronde i temi cari alla sinistra: il lavoro (con una ripresa degli investimenti pubblici sulle opere che servono), un piano di investimenti per la sanità pubblica nonché la sostenibilità ambientale. E qui l’affondo è diretto non troppo velatamente anche all’Amministrazione termolese, e i riferimenti vanno dall’inquinamento alla Bandiera Blu, passando per la questione ‘Tunnel’. Non entra nel merito dell’opera ma pone la questione democraticità e partecipazione dei cittadini, in una parola il referendum. “Un vulnus della democrazia” che stride, questo in sostanza quanto affermato, con un Partito che si chiama appunto democratico.

Durante sogna dunque un nuovo Pd che torni a confrontarsi al suo interno e con i cittadini. E anche sul discorso ‘Amministrative’ il leit motiv è sempre quello: allargarsi alla partecipazione e alla consultazione, ovvero alle tante forze civiche, evitando di calare dall’alto il candidato.

E non sono mancate le stilettate al suo sfidante Vittorino Facciolla. “Io non ho curato il mio orticello (Campobasso, ndr) e non dico ‘Io ho 4000 voti'”. E non è andata giù neanche la dichiarazione di politico sammartinese di avere dalla sua 8 sindaci e 40 consiglieri. “Sono quelli che avevano firmato la mozione Minniti, un’idea completamente opposta a quella di Zingaretti”.

L’invito rivolto dall’aspirante Segretario e dalla Venittelli è quello di andare a votare alle Primarie di domenica con l’obiettivo più generale di riportare consensi attorno al progetto di un nuovo Pd che possa fare da opposizione forte ad una maggioranza che sta “impoverendo il Paese e lo sta isolando in Europa”. Dal Molise Durante intende provarci: “Io non lascio l’Italia in mano alla destra e ai 5 Stelle”.