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Portano via il chiosco di villa De Capoa ma arrivano i vigili. Guerra tra Comune e proprietà

Durante lo smantellamento del prefabbricato in legno posto all'ingresso della villa sono arrivati i vigili urbani per bloccare le operazioni non autorizzate. Il chiosco, chiuso e abbandonato da tempo, al centro di una contesa tra Comune e proprietà. L'ente avrebbe avviato l'iter per acquisirlo e affidarlo a un nuovo gestore, il secondo rivendicherebbe il possesso e la possibilità di farne ciò che vuole, vendita compresa. Sullo sfondo tasse non pagate e mancato rispetto delle ordinanze di abbattimento di un manufatto che ora ha bisogno di lavori di ristrutturazione.

Lo stavano portando via un pezzo alla volta giovedì scorso, 7 febbraio. Poi l’arrivo dei vigili urbani ha bloccato le operazioni non autorizzate dal Comune che avrebbero reso il chiosco di villa De Capoa un altro “ex” della città di Campobasso.

Si trova al centro di una curiosa contesa il piccolo prefabbricato in legno costruito anni fa dal signor Francesco Di Soccio, ex gestore del manufatto dal 2002. La questione è finita anche nel dibattito della commissione Patrimonio che due giorni fa si è riunita proprio per decidere sull’iter di acquisizione della struttura. Da quella riunione in Municipio è venuto fuori che l’ex proprietario del chiosco, moroso nei confronti del Comune per non aver pagato l’occupazione di suolo pubblico e destinatario di almeno una ordinanza di rimozione già dal 2010, avrebbe ceduto a una terza persona la cupola in legno posta all’ingresso del centralissimo parco cittadino.

Si tratterebbe della stessa persona che avrebbe cercato di portare a casa il suo acquisto. Peccato che – secondo quanto emerso in I Commissione (Patrimonio) – quel chiosco non poteva essere venduto. La volontà di acquisirlo come bene pubblico è già nelle intenzioni del Municipio che vorrebbe poi riaffidarlo a un privato tramite bando così da non lasciare senza un punto di ristoro villa De Capoa.

La faccenda, però, è più ingarbugliata di come sembra perché se da un lato lo smantellamento del prefabbricato è stato scongiurato, dall’altro restano dubbi sulla sua proprietà. Il Municipio deve ancora perfezionare l’acquisizione, il signor Di Soccio è in guerra col Comune da anni per tasse non pagate e mancato rispetto dell’ordinanza di abbattimento, inoltre adesso ci sarebbe di mezzo una terza persona che – possiamo solo ipotizzarlo – ha già pagato all’ex gestore il chiosco e vorrebbe (giustamente) farci quello che vuole.

In più la volontà tecnica non cammina di pari passo con quella politica: se per l’assessore e vicesindaco Bibiana Chierchia “il chiosco resterà al suo posto, lo rimetteremo a nuovo e poi lo affideremo a un nuovo gestore” il dirigente Antonio Iacobucci, già molti mesi fa, sembrava più orientato a demolirlo che ristrutturarlo.

Non a caso il consigliere comunale Roberto Gravina (M5S) si era opposto fermamente a questa ipotesi e quando, due giorni fa, ha saputo dello smatellamento in atto (ma non dell’arrivo dei vigili urbani) ne ha dette di tutti i colori contro l’Amministrazione Battista che sulla valorizzazione della villa avrebbe fatto “molte chiacchiere e pochi fatti”.

Le lancette corrono veloci: le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale si svolgeranno a maggio. Solo il tempo potrà dare torto o ragione a Gravina.