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Poliziotto penitenziario sospeso, sit-in di Di Giacomo al Ministero

Protesta del sindacato di polizia penitenziaria contro i provvedimenti adottati dal Dap nei confronti dell'agente che ha fermato un tentativo di evasione. Alla manifestazione ha partecipato il sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone e il segretario generale

a Roma davanti il Ministero di Grazia e Giustizia dove ha tenuto un sit-in ed ha incontrato i giornalisti nell’ambito della campagna “noi le vittime loro i carnefici”, terza tappa dopo quella di ieri a Napoli e lunedì a Campobasso dove si è svolta la manifestazione popolare a sostegno del poliziotto penitenziario sospeso per aver fermato un tentativo di evasione.

Ha partecipato all’evento il sottosegretario alla giustizia l’onorevole Jacopo Morrone e il segretario generale, inoltre, ma Di Giacomo ha poi parlato al telefono con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha posticipato l’appuntamento per un incontro sull’argomento a causa di motivi istituzionali.

“Altro che rendere più comoda la vita di boss, mafiosi, camorristi ed appartenenti a clan di ogni provenienza geografica ed estera. Ci aspettiamo adesso una presa di posizione del Ministro Bonafede che faccia chiarezza non solo sul 41 bis ma – ha detto Di Giacomo – su tutti i problemi del sistema carcerario. Abbiamo da giorni intensificato la mobilitazione e la proposta a partire dal caso che ha coinvolto il nostro collega di Campobasso non certo per tutelare un solo collega quanto piuttosto tutto il personale di polizia penitenziaria. Noi siamo l’unico sindacato che ormai da tempo denunciamo come lo Stato abbia perso il controllo delle carceri; e come i boss delle organizzazioni criminali, proprio dall’interno dei penitenziari italiani, gestiscano i loro traffici e le organizzazioni criminali di cui sono punto di riferimento. Il carcere oggi è sempre più la cartina al tornasole della situazione di

insicurezza fuori per tutti i cittadini specie donne, anziani, bambini. Nel corso dello scorso anno sono stai rinvenuti nelle carceri italiane, compresi gli istituti che con sezioni per detenuti sottoposti al 41 bis, più di 750 telefonini cellulari, molti dei quali utilizzati da capi clan per gestire comodamente i propri traffici illeciti e le loro associazioni criminali; sono stati sequestrati sempre nelle carceri più di 11 chili di droga; quasi 600 sono state le aggressioni perpetrate in danno di poliziotti penitenziari, ogni giorno una media di 12 poliziotti penitenziari è costretta a far ricorso alle cure dei diversi nosocomi in seguito alle violenze subite; 65 i suicidi di detenuti in carcere e almeno un migliaio quelli sventati grazie al pronto intervento del personale”.