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Parco giochi Chico Mendes: “L’amianto è lì da 8 mesi, sindaco provveda subito alla bonifica” foto

Amianto, erbacce e degrado hanno ricoperto il polmone verde del comune frentano. Una situazione che persiste da "ormai 8 mesi" come denuncia l'ex assessore Miriam Petriella che chiede un intervento imminente del sindaco per il ripristino del luogo.

Parco giochi ‘Chico Mendes’ chiuso da 8 mesi per presenza di amianto che, ormai, sarebbe dovuto essere stato bonificato. E invece no, è ancora lì. Si tratta del polmone verde, e centrale, del comune frentano: un luogo di aggregazione e di divertimento per i bambini larinesi che, nel giro di poco meno di un anno, si è trasformato in area degradata ed abbandonata.

A denunciare il grado di incuria in cui versa l’area verde di via S.S. Martiri Larinesi è Miriam Petriella, ex assessore comunale della giunta guidata da Vincenzo Notarangelo che commenta con un secco “grazie per il bel risultato dell’attuale amministrazione”, allegando anche le foto che mostrano le condizioni del parco pochi giorni dopo l’inaugurazione e come è ridotto ora.

La decisione di chiuderlo, in capo all’attuale sindaco Giuseppe Puchetti che il 27 giugno 2018 ha emesso un’ordinanza a scopo precauzionale, è stato presa in seguito al rinvenimento di una “piccola copertura sospetta di amianto all’interno di una proprietà privata a confine con il parco”, scrive ancora Petriella. Nonostante il materiale tossico sia stato ritrovato in una zona ai margini dell’area verde, l’unica ad essere stata blindata è proprio quest’ultima.

Quasi un paradosso che fa sorgere delle domande nell’ex assessore: “Per questo mi chiedo, e penso di essere portavoce di molti cittadini, se c’era realmente un pericolo di salute pubblica perché è stato chiuso solo il parco? Le abitazioni adiacenti al parco le cui finestre affacciano sullo stesso sono immuni dal rischio ritenendo che l’ordinanza sindacale crei uno scudo invisibile alle polveri di amianto? Chi è la massima Autorità Sanitaria sul territorio comunale si dovrebbe preoccupare della pericolosità che questa grave situazione potrebbe comportare alla salute dei residenti nelle aree adiacenti al parco e dei passanti”.

Il primo cittadino, in seguito alla chiusura della zona, ha demandato ad Arpa Molise di procedere ad un’indagine analitica sulla copertura in cemento-amianto del garage insistente su area adiacente al parco. Azione che l’agenzia regionale per la protezione ambientale ha intrapreso a distanza di un paio di settimane, precisamente il 12 luglio dello scorso anno, comunicando al Comune i risultati del campionamento il 24 settembre: “Il sindaco, solo il 7 novembre ha ritenuto di ordinare agli eredi Bucci la rimozione della copertura – afferma ancora Petriella – Ad un mese e mezzo dalla comunicazione dell’Arpa Molise”.

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Il pericolo per la salute di chiunque sia esposto all’amianto è ben certificato in medicina, così come è noto il fatto che lo sgretolamento del materiale crei polveri sottili che, disperdendosi nell’aria, risultano altrettanto pericolose. Per questo l’ex assessore pone due ulteriori quesiti all’amministrazione comunale: “Se realmente esisteva una situazione di pericolo perché il Comune è rimasto in attesa dell’intervento dei privati e non ha provveduto d’urgenza alla rimozione dell’amianto procedendo successivamente al recupero delle spese sostenute per tale bonifica? E soprattutto perché, dopo aver annunciato pomposamente in data 14 gennaio scorso che la famiglia proprietaria del manufatto aveva provveduto ad incaricare la ditta Siat s.r.l. per la rimozione della copertura di amianto, non ha monitorato l’effettiva bonifica tanto che ad oggi, 1 febbraio, tutto resta così com’era al 27 giugno 2018 con lo stesso ipotetico pericolo e un degrado aggravato dalla crescita delle erbacce?”.

Una situazione che si trascina da quasi un anno e che, in questo lasso di tempo, è rimasta pressoché identica, se non fosse per i rifiuti e l’erbaccia che, lentamente ed in maniera quasi uniforme, hanno ricoperto lo spazio. “A distanza di quasi 8 mesi possiamo dire che nulla è cambiato. Chi dovrebbe per legge fare il bene comune, omettendo atti del proprio ufficio, in un inutile perdita di tempo, gioca sulla salute dei cittadini”, tuona ancora l’ex assessore che non riesce a mandar giù le condizioni in cui si trova attualmente il polmone verde cittadino e luogo di aggregazione non solo dei bambini, ma dei tantissimi genitori e nonni che lo frequentano.

Domande che “al di là delle affermazioni di facciata – scrive ancora Petriella – Resteranno senza reali risposte. Mi auguro, dopo il mio intervento, che si provveda quanto prima a restituire dignità al luogo riconsegnandoci, anche in previsione dell’arrivo della bella stagione, un’area verde destinata a bambini, anziani e disabili”.

L’attenzione dell’ex assessore è puntata anche su un altro tema di primaria importanza: “Auspicando, inoltre, che rientri tra le prossime azioni politiche della nuova amministrazione il compimento dei lavori relativi alla illuminazione pubblica e magari alla chiusura del Contratto di quartiere. Quest’ultimo infatti fu un tema assai caro all’amministrazione Notarangelo che era arrivata ad un passo dalla chiusura dei lavori superando mille difficoltà tecniche che avevano caratterizzato la precedente fase amministrativo-gestionale”.