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Nuovo oltraggio alla statua di Cappella, ai vandali termolesi il Nobel per l’ignoranza foto

Termoli, patria di sole, mare e di ragazzini ignoranti, talmente tanto annoiati dalla vita che si divertono ad andare in giro a sfregiare monumenti e mettere la loro firma, nemmeno fossero Vincent Van Gogh, ovunque capiti. Nel mirino di questi ‘bambocci’ è nuovamente finita la statua di Carlo Cappella che svetta all’angolo finale di Corso Nazionale: da diverse ore, sulla tavolozza dell’artista termolese, è comparsa una scritta in rosa. Qualcuno, infatti, ha ben pensato di sfregiarla con il nome ‘Carlo’ che, più che un simpatico omaggio al cultore di una città, ha tutta l’aria di una presa in giro bella e buona.

L’effige, inaugurata lo scorso 1 dicembre, era già stata danneggiata a distanza di nemmeno una settimana dal suo posizionamento ed anche in quell’occasione la mancanza di rispetto per i beni pubblici si è manifestata apertamente con scritte falliche e la rottura del pennello che il compianto concittadino stringeva nella mano destra. La statua bronzea di Cappella non è, tuttavia, l’unica ad essere stata irrispettosamente macchiata da una generazione che vive secondo le proprie stupide regole, e che si era già accanita brutalmente contro il sigaro che Jacovitti aveva fra le labbra, così come il professor Michele Carafa lo aveva inciso.

Il fatto che i colpevoli dello sfregio alla statua di Jac siano stati presi, non sembra aver fermato l’onda delle ‘ragazzate’ termolesi. Anzi sembra aver dato l’input ad un’intera legione di imbecilli che non si accontenta più di schiamazzi, caos e di gettare bottiglie in vetro lungo il Corso Nazionale dopo la movida serale. Atti di puro e semplice vandalismo che lasciano spazio solo alla rabbia ed alla tristezza per la totale assenza, non solo di giudizio e maturità, ma di educazione: gesti compiuti da qualcuno che, quasi sicuramente, se ne vanterà con gli amici indicando il vile atto e godendone apertamente come se avesse appena vinto il premio Nobel.

Ragazzini che si credono talmente ‘fighi’ e sopra le regole da permettersi il lusso di infierire contro il patrimonio pubblico o, ancora peggio, contro gli animali, con la consapevolezza di riuscire a farla sempre franca. Vuoi per la totale assenza di videocamere e di pene proporzionalmente adeguate ai comportamenti tenuti, i cafoni riescono sempre ad uscirne puliti. Non sarà ora di sanzionarli pesantemente come meriterebbero?