Molisano offende assessora con un post razzista su Fb: scoppia il caso. “Valutiamo la denuncia”

Un commento sui social di un cittadino molisano 'azzera' le distanze e scatena una valanga di polemiche. Pasqualino D'Alessio prende di mira Marialaura Lorenzini e la sua manifestazione contro Salvini: "Visto che molti di quei signori migranti vanno in giro a stuprare le nostre donne, le nostre ragazze, perché non li contenta uno ad uno, evitando che vadano in giro a fare danni, ne ha di lavoro”.

Una foto sui social affianco ad un migrante durante una manifestazione contro il vice premier Matteo Salvini. Poi il commento di un esponente leghista che dà il “là” ad offese e veleni contro l’assessora alla mobilità Marialaura Lorenzini. Siamo a Bolzano, 800 chilometri dal Molise. Cosa c’entra la nostra regione con la città altoatesina? Perché tra gli autori di commenti intrisi di odio c’è il molisano Pasqualino D’Alessio. E’ tra coloro che in gergo tecnico vengono definiti ‘haters’.

A pochi giorni dallo scatto del consigliere termolese Sabella che ha scatenato un putiferio, c’è un nuovo caso che conferma il clima teso che c’è in Italia su certi argomenti. Tanto al Nord quanto al Sud.

Tutto comincia domenica 3 febbraio, quando l’esponente della giunta bolzanina scende in piazza assieme ai rappresentanti del suo partito – i Verdi – per la manifestazione ‘L’Italia che resiste’ organizzata contro il dl sicurezza e nello specifico “contro le politiche disumane dell’attuale governo in tema di immigrazione, le morti in mare e la diffusione di odio e razzismo”.

Le foto vengono pubblicate sulla pagina social dell’assessora. E soprattutto attirano l’attenzione di un consigliere comunale leghista, Filippo Maturi, che a sua volta pubblica un post provocatorio: “Ieri, mentre i marciapiedi di Bolzano erano inagibili per la neve, l’assessore alla mobilità Lorenzini era – insieme ad una manciata di suoi compari – a manifestare sotto al Comune contro Salvini. Cosa vogliamo dire a questa gentile signora?”.

assessora offesa

Apriti cielo. Ecco la scintilla che infiamma il freddo pomeriggio nella città altoatesina e che ispira i suoi ‘seguaci’.

Tra “pagliaccia” e i consigli ad “andarsene in Africa a dirigere i cammelli”, c’è un post che spicca su tutti. L’autore è il molisano Pasqualino D’Alessio che oggi avrebbe voluto partecipare anche alla manifestazione organizzata davanti al carcere di Campobasso in segno di solidarietà dell’agente della penitenziaria sospeso dopo aver puntato una pistola contro un detenuto. Lo scrive lui stesso sulla sua pagina Facebook.

Invece rispondendo all’appello del consigliere leghista, il gentleman molisano scrive: “Visto che molti di quei signori migranti vanno in giro a stuprare le nostre donne, le nostre ragazze, perché non li contenta uno ad uno, evitando che vadano in giro a fare danni, ne ha di lavoro”.

post D'alessio

Parole sconcertanti, che ricordano lo stille usato per anni contro Laura Bodrini, vittima di una vergogna campagna sessista e razzista sui social, e un po’ anche lo stile del senatore del Carroccio Roberto Calderoli che definì “orango” l’ex ministro del governo Letta Cecile Kyenge più che le foto con la Nutella del vice premier Matteo Salvini.

Il post offensivo di D’Alessio – com’era comprensibile – scatena altre reazioni e polemiche, la condanna di larghe sfere della politica altoatesina. Lui ora rischia una denuncia dai Verdi di Bolzano che stanno valutando cosa fare dal punto di vista giudiziario. La posizione del partito è affidata ad una nota firmata dalle portavoci Rosina Ruatti e Sonja Abrate: “In merito ai post, foto, commenti ed inaccettabili attacchi successivamente apparsi sulla pagina facebook del parlamentare e consigliere comunale Filippo Maturi (Lega), i Verdi comunicano che valuteranno un’azione di denuncia per alcuni contenuti razzisti e per i gravi commenti offensivi rivolti all’Assessora Marialaura Lorenzini e ne chiedono l’immediata rimozione.

Pieno sostegno all’assessora e al suo lavoro e impegno per una società più giusta, umana e rispettosa che possa contrastare questo clima di odio e di intolleranza coltivato intenzionalmente da politici privi di rispetto per il confronto democratico”.