Mille talenti, un solo artista: Victor Perez, una vita magica come i suoi effetti speciali

Spagnolo, 37 anni, sposato con un’aquilana è diventato uno tra i migliori esperti di effetti speciali del mondo: dopo il terremoto de L’Aquila vola a Londra, studia ed inizia la sua carriera nel grande cinema. Da Harry Potter, passando per Pirati dei Caraibi, Batman e Rogue One. Torna in Italia grazie a Gabriele Salvatores che lo sceglie per ‘Il ragazzo invisibile – Seconda generazione’ film che ha vinto l’Efa, l’oscar europeo. Poliedrico, simpatico e dal cuore gentile, Perez non si è mai stancato di buttarsi dal precipizio per allenare le sue ali.

Se vi dicessi Victor Perez probabilmente stuzzicherei la vostra fantasia a tal punto da googlare il nome per saperne di più, ma se citassi Batman, Harry Potter, Pirati dei Caraibi, Rogue One, Il ragazzo invisibile sicuramente qualcosa nel cassetto della memoria si accenderebbe. Cos’hanno in comune Perez e questi film che hanno sbancato i botteghini di tutto il mondo? Gli effetti speciali che portano la firma del 37enne spagnolo, naturalizzato italiano. “Avevo due sogni: fare lo sceneggiatore e lavorare con Christopher Nolan agli effetti speciali di Batman. Le ho beccate entrambe in un colpo solo”, confessa al microfono di Primonumero.it

Victor Perez

Regista, fotografo, attore, produttore, sceneggiatore, mago degli effetti speciali: mille talenti ed un solo grande uomo che si è buttato dal precipizio della vita almeno un milione di volte perché, come ama sottolineare lui stesso, “devi rischiare tutto e sempre, non puoi saltare a metà. Le ali servono per volare. Se vuoi davvero volare devi rischiare sapendo che potrai cadere e farti del male”.

L’uomo dai mille volti è stato ospite del Liceo Artistico di Termoli sabato 2 febbraio “per cambiare le vostre vite come mio padre fece con me – ammette con una naturalezza incredibile – È stato lui a dirmi: Non cercare di fare solo artista, cerca di essere il migliore di sempre. Se punti a meno non avrai mai la mia approvazione”.

La sua è un’incredibile storia di rinascita personale: entra nel mondo del visual effects dopo aver studiato al Centro sperimentale di cinematografia di Vittorio Storaro de L’Aquila dove Perez non solo conosce la ragazza che avrebbe sposato, ma vive in prima persona il terremoto, riuscendo a sopravvivere per puro miracolo. “Io e mia moglie eravamo in casa quel giorno – ammette durante l’ospitata – Mi sono accorto di cosa fosse appena successo a distanza di tre ore. C’era polvere ovunque e non riuscivo a veder nulla”.

Il sisma lo ha cambiato, in meglio, e come racconta lui: “È stato l’evento che ha stravolto la mia esistenza in meglio. Sembra strano ma è così, da quel momento in poi ho avuto il tempo necessario per focalizzarmi sul mio sogno”. Gli attimi successivi alla tragedia “ho avuto un solo pensiero: non ho più nulla da perdere”. E infatti non c’era nient’altro: solo macerie, disperazione, un pigiama ed un paio di mutande già indossati. E se qualcuno gli chiedeva di cosa avesse bisogno visto che aveva perso tutto, lui rispondeva: “Soldi e tempo”.

La fortuna arriva qualche mese più tardi, quando un suo amico veneto, in visita proprio nella capitale abruzzese durante il sisma, contatta un giornale per organizzare un’intervista con Perez che aveva già mosso i primi passi nel mondo della cinematografia in veste di attore. Di lì a qualche mese “andai in Veneto dove, senza dirmi nulla, il mio amico ed il giornale organizzarono una serata in mio onore. Mi consegnarono un assegno gigante da 17mila 200 euro ed io non potevo crederci. Persone, del tutto estranee, si erano immedesimate nella mia storia, credendo in me e fornendomi tutto ciò di cui avevo bisogno: l’amore”.

Subito dopo arrivò anche un pc, dono di un suo amico, con cui Perez muove i primi passi nei visual effects e decide di andare a Londra per studiare: “Non capivo nulla di inglese, li guardavo imbambolati e non ero in grado di rispondere. Nel giro di qualche giorno ho iniziato a masticare la lingua ed ho terminato il corso in meno di tre giorni mentre lavoravo”. Trenta giorni dopo era direttore tecnico di Danny Boyle (Trainspotting, James Bond, The Beach, solo per citarne alcuni) e qualche mese più tardi si occupava degli effetti speciali di Harry Potter.

Da qui in poi è stata una scalata di successi: Pirati dei Caraibi, Il cavaliere oscuro, Rogue One (spin off di Star Wars), Il ragazzo invisibile. Ma non sembra abbastanza per un artista poliedrico e dall’animo gentile come Victor Perez. La sua carriera da regista inizia con uno dei due cortometraggi finora girati: Another Love, di genere drammatico, il corto racconta la storia di una dolorosa separazione.

Ma è con Echo che Perez dà il meglio di sé, creando una serie di effetti talmente innovativi da sembrare veri, anche se l’unica reale è l’attrice protagonista. Nato sotto l’impulso di voler essere migliore perché “se faccio un film con Spielberg è chiaro che lui sia migliore di me, ma se faccio dei film miei non c’è nessuno meglio di me. O almeno spero”.

Proprio Echo gli fa ottenere una nomina all’Academy Awards for best visual effects’, gli Oscar dei migliori effetti speciali: “È la prima volta che un corto, disponibile gratuitamente online, viene nominato assieme a titani come Aquaman o Jurassic World. La cerimonia si terrà martedì e vi confesso che vorrei davvero vincere per poter prendere in giro Spielberg. Tanto a lui non serve”.

A chi gli chiede se gli attori sul set de ‘Il ragazzo invisibile – Seconda generazione’ si siano fatti male risponde: “I pixel non si sono mai lamentati“. Una sala gremita, tanto che molte persone sono state costrette a restare in piedi, lo ha applaudito, ha riso con lui e si è immedesimata nella sua straordinaria esistenza senza limiti.

Proprio a quel pubblico Perez dà un ultimo consiglio: “La vita è una fiaba e noi siamo gli eroi delle nostre stesse storie. Il nostro momento eroico non è la scelta continua di cosa sia meglio, ma la sola e fondamentale scelta che cambia per sempre il nostro destino”. Nel suo futuro c’è un lungometraggio con cui “spero di vincere dieci oscar”, scherza con il pubblico, e tanto lavoro. Perché se ti chiami Victor Perez non riesci a star fermo.