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Medici ‘disagiati’ da 15mila euro al mese e niente elisoccorso: il caso sanità alle Tremiti tra denunce e smentite

Il servizio sanitario tremitese è bocciato: a decretarlo sono i residenti che lamentano assenze dei medici, lungaggini per l’ottenimento dei certificati, disparità economiche e servizio di elisoccorso inesistente. Una situazione che è finita sotto l’occhio della ASL foggiana che ha avviato un’indagine per far luce su quanto appreso, smentendo il ‘bivacco’ dei sanitari.

Com’è possibile che medici ed infermieri, che firmano contratti collettivi nazionali, abbiano disparità di trattamento economico all’interno della stessa area ed azienda? Ed ancora: è lecito che un operatore sanitario alloggi all’interno dell’ambulatorio oltre l’orario di servizio? Sono questi alcuni degli interrogativi che i residenti dell’Isola di San Domino hanno posto alla Procura delle Repubblica di Foggia.

La vicenda inizia qualche mese fa, quando un cittadino tremitese decide di denunciare le carenze del servizio sanitario e, in particolare, della guardia medica dell’isola. Il medico di turno, infatti, non sarebbe stato presente in ambulatorio durante l’orario previsto per le visite mediche. Una situazione pregressa nel tempo che ha fatto scattare il caos. A contorno dell’accusa si sarebbe aggiunta la lungaggine relativa all’emissione dei certificati medici, per i quali servirebbero più di quattro settimane di attesa. Un tempo lunghissimo, soprattutto per un pensionato che necessita di medicine che stabilizzino i parametri ed aiutino il corpo ad assolvere alle sue naturali funzioni.

Il caso vero e proprio, quello che è arrivato fin sul tavolo della Procura, è scoppiato un paio di giorni fa, quando alcuni degli abitanti delle Diomedee hanno fatto recapitare al procuratore un fascicolo, con tanto di foto e segnalazioni, che attestava casi di disparità economica, disorganizzazione e malasanità riscontrati all’interno della struttura dell’isola. Il tutto in perfetta linea con la precedente denuncia arrivata alle forze dell’ordine e su cui ora si dovrà far luce.

La struttura di San Domino accoglie indistintamente medici, infermieri ed operatori del 118 che, tuttavia, sono soggetti ad una gerarchia economica palesemente sfavorevole: i primipercepirebbero uno stipendio triplicato di quasi 15mila euro al mese perché in servizio in una zona disagiatissima”, ha commentato il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta che ha portato il caso all’attenzione della Regione Puglia. Le altre due categorie, pur lavorando nella stessa stazione e con le stesse condizioni ‘disagiate’, non avrebbero diritto allo stesso bonus riservato ai medici, percependo lo “stipendio tabellare” continua Gatta.

Sotto accusa, però, non è finito solo il mancato riconoscimento della progressione economica del comparto infermieristico e del 118, ma molto di più. La classe agiata – stando alla denuncia – avrebbe anche usufruito ‘a scrocco’ dell’ambulatorio oltre l’orario di lavoro, risparmiando sul pernotto in una delle tante strutture dell’isola, grazie ad uno dei tanti lettini gratuiti e liberi disponibili nelle sale. E così, terminate le quasi due ore di servizio, i medici riposerebbero tranquilli nello studio fino al mattino successivo quando farebbero ritorno alla normale routine quotidiana. Gli altri, invece, quelli con le ‘paghe da fame’, pagherebbero di tasca propria le spese di trasporto da e verso San Domino e la permanenza sulla stessa.

Sulla vicenda è prontamente intervenuta la Direzione Generale della ASL di Foggia che, a mezzo stampa, smentisce i disservizi evidenziati dai residenti e difende da linea dei medici in seguito ad un’indagine interna, giudicando gli episodi “sporadici e del tutto eccezionali”, come riporta il sito web Immediato. I rilievi dell’Azienda Sanitaria hanno accertato che “eccezionalmente, alcuni di questi operatori pendolari sostano, al termine del servizio, nei locali a loro riservati, in attesa del traghetto – scrive ancora la testata – Ciò accade a causa del maltempo o per altre situazioni contingenti quando non sono assicurati i collegamenti marittimi”. La Direzione Generale ha assicurato anche che i locali per il ristoro sono separati da quelli destinati all’utenza ed annuncia di aver avviato un tavolo tecnico con le società che gestiscono i collegamenti per cercare una soluzione.

La perfetta ciliegina sull’amara torta dei residenti delle Diomedee è il servizio di elisoccorso dell’Isola di San Nicola, che risulta inaccessibile per i mezzi di soccorso e, quindi, del tutto inutile alla salvaguardia della vita umana. Nel caso in cui si profilasse un’emergenza che richiederebbe l’immediato trasferimento del paziente presso una delle strutture sanitarie esterne all’isola si dovrebbe viaggiare via mare, aumentando i rischi dei degenti costretti a lottare tra la vita e la morte durante il tragitto. Sperando sempre che le onde siano clementi.