Mazzuto vincitore: “Andiamo alla grande ovunque, facciamo figuracce solo in Molise. Ora basta”

Le prime dichiarazioni a caldo dell'assessore regionale, che si è salvato in calcio d'angolo sulla sfiducia: "Non me l'aspettavo, ma sono tranquillo. Calenda e Romagnuolo? Decide Salvini che sta seguendo in prima persona questa vicenda". E alle accuse risponde: "Inadeguato? Abbiamo i fondi per finanziare la cassa integrazione alla Gam, per gli ex Zuccherificio e per il sociale".

Il volto è più sereno dopo le ‘bombe’ scagliate in Aula da Aida Romagnuolo e Filomena Calenda. La sfiducia firmata pure dalle sue colleghe non è passata per un soffio. Dopo il voto, Luigi Mazzuto esce nel ‘transatlantico’ di palazzo D’Aimmo e si concede a qualche battuta con i giornalisti. In questi giorni l’assessore si era trincerato nel silenzio.

Questo atto non me l’aspettavo, ma sono sempre stato tranquillo“, dice l’assessore esterno messo in discussione da una mozione firmata da dieci consiglieri regionali (Pd, M5S e Lega, il suo partito). Probabilmente la rivolta interna orchestrata delle due consigliere regionali non si concluderà con il voto in Aula. Potrebbe però avere degli strascichi proprio nel partito di Matteo Salvini: lo stesso vice premier, oltre ad una reprimenda, potrebbe ufficializzare l’espulsione (già annunciata con una nota stampa sabato pomeriggio) delle due dissidenti. Nel Carroccio molisano insomma potrebbe aprirsi la stagione della resa dei conti.

Lo stesso Mazzuto, che sulla giacca ha in bella vista una piccola spilla dorata che raffigura Alberto da Giussano, è molto sibillino quando sottolinea: “Come coordinatore regionale della Lega potrei prendere delle decisioni, ma vedremo nei prossimi giorni. E comunque Salvini sta seguendo direttamente questa vicenda e chi conosce Salvini…”. Nè nasconde il suo disappunto quando osserva: “Noi stiamo vincendo le elezioni ovunque, le abbiamo vinte anche qui e ora stiamo dando un segnale negativo. Di questo mi dispiace. Quando abbiamo iniziato l’esperienza della Lega qui in Molise, quando cinque anni fa ho aderito alla Lega, non c’erano questi presupposti. Non mi aspettavo questa mozione di sfiducia”.

In pratica: la Lega è il primo partito in Italia, le Regionali in Abruzzo e in Sardegna hanno confermato il trend positivo. Figuracce alle elezioni di maggio (Europee e Amministrative) il Carroccio non può farle. Nemmeno nel ‘piccolo’ Molise dove però il partito è scosso dalla contestazione di una parte degli iscritti che pure stamattina in Consiglio regionale si sono fatti sentire. Sui cancelli di via IV Novembre sono stati pure appesi manifesti eloquenti: “Mazzuto a casa”.

Lega

Mazzuto tira dritto: “Salvini vuole cacciare la Calenda e la Romagnuolo? Non spetta a me dirlo, chi vivrà vedrà…vediamo nei prossimi giorni cosa succede”. Mentre sul rapporto con la maggioranza aggiunge: “Il presidente Toma ha detto chiaramente che un suo assessore non può essere sfiduciato”.

E poi “non è vero che non ho risolto le vertenze“, accusa che più volte gli hanno rivolto i firmatari della mozione di sfiducia. “Sono inadeguato? Dimostrerò che non è così“. L’assessore è pronto a mostrare in Aula i risultati delle sue azioni: i finanziamenti per gli ammortizzatori sociali degli operai ex Gam, i lavori socialmente utili per gli ex Zuccherificio, i provvedimenti sul sociale. Mazzuto sa di avere il presidente Toma dalla sua parte. Certo, un alleato non di poco conto. Ma il malcontento di una parte degli iscritti della Lega (il coordinamento di Termoli da tre anni ha chiesto la rimozione di Mazzuto) fino a quando potrà essere messo a tacere?