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Liste d’attesa, ok al nuovo Piano: tempi più brevi per visite ed esami

Il piano nazionale approvato dalla Conferenza Stato-Regioni ha fissato tempi e modi delle prestazioni sanitarie. Quattro nuove classi di priorità per le visite: si va dalle 72 ore per quelle urgenti fino ai 120 giorni di attesa per le prestazioni programmate; possibilità per l'utente di pagare solo il ticket se i tempi massimi vengono sforati, nascita di un Osservatorio per il monitoraggio dei piani regionali (da approntare nei prossimi due mesi) e rimozione dall'incarico per il direttore generale che 'sgarra'.

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Un primo passo verso la riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami arriva dall’approvazione del nuovo piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa.

L’ossatura di questo importante provvedimento c’è già, ora la palla passa alle Regioni che dovranno renderlo operativo. Tutto al fine di evitare il protrarsi di una disservizio che andava avanti da dieci anni compromettendo l’intero sistema delle prestazioni e alimentando un generale malcontento da parte degli utenti i quali preferiscono rivolgersi alla struttura privata, pagando anche di più, anziché a quella pubblica proprio a causa di tempi di attesa inaccettabili per chi sta male.

“Finalmente adesso avremo regole più semplici e tempi certi per le prestazioni che riportano il diritto alla salute e quindi il cittadino al centro del sistema. Ma ora – così commentano i portavoce del M5S del Molise – la Regione deve rendere operativo, senza alcun ritardo, il nuovo piano regionale per la gestione delle liste d’attesa. Chiediamo quindi al presidente Donato Toma di attuare ogni iniziativa e qualsiasi intervento per rendere efficace il piano nazionale, il prima possibile, cioè non sforare in alcun modo i tempi previsti di 60 giorni di tempo per elaborare il rispettivo piano regionale sul quale vigilerà la struttura commissariale”.

Identica richiesta è stata presentata dai portavoce pentastellati delle altre Regioni italiane.

Proprio oggi, 21 febbraio, infatti il nuovo piano nazionale è arrivato sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione dopo che già ieri la commissione Salute aveva dato parere favorevole.

Giulia Grillo, ministro alla Sanità in quota 5 Stelle, ha introdotto una serie di novità tra cui la ‘punizione’ per i direttori generali di quelle aziende sanitarie locali che non faranno rispettare i nuovi tempi di attesa previsti dalla normativa. I dg  rischiano la rimozione dall’incarico. Il piano, inoltre, fissa il numero massimo di giorni in cui un paziente può restare in lista d’attesa per la prestazione sanitaria dando ai cittadini-utenti la possibilità, in caso di sforamento dei tempi di attesa, di rivolgersi a una struttura privata (accreditata col servizio sanitario pubblico), andando in intramoenia e pagando semplicemente il ticket.

Nel dettaglio per le prenotazioni delle prestazioni specialistiche garantite dal servizio sanitario nazionale sarà obbligatorio l’uso sistematico dell’indicazione di prima visita/prestazione diagnostica o degli accessi successivi, del quesito diagnostico e delle classi di priorità. Che sono: urgente (da eseguire entro 72 ore); breve (entro 10 giorni); differibile (30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici); programmata (entro 120 giorni a partire dal 2020).

Novità anche per quanto riguarda le prescrizioni che potranno essere rilasciate direttamente dal professionista che ha preso in carico il paziente senza che questi sia rimandato al medico di Medicina Generale per l’impegnativa. Nascerà poi un Osservatorio nazionale sulle liste di attesa (altra direttiva del ministro Grillo che ha già dato mandato agli uffici del ministero per attivarlo al più presto) col compito non solo di affiancare Regioni e Province Autonome nell’implementazione del Piano ma anche per monitorare l’andamento degli interventi previsti, rilevare le criticità e fornire indicazioni per uniformare comportamenti, superare le disuguaglianze e rispondere in modo puntuale ai bisogni dei cittadini.

Nei prossimi due mesi l’intesa tra Stato e Regioni approvata oggi a Roma dovrà essere recepita, altri 60 giorni invece avranno le varie Asl per dare concretezza al piano del governo adottando il nuovo programma o aggiornando quello già utilizzavano.

“Ora – ha detto il ministro Giulia Grillo come riportato nella nota dei 5 Stelle – spetta alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano adottare il proprio piano entro 60 giorni. Piani nei quali dovranno essere chiaramente garantiti e riportati i tempi massimi di attesa di tutte le prestazioni ambulatoriali e in regime di ricovero prevedendo, ad esempio, l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini per almeno l’80% della loro capacità produttiva. Sono certa che tutti insieme potremo mettere a disposizione dei cittadini, a prescindere dalla loro residenza, la sanità che si meritano. In proposito mi preme sottolineare che questo Governo, già nella legge di bilancio da poco approvata, ha messo a disposizione delle Regioni importanti risorse per potenziare i servizi di prenotazione implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema. Sono fiduciosa – ha terminato il ministro Grillo – che ci sarà una grande collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti nel nuovo piano già a partire dalla prossima settimana. Mercoledì prossimo, infatti, ripartiranno i lavori con le Regioni relativi alla stesura del prossimo Patto della Salute per gli anni 2019-2021”.

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