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L’ex marito la pedina con un Gps nascosto, la Procura mette fine all’incubo durato un anno

Per l’uomo è scattato nelle scorse ore il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, alle prese con una vera e propria odissea dallo scorso marzo. I carabinieri hanno eseguito il provvedimento del Gip di Campobasso

Un’insistenza morbosa, una gelosia difficile da gestire. Un pensiero fisso, costante, e quei pedinamenti ossessivi. Non aveva dimenticato la ex moglie, tanto da decidere di divenirne l’incubo più ostinato. Sembra il plot di un film, di un thriller dai contorni inquieti. E invece è accaduto davvero.

Pur di controllare meticolosamente gli spostamenti dell’ex consorte, l’uomo aveva installato di nascosto un dispositivo Gps sull’auto dell’ignara vittima: una mossa che gli consentiva dunque una panoramica dettagliata e capillare sulle attività quotidiane della donna, letteralmente braccata dalla perseveranza di tali “attenzioni” sgradite e da una presenza sempre più fastidiosa. Un’odissea di apprensione e inquietudine che durava dallo scorso marzo.

Nelle scorse ore, però, la svolta è arrivata. Perché nella giornata di ieri (22 febbraio) i carabinieri hanno dato esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Campobasso su richiesta della Procura della Repubblica e per l’uomo, gravemente indiziato del reato di atti persecutori, è scattato quindi il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex coniuge.