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L’auditorium della “Città nella città” affidato al Conservatorio. “Puntiamo ad essere una nuova Juilliard School”

Conferenza stampa per annunciare la convenzione sancita tra il Comune e l'istituto "L. Perosi". Intesa che ha consentito di partecipare ad un bando del Miur per chiedere due milioni di euro utili al completamento dell'opera che si trasformerà in una sede distaccata della scuola di via Principe di Piemonte

Bloccata la vendita, firmata la convenzione tra Comune e Conservatorio, ora quello spazio di circa mille metri quadrati organizzato all’interno del nucleo abitativo “Città nella città”, si appresta a diventare – finanziamenti del Miur permettendo – un teatro gestito dall’istituto “L.Perosi”. Che è pronto a trasformarlo nel cuore pulsante delle attività culturali molisane.

La notizia è stata annunciata dal sindaco Antonio Battista, dal presidente e dal direttore del conservatorio, rispettivamente il dottor Eliodoro Giordano e il maestro Lelio Di Tullio.

La formula della convenzione – che consente al conservatorio di gestire questo auditorium incompleto e al momento senza un’anima che ne riconosca l’utilità – è stata pensata proprio per accedere ad un bando del Miur che consente l’assegnazione di un contributo fino a dieci milioni di euro, ma per Campobasso ne servirebbero circa due milioni, utili a completare la struttura con un’aula magna, un palcoscenico sull’impronta di quello che c’è al teatro Savoia e una serie di piccole aule che il conservatorio immagina come sale di preparazione, di registrazione, di regia e di tutto ciò che gira attorno al mondo della musica.

“In questa fetta di città  – ha detto il primo cittadino –  esiste un tessuto socio-economico che va valorizzato e siamo certi che una sorta di sede distaccata del conservatorio non farebbe che aggiungere valore al sito e rafforzarne le potenzialità”.

“Abbiamo deciso – ha continuato – di destinarlo alla città con attività culturali di pregio legate all’istituto Perosi e rimetterlo nella disponibilità della cultura campobassana con questa autorevole gestione”.

Entusiasta il presidente, Eliodoro Giordano che nel ringraziare l’Amministrazione comunale e il sindaco per aver chiuso la trattativa il 24 dicembre scorso approvando la delibera in consiglio comunale, ricorda che l’auditorium “ci è stato assegnato in comodato a condizione che entro aprile 2020 riusciamo ad avere l’ambito finanziamento da parte del Miur, se ciò non avvenisse dovremo ingegnarci diversamente”. E per questo lancia un appello ai parlamentari molisani affinché “sostengano questo progetto”.

Rafforza l’appello anche il direttore del Perosi, Lelio Di Tullio: “Come conservatorio non siamo affatto piccoli, perché ci equipariamo a Napoli e Firenze che però incidono su territori naturalmente più vasti e mantenere una realtà come la nostra in una regione così piccole e con grosse problematiche socio-economiche non è facile. Quindi ringrazio gli amministratori che si sono espressi favorevolmente a questa soluzione che ci permette di chiedere il finanziamento che riguarda il completamento dell’opera per renderla fruibile. Si dice che non sono tanti i conservatori in Italia, è vero. Può chiudere? Ancona ha chiuso. E se Ancona che è una città con dimensioni diverse e tessuto socio-economico più sviluppato ha perso un istituzione di questo tipo, è ovvio che il rischio esiste anche a Campobasso“.

Chiude: “L’auditorium che noi immaginiamo non servirà soltanto per il concerto serale o per il canonico evento organizzato, ma sarà una sorta di sede distaccata dove l’orchestra e il coro faranno le loro prove, gli studenti sosterranno i loro esami, ci saranno attività didattiche legate alla produzione, insomma sulla scia, e lo dico con orgoglio, di quello che il Lincoln Center di New York dove è previsto tutto dalla scuola di teatro a quella di produzione. Cito tanto per fare un nome la scuola più importante al mondo di musica e teatro: la Juilliard School. Insomma gli americani lì hanno previsto tutto. Perché non possiamo farlo anche noi a Campobasso?”.

E di respiro internazionale è fatto a prescindere il conservatorio “L.Perosi”. Perchè sono in corso accordi importanti con altre realtà estere finalizzati al mantenimento della struttura. Finora sono buone le prospettive di un’intesa con la Cina: presto potrebbero arrivare cento studenti dalle terre d’Oriente per un incasso di un milione cinquecento mila euro.