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La Lega si prende Vasto, il M5S resiste a San Salvo. Come cambia il voto a 3 mesi dalle comunali

Non è il Molise, ma un’indicazione c’è: dalle regionali abruzzesi nei due Comuni più grandi del vastese a pochi chilometri da Termoli le urne hanno decretato la crescita impetuosa del partito di Salvini, il calo dei pentastellati che però sono ancora forti in questa zona e un risultato poco incoraggiante per il Pd

Al confine con il Molise le elezioni regionali dicono che la Lega è diventato il partito numero uno a Vasto, grosso centro a meno di cinquanta chilometri da Termoli. Il centrodestra stravince ovunque, mentre il calo del M5S è evidente, seppure proprio a San Salvo, ultimo Comune abruzzese prima del confine col Molise, i pentastellati rimangano il primo partito. Il centrosinistra? Arranca, mentre il Pd è relegato a ruolo di comparsa, sebbene la coalizione unita abbia raggiunto risultati non proprio da buttare.

 

Cosa c’entra tutto questo con le Amministrative che attendono Termoli, Campobasso, Campomarino, San Martino in Pensilis e molti altri centro molisani? In parte c’entra. Fatti i dovuti distinguo fra candidati, territori e specifiche situazioni politico-amministrative, le Regionali abruzzesi vinte da Marco Marsilio di Fdi e i relativi risultati nei due maggiori centri al confine nord del Molise danno un’idea dell’aria che tira, a poco più di tre mesi dalle comunali.

 

Ed è un’aria sovranista, per usare un termine molto in voga che accomuna Lega e Movimento Cinque Stelle. Sono loro i due partiti arrivati primi rispettivamente a Vasto e San Salvo, dove allo stesso modo del resto della regione Marsilio ha stracciato gli avversari.

 

Forse è il risultato vastese quello che sorprende di più. I seguaci di Salvini arrivano al 27,15 per cento, staccando tutti grazia a 4800 voti totali. Alle spalle dei leghisti ci sono i pentastellati al 23,69 per cento (4189 voti). Insomma per i vastesi l’alleanza di governo regge e può andare avanti. Terzo e parecchio distante il Partito Democratico, che racimola 2581 voti pari al 14,60 per cento.

Ma è il centrodestra a dominare dalle parti di piazza Rossetti a dintorni. Fratelli d’Italia arriva all’8,65 per cento e quasi doppia Forza Italia. I berlusconiani risultano fagocitati dagli alleati e si fermano al 5,02 per cento. Addirittura fa meglio di Fi la compagine Progressisti con Legnini, una sorta di Leu, che si attesta al 5,24 per cento.

 

San Salvo è invece il più grande centro fra gli 11 del territorio dell’hinterland vastese a essere rimasto appannaggio del Movimento Cinque Stelle. I fedelissimi del vice premier Di Maio hanno raggiunto il 26,14 delle preferenze (2159 preferenze) che non sono bastate a condurre alla vittoria la candidata presidente Sara Marcozzi. Secondo partito della città è la Lega (1815 voti) che arriva al 21,98 per cento (1129 voti), forse frenato nell’impetuosa crescita dalla presenza di un candidato locale di Azione Politica, capace di trascinare la civica di centrodestra al 13,67 per cento nella località confinante con Montenero di Bisaccia. Forza Italia all’8,57 per cento e Fdi a un sorprendente 2,02 per cento, persino dietro il 2,38 dell’Udc, chiudono il quadro un po’ singolare del centrodestra sansalvese.

Il centrosinistra invece si lecca le ferite. Il Pd retrocede sotto la doppia cifra, con un miserrimo 8,93 per cento. Da segnalare, nella miriade di civiche o similari che accompagnava la candidatura di Giovanni Legnini, il 6,77 per cento di Abruzzo Insieme, mentre i Progressisti ex Leu ‘pareggiano’ Fdi al 2,02 per cento.