La difesa della Questura agita il Consiglio. La Lega contro il piano di Salvini, no di M5S: è bagarre

Scintille a Palazzo San Giorgio sull’ordine del giorno che prevedeva un impegno concreto del Comune - anche attraverso incontri con i sindacati di categoria e contatti con le delegazioni parlamentari- per scongiurare il passaggio a quarta fascia del presidio di sicurezza del capoluogo. La proposta, non condivisa dai grillini, è stata accolta con 17 voti favorevoli. Tra i sì quello di Pascale, esponente del partito di Salvini, a capo del Ministero che sta portando avanti il progetto di declassamento.

Declassamento della Questura, atto secondo in Consiglio comunale. L’assise di Palazzo San Giorgio, dopo la prima seduta tematica della settimana scorsa, è tornata a riunirsi questa mattina (26 febbraio) per pronunciarsi sulla questione, portata all’attenzione da un ordine del giorno presentato dal consigliere Carla Fasolino (Coalizione civica) mercoledì 20 febbraio e sottoscritto in maniera trasversale anche dai colleghi della maggioranza Montanaro, Di Giorgio, Di Renzo e Maroncelli.

Il dibattito è stato acceso. E le polemiche non sono mancate. Anche a causa di quanto accaduto in sede di prima convocazione. In quell’occasione, infatti, i portavoce del Movimento 5 Stelle avevano deciso di abbandonare l’aula consiliare al momento del voto, facendo così decadere il numero legale necessario per portare a termine i lavori. Questa volta, invece, la discussione ha conosciuto il proprio esito istituzionale, concretizzando l’approvazione del documento con 17 preferenze e 4 pareri contrari. Tra i sì anche Pascale, esponente della Lega di Matteo Salvini, a capo del Ministero che sta portando avanti il piano. Assente Tramontano (anche lui della Lega) che comunque avrebbe votato favorevolmente all’ordine del giorno.

consiglio comunale Campobasso

Il testo presentato dalla Fasolino, in buona sostanza, chiedeva una presa di posizione e un indirizzo chiari, così come un impegno concreto da parte del Comune contro il piano di declassamento alla “quarta fascia” proposto per la Questura di Campobasso   dalla “bozza di riordino” del Ministero dell’Interno. Una riorganizzazione che, secondo alcuni, potrebbe rappresentare un impoverimento dal punto di vista della sicurezza territoriale, sia in relazione ai reati connessi al traffico di stupefacenti, sia in riferimento al pericolo di infiltrazioni mafiose in regione. Di qui, dunque, l’esigenza di lavorare ad un ordine del giorno capace di richiamare ad una posizione univoca, di impegnare sindaco e presidente del Consiglio comunale ad attuare tutte le misure utili a scongiurare simile ipotesi.

In disaccordo con la proposta, il gruppo consiliare pentastellato: “Magari passerà il messaggio che chi non voterà a favore di questo ordine del giorno è per la delinquenza e per i delinquenti. In realtà – ha spiegato Simone Cretella – i tagli al comparto della sicurezza sono stati fatti quando il movimento 5 stelle non c’era nemmeno: oggi, invece, si sta usando allarmismo per fare politica. Ecco perché questo documento secondo noi non è sostenibile: la questura è un presidio fondamentale del territorio, per il capoluogo come per le realtà circostanti, e proprio per questo voterò contro questo ordine del giorno, dal momento che sono a favore della sicurezza e voglio un incremento del personale sul nostro territorio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Gravina: “Prendiamo atto che siamo in campagna elettorale – ha detto il grillino – ma serve chiarezza. Il problema della sicurezza è reale, ma per alcuni è solo motivo di strumentalizzazione: avremmo potuto appiattirci votando un ordine del giorno insieme al resto dell’opposizione, ma non è questo il nostro interesse”.

“Il ridimensionamento della Questura – ha aggiunto Praitano (Movimento 5 Stelle) – non deve essere inteso come minore sicurezza per i cittadini e minore presenza delle forze dell’ordine: il provvedimento prevede anche il declassamento, ma non solo quello. Non si tratta quindi di votare in maniera filo-governativa o meno: non ravvediamo l interessi lesi rispetto a questo provvedimento per il nostro territorio”.

Battista consiglio comunale Campobasso

Di tutt’altro avviso il primo cittadino di Campobasso. Antonio Battista, nella sua calorosa arringa, si è scagliato contro l’ipotesi di declassamento: “La verità è che ormai anche sulla sicurezza si risparmia, si attua un mero discorso ‘costi-benefici’. E anche se c’è una vera e propria tifoseria che sta strumentalizzando un dibattito così serio – ha tuonato il sindaco – sappiamo che le Forze dell’ordine hanno lavorato e stanno lavorando sempre bene. A prescindere da chi possa aver avanzato una proposta, che sia un governo di centrodestra o di centrosinistra, io voto a favore degli interessi di questo territorio, perché questa città va difesa”.

Linea condivisa da Michele Durante: “Il declassamento è di per sé un impoverimento, un concetto che non mi piace. Nel tempo, al netto della buona volontà di governo e parlamento, c’è stata una sottrazione di fondi piuttosto diffusa e dunque in via generale, non trattandosi di un atto legislativo, credo che non sia sbagliato un orientamento favorevole rispetto alle indicazioni presentate nell’ordine del giorno”.

Considerazioni che pure da Carlo Landolfi, presidente della Commissione “Ambiente, Ciclo dei Rifiuti, Ecologia, Verde Pubblico”, ha fatto proprie: “Ho seguito il dibattito con molta attenzione. Credo che la Questura garantisca un servizio rivolto a tutti, per tutti e ritengo perciò che vada accolto questo ordine del giorno, sottolineando inoltre come il presidio campobassano abbia una competenza provinciale e anche regionale, trovandosi in un capoluogo: rappresenta un muro di protezione ai confini del Molise, contro la criminalità organizzata proveniente da contesti limitrofi e contro le sue infiltrazioni. Chi opera in questo settore lo fa con difficoltà, anche per via di una limitatezza delle risorse e dunque tutti i presidi del territorio vanno rafforzati e non certo limitati”.

Mentre era ancora in corso la discussione, poco prima dell’intervento del consigliere Trivisonno, tutto il gruppo pentastellato è uscito dall’Aula. Una “mossa” che ha fatto storcere il naso al capogruppo del Pd, in procinto di prender parola: “Questo è il Movimento 5 Stelle – ha commentato Trivisonno, d’accordo con il documento presentato dalla Fasolino – le sparano grosse e poi escono dall’aula, probabilmente irritati dalla verità, evidenziando così la loro mancanza di educazione istituzionale. Qualche giorno fa il professor Cassese, che non è in campagna elettorale, nel corso della presentazione dell’anno accademico ha ricordato come il regionalismo differenziato possa divenire un problema. E noi crediamo che lo stesso possa dirsi per il declassamento: ci preoccupa tutto questo”.