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La Bit spiegata agli studenti: l’Aast mette in campo l’esperienza per gli operatori di domani foto

Un confronto tra operatori del settore turistico e giovani studenti, e futuri attori del turismo, per capire come tramutare un'idea in progetto. Partire da una base come la partecipazione alla Bit, per riuscire a portare turismo: sono questi i cardini su cui si è basato l'incontro tra l'Aast ed l'Iss Boccardi di Termoli.

Creare un progetto, in qualsivoglia materia, è più complesso di quel che si possa pensare: oltre all’idea, che deve comunque uscire dai classici temi visti e rivisti per risultare vincente, serve un’equipe affiatata in grado di lavorare mantenendo la mente aperta, un target a cui riferirsi e persone in grado di mantenere viva l’attenzione e di vendere quell’idea. Ecco perché l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (Aast) di Termoli, guidata dal Commissario Remo Di Giandomenico e reduce dal successo della Bit 2019, si è rivolta agli studenti dell’Iss Boccardi termolese spiegando, passa dopo passo, com’è nato lo stand presentato alla Borsa Internazionale del Turismo, “perché dovete sapere – ha commentato il Commissario – Che sarete voi a prendere in mano le redini, un domani, divenendo operatori turistici ed attori della promozione di questa splendida regione”.

Conferenza bit

Un’intensa ora di spiegazioni sulla macchina organizzativa che c’è dietro la progettazione dell’esposizione che, per tre giorni, è stata in grado di imporsi a livello internazionale spiccando tra migliaia di espositori tutti “uguali, bianchi, con tavoli e foto della regione o dello stato – ha commentato Emanuela De Notaris che si è occupata della fase progettuale – C’è necessità non solo di comunicare qualcosa su un luogo, ma di raccontarne l’essenza”.

Ed in questo il Molise, con la sua sfera green che profuma di autentico, ha battuto tutti: forte della macchina operativa e comunicativa, grazie anche ad Antonio Franzese, responsabile alla cultura del Distretto Molise Orientale, anche il dopo Bit si annuncia bollente. Dal 28 al 31 marzo, infatti, ci sarà un press tour che ha lo scopo di invitare, in loco, i giornalisti delle testate nazionali per dar loro modo di vivere e sentire in prima persona i profumi della nostra terra.

A prendere la parola, durante l’incontro di mercoledì 20 febbraio, sono stati proprio alcuni degli operatori molisani che hanno avuto modo di diventare protagonisti della Bit nei giorni dal 10 al 12 febbraio; a loro il compito di spiegare ai giovani studenti come si fa a promuovere un territorio, uscendo dai classici tecnicismi e dalle regole preimpostate che restano alquanto criptiche se non sono accompagnate dall’esperienza.

Il Commissario ha dato la parola a quattro dei circa 50 partecipanti, divisi tra operatori e partecipanti, che promuovono la regione a livello internazionale. “Quest’anno puntiamo ancora di più non solo sulla Bit ma sul Molise – ha commentato Domenico Guidotti, titolare della Gs Travel – Quella milanese è stata una vetrina eccezionale che ha fornito ottime possibilità, ma la vera partita si gioca in casa. L’obiettivo, infatti, non è solo esportare il Molise, ma fare in modo che il mondo venga qui. Uno scopo che perseguo da anni con le mie aziende turistiche e nautiche e che, dallo scorso anno, può contare sui viaggi in Croazia che permettono di esportare il prodotto Molise oltre i confini regionali. Spero che il prossimo anno possiate essere anche voi protagonisti di questo viaggio alla Bit”.

La soluzione più efficiente per trasformare un viaggio in esperienza è quella di fare rete e di confrontarsi costantemente con la concorrenza, carpendo segreti e studiando soluzioni per azzerare le criticità, come spiegato da Gilda Falcone dell’associazione Pietrangolare: “Siamo partiti con l’idea di vendere il pacchetto turistico della Termoli sotterranea ed il progetto Explace Molise, ma Remo ci ha detto subito che la cosa più importante era creare delle relazioni con gli altri operatori. E così è stato: siamo partiti in quattro e, l’ultima sera, a cena, eravamo in 15. Nessuno di noi è mai rimasto fermo così a lungo nello stand, perché giravamo per tutti i padiglioni alla ricerca di spunti”.

Divenire protagonista di una vetrina internazionale può farti capire se il tuo progetto sta andando nella direzione giusta o meno, come accaduto a Marina Zeoli di Essentia Dimora Rurale che, grazie al confronto con gli altri operatori, ha capito che “l’idea imprenditoriale si sta muovendo nella direzione immaginata e, memore del confronto con altri attori turistici locali ed internazionali, abbiamo capito che per rivitalizzare il turismo bisogna puntare sull’esperienza nel senso più ampio della parola”

Partecipare alla Bit, per una minuscola realtà come la nostra, paragonata al resto dello stivale e costituita essenzialmente da piccole e medie imprese, rappresenta un trampolino di lancio eccezionale in grado di far conoscere non solo il territorio ma anche i privati. Ed i numeri, raccolti alla fine delle tre giornate, non mentono: 50 partecipanti e 178 appuntamenti presi prima della partenza che, in itinere, sono raddoppiati arrivando a quota 400, provenienti non solo dall’Italia (il 46%), ma anche da Europa (23%), Nord America (13%), Asia (8%), Sud America (6%) e Sud Africa (4%). Senza considerare il risalto mediatico a livello internazionale con lo stand protagonista su tutte le reti televisive ed i giornali creando un “incredibile afflusso di pubblicità a costo zero”, ha specificato Di Giandomenico.