Elezioni, ecco Io Amo Campobasso: il manifesto della “meglio gioventù” che aspira a cambiare le regole del ‘gioco’

Sottoscritto da intellettuali, operai, scrittori, manager e molti altri il manifesto politico "Io Amo Campobasso". Nei prossimi giorni la città sarà tappezzata, dalla mezzanotte di oggi è già possibile firmare il programma elettorale della società civile che si sta mobilitando per le elezioni comunali di maggio.

La data scelta non è certo casuale: 14 febbraio, giorno di San Valentino. E in fondo anche la loro può essere considerata una dichiarazione d’amore fatta alla città.

Si chiama “Io Amo Campobasso” il manifesto che nelle prossime ora farà la sua comparsa sui muri del capoluogo. Intanto, dalla mezzanotte di oggi, è già online all’indirizzo www.ioamocampobasso.it.

A sottoscriverlo al momento una settantina di persone tra intellettuali, operai, scrittori, professionisti, manager, gente di sinistra ma anche moderati. Insomma, quella che viene comunemente definita società civile. Un numero che dalla mezzanotte, quando il manifesto è stato pubblicato online, ha cominciato a lievitare.

In vista del voto amministrativo di maggio questo gruppo ben nutrito, la “meglio gioventù” campobassana (non necessariamente troppo giovane), ha deciso di mobilitarsi lavorando a qualcosa che somiglia molto a un vero e proprio programma elettorale. Il dito non è puntato contro nessuno degli amministratori che hanno governato o governano la città. Anzi, a fare mea culpa sono per primi coloro che da Campobasso sono andati via per ragioni di studio e lavoro o che, pur rimanendo, hanno lasciato che altri si occupassero della cosa pubblica.

“Questo nostro atteggiamento – leggiamo dal manifesto – ha fatto in modo che il vuoto che lasciavamo fosse riempito da una piccola borghesia classista, pesantemente ignorante, travestita da popolo sovrano, con orribili derive sovraniste e xenofobe, che ha lasciato crescere l’emarginazione tra i minori, nelle famiglie, nei quartieri”.

Ed è proprio questa preoccupazione e i suoi effetti a tenere insieme promotori e sottoscrittori, stretti in un progetto comune che metta assieme “le forze sane di una società” affinché intervengano “per fermare questa spirale di odio che si è impadronita della nazione e che rischia di riverberarsi sulla nostra regione e sulla nostra città”.

La logica che accompagna l’iniziativa è quella di presentare il manifesto e aspettare una reazione della città che rompa (questa la speranza) gli schemi tradizionali. I nomi “di livello” che lo hanno già firmato animeranno certamente il dibattito politico e la campagna elettorale che, di fatto, è già entrata nel vivo. Solo due giorni fa, per esempio, la Lega, data tra i favoriti nella competizione, ha fatto chiaramente capire che intende proporre – e forse anche imporre – alla coalizione di centrodestra il suo candidato.

L’arrivo di “Io Amo Campobasso” sulla scena potrebbe, pertanto, scompigliare le carte e rimescolare anche gli equilibri con la nascita di un ‘quarto polo’ alternativo sia al centrodestra, che al centrosinistra che al Movimento 5 Stelle. 

Per ora ci sono i contenuti e le idee, mentre non c’è, volutamente, neppure un accenno a partiti o candidati. Ma chi può escludere che il manifesto non diventi anche una lista a maggio prossimo? Ipotesi per ora non certo peregrine. Chi fa parte del gruppo chiuso di facebook (i promotori e qualche altra ‘mina vagante’) sono tutte persone che seguono, se non pur direttamente, la politica locale. Condizionando talvolta le scelte di questo o quell’esponente. Tutto potrebbe diventare molto più chiaro quando i nomi saranno resi noti. Qualche nome per rendere l’idea.  Il referente è Mario Davinelli, dirigente di una multinazionale medica che però lavora da Campobasso. Ci sono poi Giuseppe Colella, noto autore televisivo, lo scrittore Pier Paolo Giannubilo, al quale di recente Rizzoli ha pubblicato il romanzo “Il Risolutore”, Adelchi Battista, scrittore anche lui, Pippo Venditti, che non ha bisogno di presentazioni a Campobasso, Pietro Domeneghetti, operaio metalmeccanico meglio noto come Dj Frangetta. E Domenico Iannacone, tra i giornalisti più stimati d’Italia, Antonella Palmieri, presidente della Magnolia Basket, Umberto di Lallo, dirigente scolastico. Enzo Luongo, giornalista. Sabrina Varriano, giornalista anche lei. L’avvocato Mariano Prencipe, l’investment manager Lucio De Gaetano. Solo per citarne alcuni

Per ora il sito internet e i social aiuteranno in una prima fase gli organizzatori a raccogliere altre sottoscrizioni da parte di coloro – non necessariamente campobassani – che vorranno condividere il programma articolato in dieci punti.

Molti gli argomenti trattati: dall’identità all’inclusività, dal lavoro alla sostenibilità ecologica. C’è la parte sul bello e il verde pubblico, quella sugli spazi per i bambini. Si parla di cultura e di capacità di farne impresa, di solidarietà, di rispetto per gli animali, per gli ultimi e per le disabilità, ma anche della capacità di saper reperire fondi e risorse utili allo sviluppo e alla modernizzazione della città.

Insomma, va tutto nella direzione di arginare il degrado che non è solo economico o materiale ma anche sociale e civile. Perché in fondo voler bene alla propria città, amarla, essere campobassani coi fatti e non a chiacchiere, significa poter lasciare alle generazioni future una ragione d’orgoglio per restare e non mille motivi per andare via.