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Tecnologie digitali nei piccoli musei: la nuova sfida per rilanciare le aree interne

App, tour virtuali e altre innovazioni nei quattro siti scelti: il Castello de Capua di Gambatesa, il museo etno-antropologico di Campolieto, il museo di Comunità della Festa del Grano di Jelsi e, infine, il Museo delle tradizioni e arti popolari di Riccia. L’assessore regionale Vincenzo Cotugno: “Progetto di cooperazione internazionale che ci porta alla scoperta dei nostri tesori sconosciuti, valorizzando le aree interne”.

Rilanciare il Molise e il suo patrimonio culturale, puntando soprattutto sulle nuove tecnologie per dare il giusto lustro alle aree interne e ai tesori meno conosciuti della nostra terra.

Questo il prezioso obiettivo del progetto “Innocultour” e del relativo workshop, che ha celebrato nella mattinata odierna (5 febbraio) la sua seconda edizione, nei locali dell’ex Gil.

L’ iniziativa – finanziata nell’ambito del Programma di cooperazione territoriale europea che vede protagoniste Italia e Croazia – si muove su due binari specifici: promuovere i piccoli musei territoriali nell’era delle realtà digitali e, al medesimo tempo, ridurre la stagionalità turistica diversificando le economie locali, lavorando ad un turismo culturale sostenibile e di qualità superiore.

In questo quadro, sono quattro le realtà individuate per il nostro territorio dalle dinamiche di “Innocultour”: il Castello de Capua di Gambatesa, il Museo etno-antropologico di Campolieto, il Museo di Comunità della Festa del Grano di Jelsi e, infine, il Museo delle Tradizioni e Arti popolari di Riccia.

L’uso sapiente delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione – condotto da esperti del settore, non senza il coinvolgimento diretto delle industrie creative e della popolazione locale – consentirà di sviluppare un circuito produttivo capace di “mettere in rete” e rendere fruibili le bellezze artistiche e culturali regionali in una dimensione di respiro internazionale.

progetto Innocultur Cotugno De Benedittis Ialenti

Entusiasta del progetto e delle sue finalità, l’assessore regionale alla Cultura, Vincenzo Cotugno: “Stiamo parlando di un programma di cooperazione internazionale Italia-Croazia, in cui la Regione Molise è partner insieme al Veneto e ad altre realtà territoriali croate; una iniziativa importante, che ci porta alla scoperta di luoghi sconosciuti valorizzando le aree interne. In questo momento stiamo lavorando a oltre novanta progetti di cooperazione, cosa che la dice lunga sulla nostra visione.

Inoltre stiamo partendo con il piano strategico per il turismo, sviluppando al contempo un’idea in grado di portare al di là dell’Adriatico un turismo di nicchia e, soprattutto, di qualità”.

Stessa lunghezza d’onda per Mario Ialenti, responsabile dell’Ufficio Cooperazione Territoriale Europea di via Genova:  “Ognuna di queste piccole realtà territoriali ha una assoluta specificità. Il servizio di cooperazione e l’assessorato stanno lavorando a questo obiettivo comune: fare della cultura un modello di attrazione per il turismo. L’Unione Europea – ha aggiunto Ialenti – è partecipazione, è una realtà che ci coinvolge tutti. Del resto, cooperare significa proprio questo: stare insieme, creare una rete comune tra soggetti che vogliono portare avanti la stessa idea. E l’idea che abbiamo sposato, insieme alla Croazia, è quella di realizzare una rete culturale di piccole realtà locali: è un’opportunità per tutto il Molise anche in termini di sviluppo, di lavoro, di produttività”.

Oltre alle operazioni di natura tecnologico-comunicativa sulle strutture museali, sono previste anche ulteriori attività, quali: interventi infrastrutturali, la creazione di un’app tematica, nonché la predisposizione di una campagna di marketing rivolta a tutti quei giovani interessati a riscoprire le testimonianze del patrimonio culturale dal potenziale nascosto: le migliori proposte di promozione, che dovranno includere misure per migliorare l’accessibilità ai siti selezionati, saranno scelte attraverso una call comune italo-croata.

innocultur

Su questi e altri aspetti si è soffermato il project manager del progetto, Sorrentino Fatica: “Il piano si compone di cinque partner, tre croati e due italiani, per la durata di un anno e mezzo. Vogliamo aumentare la visibilità delle ricchezze culturali meno conosciute, soprattutto attraverso le tecnologie informatiche e multimediali in una dimensione innovativa di condivisione e promozione. Per ognuno dei quattro siti abbiamo previsto innovazioni tecnologiche e strutturali. Per Campolieto, ad esempio, abbiamo valutato la possibilità di digitalizzare i contenuti e aggiungere una sala proiezioni; per il museo di Jelsi vorremmo garantire una connessione internet “point to point”, mentre a Riccia la predisposizione di tour virtuali; a Gambatesa, poi, l’implementazione di un sistema audioguida”.

All’appuntamento ha partecipato anche Lidia De Benedittis, assessore alla Cultura di Palazzo San Giorgio: “Si tratta di un progetto molto interessante per il Comune di Campobasso, soprattutto perché coinvolge le nuove generazioni, gli studenti, che sono il futuro di questa terra e di questa città. Noi vogliamo valorizzare i nostri confini regionali e il nostro patrimonio culturale, teniamo molto all’identità campobassana e a quella della nostra regione. Vorremmo appunto portare oltre questa terra le nostre ricchezze, creando così un vero turismo culturale. Anche in questo senso va vista la richiesta del riconoscimento Unesco per i Misteri del Corpus Domini”.

progetto Innocultur Cotugno De Benedittis Ialenti

Nel corso del workshop, gli studenti della scuola media di Jelsi e del “Marconi” di Campobasso hanno presentato i progetti rispettivamente curati, entrambi sviluppati tramite l’ausilio delle tecnologie multimediali di ultima generazione e inerenti al rapporto tra innovazione e tradizione, tra identità e futuro.

“L’evoluzione di una tradizione può far progredire, attraverso il progresso dei singoli, l’intero territorio – ha spiegato Nicola Malorni, presidente dell’Ordine degli psicologi del Molise – Questo progetto sembra ricalcare precisamente il processo di individuazione di Jung. Innovazione, cultura e viaggio: attraverso un percorso di iniziazione che porta l’uomo a esplorare le sue potenzialità, l’individuo può evolvere insieme alla sua comunità. È attraverso la cultura che si può migliorare la condizione e la salute di un popolo, il suo processo di crescita”.